A CASA DI HUMUS

CORSI, APPUNTAMENTI, CONSIGLI

08 ott Selvaggia, onesta, differente: la stagione 2017/2018 di Humus

La cucina di Humus diventa selvaggia. “Selvaggio, onesto, differente” è il motto della nuova stagione di Humus. Tutte le nostre attività, dai corsi di cucina alle lezioni di cosmesi naturali, saranno condotte all’insegna di uno spirito selvaggio: più vicino alla natura e sintonizzato su ritmi di vita ancestrali.

Come “ancestrale” è l’ambientazione del nostro video di presentazione, che in realtà sono due! Ovviamente abbiamo scelto una doppia versione: mare e monti! In entrambe combattiamo contro i prodotti industrializzati. Ai monti diciamo no alle merendine preconfezionate e andiamo alla ricerca di frutti di bosco sotto le foglie di castagno e al mare boicottiamo il triste e anonimo tonno in scatola tuffandoci nel blu alla ricerca dei nostri ricci di mare. Cosa non si fa per mangiare bene!

La descrizione di un pasto: mare e monti

Nei prossimi mesi continueremo la nostra ricerca di cibo selvaggio nelle giungle metropolitane. Intanto vi invitiamo a vedere i nostri video selvaggi!

La descrizione di un pasto. Mare!

La descrizione di un pasto. Monti!

 

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Corsi di cucina a Salerno

24 set Corso di cucina a Salerno: Cucina Naturale Express il 29 ottobre a Humus

Il prossimo Corso di Cucina Naturale Express si terrà il prossimo 29 ottobre a Cava de’ Tirreni in provincia di Salerno. Nei nostri corsi sperimentiamo insieme una cucina sana e gustosa.

Corso di cucina a Salerno: da madre natura al piatto con ricette facili e veloci

Lavori e hai poco tempo da passare in cucina? Vuoi mangiare sano senza rinunciare al gusto? Abbiamo preparato un corso di cucina con una serie di ricette facili da realizzare in tempi brevissimi e senza dover ricorrere ad utensili particolari:

Primi piatti appetitosi e ben equilibrati pronti in 20 minuti, cottura della pasta inclusa;

Secondi piatti validi sostituti delle classiche portate, da cuocere in forno, ripassare in padella o friggere in olio extravergine di oliva.

E, ancora, salse per condire pasta, cereali, bruschette o tartine da poter conservare in frigo per qualche settimana e tener pronte per qualsiasi evenienza.

Impareremo a rispettare le materie prime di stagione donateci da madre natura e a trasformarle con la passione e la cura di chi ama questo tipo di cucina e la sperimenta ormai da anni.

Come si svolge il nostro corso di cucina a Salerno

I nostri corsi prevedono la partecipazione di pochi alunni, in modo da avere un rapporto più diretto con l’insegnante. Il corso di cucina dura circa tre ore ed è diviso in due momenti: una parte introduttiva teorica con cenni di educazione alimentare e una parte pratica che ci vedrà alle prese con la preparazione di una ricetta. Come sempre il nostro focus è sulle materie prime di stagione, coltivate a chilometro zero e trasformate in modo da non disperderne le proprietà nutritive. Quest’anno approfondiremo anche lo studio delle varietà selvatiche e meno comuni, fornendo consigli e trucchi per poterle impiegare al meglio nelle nostre ricette. La dieta a cui ci ispiriamo è quella mediterranea, che abbiamo rivisto in chiave moderna per adattarla alle conoscenze e alle tecniche più salutari.

Il corso di cucina naturale con ricette di stagione a Humus il 29 ottobre

Il corso di cucina si terrà presso la sede di Humus – Natura di Chef in Corso Umberto I, 293, Cava de’ Tirreni (Salerno) domenica 29 ottobre dalle ore 18.00 alle 21.00.


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

corso di cucina salerno

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aperitivo salerno food experience

24 set Aperitivo il 21 ottobre: Food Experience con piatti e materie prime di stagione

Sabato 21 ottobre nuovo appuntamento con il nostro aperitivo che abbina piatti gustosi preparati con materie prime di stagione a giochi centrati sul mondo della cucina e dell’alimentazione.  La nostra Food Experience sarà un po’ più “selvaggia” del solito: più voglia di vincere, più piatti preparati con ingredienti più selvatici e saporiti. Nelle nostre preparazioni ci saranno sempre ingredienti insoliti da scoprire e il nostro classico appuntamento con il buon cibo, servito sotto forma di aperitivo, si concluderà sempre con ambito premio finale per chi sarà più bravo nei nostri quiz sul mondo dell’alimentazione e nei giochi sensoriali.

Aperitivo con piatti di stagione e giochi a premi

Tutti i partecipanti, divisi in due squadre, si cimenteranno con la prima sfida, la più difficile: indovinare gli ingredienti misteriosi, rigorosamente di stagione, presenti nei nostri piatti. Così testiamo vista, gusto e olfatto. Mai che presentiamo una zucca a forma di zucca, sarebbe troppo facile! Anche gli altri sensi verranno testati nel corso della serata e non mancherà l’occasione di dimostrare le proprie abilità e conoscenze sulla cultura gastronomica e il mondo del cibo. Giocheremo con uno dei collaudati Taboo culinari? Con il risiko dei cibi o vi metteremo alla prova con nuovi e mirabolanti giochi? Avremo tempo per le domande a raffica? Non vi resta che scoprirlo insieme a noi e ai nostri giochi, un modo alternativo per conoscersi meglio e aumentare la nostra conoscenza del mondo del cibo. 

Humus Food Experience, aperitivo e giochi a Cava de’ Tirreni, Salerno

Vi aspettiamo a partire dalle 20.30 di sabato 21 ottobre presso la sede di Humus – Natura di Chef in corso Umberto I, 293 (Cava de’ Tirreni, Salerno) per un aperitivo alternativo, pieno di momenti di puro divertimento!


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

aperitivo salerno ottobre

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corsi di cucina provincia salerno

24 set Corso di cucina a Salerno l’11 ottobre: alla riscoperta dei sapori selvaggi nella giungla metropolitana

Un corso di cucina in provincia di Salerno per riscoprire la bontà dei sapori autentici e selvaggi. Mercoledì 11 ottobre si terrà il primo corso di cucina della nuova stagione di Humus. Impareremo a cucinare ricette veloci, con ingredienti di stagione, buone e che fanno bene alla salute. Spiegheremo nel corso del pomeriggio come scegliere materie prime ricche di sapore e sostanze nutritive, evitando le varietà in commercio povere di nutrienti. Infatti negli ultimi anni è diventato sempre più facile fare la spesa nelle nostre città, sia in quelle metropolitane che in quelle più piccole, ma è sempre più difficile riconoscere frutta, verdura e ortaggi buoni per il palato, la salute e l’ambiente che ci circonda.

Corso di cucina a Salerno con ricette veloci e selvagge

Il nostro corso di cucina si svolge mercoledì 11 ottobre, dura circa 3 ore e prevede una formula già collaudata che combina una parte pratica con la realizzazione di una ricetta sotto la guida del nostro chef e nozioni teoriche in grado di guidarvi nella scelta di materie prime di stagione e di qualità. Ecco in sintesi come è composto il nostro corso di cucina:
- una parte introduttiva con cenni di educazione alimentare e scelta delle materie prime;
- una parte pratica durante la quale verrà realizzata una ricetta con ingredienti di stagione;
- una dispensa con le nostre ricette personalizzate da portare a casa.

Corso di cucina a Cava de’ Tirreni, a Salerno: come si svolge

Il corso di cucina è destinato a un ridotto numero di partecipanti: ognuno potrà destreggiarsi tra pentole e coltelli sotto l’attenta supervisione del nostro chef. Avere un piccolo gruppo invece che una classe numerosa consente anche una maggiore interazione tra i presenti e favorisce il confronto tra alunni e docente. Ovviamente assageremo le pietanze preparate durante il corso.

Il proposito dei nostri corsi di cucina è rendere i partecipanti autonomi nella scelta degli ingredienti, imparando ad abbinarli correttamente per realizzare menu equilibrati composti da ricette facili da preparare a casa, in poco tempo e senza impiegare tecniche complesse.

Nei nostri corsi daremo una serie di consigli su come preparare un pasto completo ed equilibrato dal punto di vista nutritivo in 30 minuti e impareremo a preparare primi piatti gustosi e ben bilanciati pronti in 20 minuti, cottura della pasta inclusa; secondi piatti da cuocere in forno, in padella o friggere in olio extravergine di oliva. E, ancora, salse per condire pasta, cereali, pane da poter conservare in frigo per qualche settimana e tener pronte per qualsiasi evenienza. I corsi tengono conto della stagionalità delle materie prime e, quindi, per questo autunno daremo spazio a zucca, patate, cicorie, crocifere (la grande famiglia dei cavoli) ma anche a verdure e ortaggi meno conosciuti e altrettanto saporiti. Meno comuni sugli scaffali del supermercato ma ancora reperibili nei nostri mercati o dai contadini di fiducia o, perché no, nei nostri boschi e giardini.

Cucina italiana a Salerno: una nuova dieta mediterranea e un metodo “selvaggio”

Spiegheremo come andare a caccia di buon cibo evitando le trappole del supermercato e del “junk food”, stilando un manuale perfetto per i buongustai e per chi deve cucinare ogni giorno per familiari e amici avendo poco tempo a disposizione. Ci concentreremo su questi aspetti:

  • dove fare la spesa: scegliere cosa comprare al mercato, al supermercato, dai produttori diretti, in negozio scovando le materie prime migliori per gusto e nutrienti;
  • cosa mangiare: imparare ad associare e bilanciare gli alimenti per una dieta equilibrata e gustosa;
  • come cucinare: trasformare le materie prime senza perdere sostanze nutritive;
  • quando: seguire la stagionalità;
  • perché: mangiare meglio (cibo più buono, più sano, più vario), ridurre gli sprechi, sostenere la comunità locale, migliorare le conoscenze alimentari.

Il corso di cucina: dieta mediterranea e ricette di stagione l’11 ottobre 2017

Il corso di cucina si tiene presso la sede di Humus a Cava de’ Tirreni, a pochi chilometri da Salerno e dalla Costiera amalfitana. Non lontano da Napoli e dal Cilento, da quei paesini di pescatori che hanno visto nascere la dieta mediterranea. La nostra cucina si basa su una visione moderna della dieta mediterranea, con ricette classiche riviste per renderle più leggere e non dimentichiamo mai l’importanza delle materie prime: scegliamo ingredienti di qualità del territorio, provenienti da una filiera cortissima e conosciamo personalmente la maggior parte dei produttori.

Il corso si terrà presso la sede di Humus – Natura di Chef in Corso Umberto I, 293, Cava de’ Tirreni (Salerno) mercoledì 11 ottobre dalle ore 19.30.


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.


Crostini tostati su tris di vellutata

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aperitivo salerno ottobre food

23 set Food Experience e inaugurazione nuova stagione: aperitivo il 6 ottobre 2017

Venerdì 6 ottobre inauguriamo la nuova stagione di Humus con una Food Experience d’eccezione. Saremo già in pieno autunno o l’estate ci regalerà ancora qualche tardivo frutto? Nei nostri piatti inseriremo un ingrediente insolito? O più di uno? Torna il nostro classico appuntamento con il buon cibo, servito sotto forma di aperitivo, accompagnato a quiz sul mondo dell’alimentazione e giochi sensoriali. Vi aspetta una sorpresa speciale, oltre ai nostri fantastici premi destinati alla squadra vincitrice.

Mille modi di mangiar bene con il nostro aperitivo

Divisi in due squadre, tutti i partecipanti si cimenteranno con la prima sfida: indovinare gli ingredienti misteriosi, rigorosamente di stagione, presenti nei nostri piatti. Così testiamo vista, gusto e olfatto. Nel corso della serata metteremo alla prova anche gli altri sensi e non mancherà l’occasione di giocare con il nostro risiko del cibo o, chissà, con un gioco nuovo di zecca. O ancora, siete proprio sicuri di saper mettere nella giusta sequenza temporale fatti e avvenimenti a sfondo culinario?  Vi mettiamo alla prova prima di chiudere in bellezza con le impossibili domande a raffica sul mondo dell’alimentazione. Così gusto, vista, udito, olfatto e tatto saranno protagonisti dei nostri giochi e diventeranno un mezzo alternativo per conoscersi meglio e aumentare la nostra conoscenza del mondo del cibo.

Humus Food Experience, aperitivo e giochi a Cava de’ Tirreni, Salerno

Vi aspettiamo a partire dalle 20.30 di venerdì 6 ottobre presso la sede di Humus – Natura di Chef in corso Umberto I, 293 (Cava de’ Tirreni, Salerno) per un aperitivo alternativo, pieno di momenti di puro divertimento!


Per partecipare è necessario prenotarsi contattandoci in privato, via e-mail (fiore@humusnaturadichef.it) o facebook o chiamando Fiore De Nicola al numero: 328 92 34 232.

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23 set Come si impara dalla natura: le api, il miele e il metodo sperimentale di Humus

Tre anni fa ci hanno regalato una famiglia di api. Così è la vita: c’è chi regala maglioni e chi regala api.

Il signore delle api nel bosco di castagni

Noi, pure essendo cresciuti in mezzo alla natura, di apicoltura non sapevamo nulla. Ma il signore che ce le aveva regalate,  il signore delle api, era un vero esperto e per il primo anno se ne occupò lui. Lui sistemò la cassetta nel terreno di zia, sotto una pianta di gelsi bianchi a pochi metri dal bosco di castagni. Lui controllò lo stato di salute della regina e delle operaie. Lui le sfamò durante l’inverno con zucchero e cioccolato. Lui evitò che si ammalassero somministrando antibiotici.

Il primo miele di Humus

Il primo anno le api stavano così bene da produrre una discreta quantità di miele di ottima qualità. Il signore delle api estrasse i telaini pieni di miele, ci comunicò l’esistenza di uno smielatore meccanico (usammo tuttavia le mani) e, tutto contento, ci regalò un’altra famiglia di api.

Ora avevamo due famiglie! Una consacrazione.

Comprammo tuta, guanti e mascherina e un aggeggio per “stordire” le api col fumo per evitare le punture nel momento in cui ne controllavamo lo stato di salute e la produzione di miele. Poi il signore delle api ci abbandonò a noi stessi e alle nostre api.

Un disastro evitabile? O come imparare dai propri errori

Il secondo anno fu una tragedia. Le api non avevano abbastanza cibo (avevamo messo poco cioccolato? Tolto troppo miele?). Forse era troppo freddo o non avevamo controllato bene lo stato di salute della regina. Fatto sta che ne morirono a centinaia, produssero pochissimo miele e arrivammo quasi al punto di abbandonare la nostra breve avventura da apicoltori. Quasi.

Non demordemmo. Dimenticammo tutti i consigli del signore delle api. All’unica famiglia sopravvissuta non somministrammo né cioccolato, né zucchero, né medicine. Le lasciammo così, con tutto il miele che avevamo prodotto come scorta per superare l’inverno. Funzionò.

La natura ci premia

Questa primavera, quando andiamo a controllare la situazione, troviamo che hanno costruito un favo gigante che fuoriesce dai telaini. Non avendo più spazio per depositare il miele avevano fabbricato un telaino “aggiuntivo”. Ne abbiamo raccolto in quantità, di millefiori e di castagno, lasciandone sempre in abbondanza in vista del prossimo inverno.

Ed è così che, osservando la natura e facendole seguire il suo corso, siamo diventati orgogliosi tutori di una famiglia di api in ottima salute, senza sapere nulla di apicoltura.

Le api “selvagge” e il metodo sperimentale

Questa non è solo una storia a lieto fine, per noi ma soprattutto per le api, ma anche la perfetta esemplificazione del metodo che abbiamo scelto di seguire a Humus: studiare, sperimentare, osservare, correggere e studiare ancora, cominciando daccapo, senza mai stancarci.

Così, con questo metodo, abbiamo abbandonato la strada maestra della ristorazione, inventato il nostro progetto e costruito il luogo adatto ad ospitarlo.

Così abbiamo sperimentato la dieta vegana e alcune cose della macrobiotica, studiato la paleodieta e le diete dissociate, per tornare a una versione più consapevole e attuale della dieta mediterranea.

Così abbiamo sconfitto l’ossessione per l’impiattamento e la presentazione dei piatti, concentrandoci sulla sostanza e mettendo a centrotavola un vassoio da cui ognuno si serve da sé nel rispetto dei commensali.

Così abbiamo riscoperto il cibo dei nonni: la portulaca, le sorbe, i gelsi, i cereali integrali, i legumi un po’ strani… e anche quello dei parenti vicini e lontani: il tenerume, il cavolo rapa, la nepitella, i cucunci, il barattiere…

Così abbiamo ridotto all’osso il processo di manipolazione e trasformazione delle materie prime, esaltando il gusto grazie agli abbinamenti e alla creatività.

Un metodo che ci spinge a studiare e a migliorare sempre di più. Un cammino non sempre facile ma che pensiamo valga la pena percorrere.

metodo sperimentale api e miele

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cibo sostenibile insalata orto humus

22 set Futuro del cibo o cibo del futuro? Riflessioni sulla sostenibilità del sistema di produzione del cibo

Dove va il cibo del futuro? Qual è l’impatto di ciò che mangiamo sullo stato di salute del nostro pianeta? Proviamo a fare qualche riflessione sull’argomento dato che tra un paio di settimane riapriranno le porte di Humus e saremo immersi nel lavoro quotidiano. Ragion per cui vogliamo condividere lo spirito che ci guiderà nelle attività di quest’anno.

Come ci prepariamo alla nuova stagione: tra cucina e filosofia

C’è sempre un ragionamento che sta alla base di tutte le nostre iniziative. Anche se non sembra. I corsi di cucina, le cene, gli aperitivi, i corsi di cosmesi, le trasferte in altre città riflettono sempre un aspetto importante della nostra vita: il rapporto con l’ambiente che ci circonda, con le tradizioni del territorio e le innovazioni tecnologiche, le relazioni con i produttori locali e l’ispirazione che può arrivare da ogni angolo del pianeta, una cucina destinata a pochi non per ragioni elitarie ma per garantire il massimo della cura e dell’attenzione in ogni fase del nostro lavoro.

Stagionalità, territorio, qualità delle materie prime

In questi anni abbiamo lavorato molto su alcuni principi per noi fondamentali: la stagionalità delle materie prime, la loro trasformazione nel modo meno invasivo possibile per preservarne le proprietà nutritive, una spiccata preferenza per le produzioni del territorio e ricette facilmente replicabili a casa. Pochi effetti speciali e tanta sostanza.

Da integralisti vegani a seminatori di dubbi

Molte volte abbiamo discusso a causa di un approccio considerato troppo “integralista” e senz’altro in alcuni momenti lo siamo stati. Ma si impara dai propri errori e su alcune cose ci siamo ammorbiditi. Non siamo più strenui sostenitori di nessuna dieta alimentare e di nessun dogma totalitario.

Ma nel nostro percorso restano alcuni punti fermi (lo zucchero bianco è sempre il male assoluto!) e da questi partiremo per confrontarci con i temi legati al mondo dell’alimentazione che più ci stanno a cuore quest’anno. Cercando di instillare quanti più dubbi possibili sul nostro modo di mangiare giorno per giorno.

Alcune domande sul futuro del cibo

  1. L’attuale modello di produzione del cibo è sostenibile?
    É sostenibile per l’ambiente? Cioè non impoverisce o distrugge il suolo? É, quantomeno, il più ecologico possibile considerato il progresso tecnologico e il consumo/fabbisogno umano?
    É sostenibile per chi ci lavora? Viene garantito il rispetto dei diritti dei lavoratori? Sono tutelati nella salute e nella sicurezza individuale? Insomma, è un modello sostenibile per i singoli e le comunità? C’è una sostenibilità sociale del sistema di produzione del cibo?
    É sostenibile per chi ci vive? Per tutta la filiera coinvolta nella produzione, trasformazione e distribuzione? Come vengono gestiti gli scarti di lavorazione? C’è un sistema di riduzione degli sprechi?
  2. Le produzioni sostenibili possono diventare “estensive” o sono destinate ad essere una parte del totale? E quelle intensive possono ragionevolmente ridursi?
  3. Da dove proviene ciò che mangiamo? Riusciamo a tracciare la provenienza, l’origine delle materie prime e la loro qualità? Ci riusciamo per i prodotti trasformati dall’industria alimentare?
  4. Come si produce il cibo nel resto del mondo? Quali sono le buone pratiche che possiamo copiare?
  5. Costituiscono un vantaggio, e per chi, l’aumento delle possibilità di scelta (non per quanto riguarda la varietà biologica) e la perenne disponibilità di materie prime una volta destinate a consumi sporadici come pure di prodotti lavorati sempre più “personalizzati”? Si pensi ad esempio alle tipologie di cornetto con cui possiamo fare colazione al bar. Il cliente/consumatore ha sempre ragione? Anche quando ignora le conseguenze delle sue scelte alimentari?

Ognuno di noi può rispondere a queste domande con le conoscenze che ha a disposizione. Di risposte ne abbiamo anche noi ma non abbiamo più la presunzione che siano giuste. Non del tutto almeno.
Ed è per questo che con molta umiltà e un bel paio di scarpe comode macineremo chilometri e grano per vedere con i nostri occhi come si produce quel che ogni giorno mettiamo nel piatto.

Per avere maggiore consapevolezza delle nostre scelte alimentari e perché sia sempre più leggero l’impatto che l’essere umano ha su questo nostro pianeta. Che è l’unico che abbiamo e l’unico di cui aver cura.

galline orto humus

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humus cucina da chef salerno

21 set Corsi di cucina, Food Experience, cosmesi: 3 anni di Humus vissuti appassionatamente

Tra pochi giorni partiremo con i corsi di cucina e di cosmesi naturale, con le Food Experience e le ricette ma prima di introdurre le novità di quest’anno e fissare in calendario i prossimi appuntamenti facciamo il punto della situazione riassumendo brevemente quel che abbiamo fatto fin qui.

Ogni anno per noi comincia a settembre e, come sempre quando si torna a scuola, siamo pronti ad affrontare nuove sfide forti delle esperienze già vissute con passione e un pizzico di follia.

In principio era il cibo! Quando tutto ebbe inizio: stagione 2014/2015

Fiore De Nicola, il nostro chef, dopo essersi diplomato nel 2013 alla scuola di alta cucina di Niko Romito, esperienza conclusasi con la gestione in sala e in cucina del ristorante Spazio di Rivisondoli insieme agli altri diplomati del corso tenuto al Reale di Castel di Sangro, decide di “inventarsi” il lavoro invece di proseguire seguendo l’apprendistato tradizionale dei giovani cuochi: girare per un po’ di anni per le cucine più blasonate del pianeta per poi aprire un ristorante.

L’idea è quella di diffondere uno stile di vita più sano e naturale recuperando i principi della tradizione rafforzati dai più moderni insegnamenti appresi a scuola da Niko Romito e Davide Mazza. Attenzione per le materie prime, valorizzazione del territorio e della stagionalità, unite a una cucina tendenzialmente vegetariana sono i punti fermi da cui partire. Usare la tecnologia e approcci “innovativi” sono gli strumenti da utilizzare per mettere in pratica quanto imparato. Rivisitare senza grossi stravolgimenti le ricette tradizionali patrimonio di un’intera famiglia da sempre a proprio agio tra i fornelli è l’obiettivo dei primi mesi.

Con Francesca Senatore, che si dedica alla cura del corpo con la preparazione di cosmetici naturali, e Fiorella De Nicola, che gestisce la comunicazione e la parte organizzativa, comincia la nuova avventura. Scegliamo il nome: Humus – natura di chef e cominciamo a metterci all’opera.

Il battesimo di Humus a CavaExpo: iniziamo a cucinare

A maggio 2014 siamo pronti alla prima uscita pubblica: dal 23 al 24 il nostro stand a CavaExpo attira i curiosi con i grissini fatti a mano inseriti nel pesce palla portafortuna, i giochi sulle spezie e i saponi autoprodotti. In questa occasione conosciamo due nutrizionisti cavesi, con i quali collaboriamo ancora oggi.

A settembre 2014 Francesca tiene il primo corso di Cosmetica naturale e ad ottobre decidiamo di fare la prima trasferta: proviamo a esportare a Milano il nostro cibo e la nostra filosofia. E’ la prima volta di “Chef in trasferta”, chiamiamo così quest’iniziativa che porta un cuoco in casa di un privato che raduna un po’ di amici per sperimentare una nuova dimensione ristoratrice e casalinga. I 15 partecipanti accolgono con entusiasmo la novità e la possibilità di avere a disposizione un cuoco per una sera pronto a rispondere alle loro domande, oltre ad assaggiare un menu appositamente studiato per l’occasione.

La formula è da sistemare e rodare ma il dado è tratto: presto aggiungeremo la componente ludica ed educativa inventando giochi e prove di abilità per diffondere una maggiore consapevolezza alimentare. La strada sembra giusta ancorché tortuosa e in salita. Bisogna comunicare un approccio diverso al cibo quando la cucina sta diventando un fenomeno di costume. Le nostre radici e le tradizioni familiari ci aiuteranno da qui in poi a valorizzare l’aspetto culturale, ecologico, sociale e “politico” del cibo, schivando il marketing più facile e d’effetto.

Arrivano le Food Experience: cibo e giochi in un mix unico inventato da Humus

Il 21 dicembre 2014 si tiene il nostro primo corso di cucina in vista delle feste di Natale e il 18 gennaio 2015 presentiamo il progetto nel rione Monti a Roma. Diamo maggior solidità alle nostre iniziative costituendoci come associazione culturale: il 18 aprile 2017 fondiamo “Humus – Alimentazione, Benessere, Spiritualità”.

Iniziano in primavera le nostre Food Experience: aperitivi abbinati a giochi sui cinque sensi in cui si sfidano due squadre, formate perlopiù da sconosciuti, per vincere i nostri mirabolanti premi. E’ un modo divertente per assaggiare piatti nuovi, conoscere altre persone e imparare qualcosa in più sul cibo grazie alle domande a raffica e altri giochi di società. La Food Experience è l’idea che ci ha permesso di far conoscere le nostre attività, facendo vivere a tanti l’esperienza del cibo come la intendiamo qui a Humus.

Alla prima edizione di marzo 2015 che si è svolta a Cava de’ Tirreni presso la sede della nostra associazione ne sono seguite numerose altre. Ed è questa la formula che, pochi mesi dopo,  inizieremo a portare in giro per l’Italia. Siamo orgogliosi dei numerosi tentativi di imitazione e di queste due paroline – Food e Experience – che oggi sponsorizzano molti eventi in ristoranti e scuole di cucina.

A settembre 2015 partecipiamo alla manifestazione Bio&Dintorni a Salerno con una cena a tema preparata nella Taverna medievale di fronte al Duomo di Salerno e il nostro stand collocato in uno dei vicoli del centro storico della cittadina salernitana.

Libera – mente: video, interviste e trasferte per la stagione 2015/2016 di Humus

Da fine 2015 a inizio 2016 pubblichiamo ogni mese con la nostra newsletter brevi video sui prodotti di stagione. Il calendario della frutta e verdura di stagione è una guida e un promemoria su cosa mangiare in ogni periodo dell’anno senza lasciarsi sopraffare dalle mode del momento e dalle proposte dell’industria alimentare. E sempre di più cerchiamo con i nostri corsi di cucina di insegnare un metodo per mangiar bene rispettando i tempi della natura.

Il motto per Humus è “libera-mente”. E con questo spirito viaggiamo ancora per l’Italia portando la brigata a Firenze, Roma e Salerno. Qui il video delle trasferte: Humus in trasferta.

Torniamo al Reale a Castel di Sangro per intervistare Davide Mazza: è un bel colloquio sul mestiere di cuoco, l’importanza dell’insegnamento e dell’esempio che si dà lavorando e vivendo in cucina. Potete rivedere le risposte di chef Mazza sul nostro canale youtube: intervista a Davide Mazza.

Growing up, crescere: collaborazioni, ricette e rinascite per la stagione 2016/2017

A ottobre si allarga il nostro raggio d’azione: inizia la collaborazione con il Rural Pub di Lancusi, in provincia di Salerno. In pochi mesi entriamo in contatto con una miriade di produttori locali che lavorano in piccola scala, coltivano materie prime d’eccellenza (cipolle, patate, pomodori…) e allevano capi di bestiame da cui ottengono formaggi e salumi buoni come una volta. Siamo testimoni di una piccola rivoluzione che vede i giovani tornare ai campi, riscoprendo e rilanciando produzioni autoctone, a partire dai grani antichi.

E’ un’esperienza intensa e nuova, che si conclude a inizio 2017, lasciandoci in eredità una maggiore conoscenza del territorio e il definitivo abbandono di una cucina integralmente vegetariana: torniamo a inserire nella nostra dieta e nella cucina che sperimentiamo e condividiamo con chi ci sta vicino carne e pesce. Sempre con attenzione alle quantità e alla qualità, certificata dalla conoscenza diretta di chi ci fornisce proteine di origine animale. Pochissima carne rossa, pesce azzurro della Costiera Amalfitana (Cetara soprattutto) e del Cilento, uova provenienti direttamente dalle galline cresciute dai nonni. Il motto di quest’anno è “locale, stagionale, vegetale”, dato che cereali, legumi, frutta, verdura e ortaggi sono ancora la base di quel che cuciniamo ogni giorno.

A febbraio arriva Simone, il più piccolo abitante di Humuslandia, giusto in tempo per farci sperimentare anche il variegato mondo delle pappine, anche quelle quasi tutte autoprodotte. E’ un momento importante di crescita personale che inevitabilmente si riflette sul lavoro quotidiano.

C’è giusto il tempo di girare le nostre video-ricette, dove cerchiamo di valorizzare materie prime povere esaltando freschezza e sapori, prima di partire con la nuova stagione sempre carica di novità.

Ve le racconteremo a breve.

humus funghi stagione cucina

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18 lug Hummus di Humus: la ricetta veloce buona per tutte le stagioni

L’hummus di Humus, oltre ad essere un’ottima ricetta, è un simpatico scioglilingua. Tutte le volte che ci presentiamo dicendo che ci chiamiamo “Humus” subito ci domandano: “Come l’hummus di ceci?“. Questo se il nostro interlocutore è tendenzialmente vegetariano. Se invece è onnivoro e tendenzialmente campano la domanda è: “Come ‘o per e ‘o muss?“. I pochi che indovinano, “Humus come quello dei lombrichi?”, subito temono che gli si voglia far mangiare un po’ di terra… Risolto l’equivoco, sempre molto divertente per tutte le parti coinvolte nella conversazione, capita spesso che ci troviamo a dare la ricetta dell’hummus, con due emme, semplificata e personalizzata da Humus, con una emme sola.

Nella nostra ricetta dell’hummus di ceci di solito non usiamo la tahina, salsa a base di sesamo che si trova già pronta in commercio e prevista nella preparazione classica ma la sostituiamo con i semi di sesamo al naturale. Avrete ormai capito che tutte le volte che possiamo eliminiamo i prodotti già confezionati e preferiamo usare gli ingredienti “nudi e crudi”. L’hummus di ceci, diffuso in Oriente e nei paesi africani che affacciano sul Mediterraneo, è diventato negli ultimi anni molto popolare in Occidente. Mangiato da solo o con il pane è un’ottima ricetta, facile da realizzare e che piace a grandi e bambini.

Vediamo come preparare l’hummus, usando in parte ingredienti locali accanto alle spezie orientali che gli danno un leggero sapore esotico.

Hummus di ceci: gli ingredienti per la ricetta veloce

ricetta hummus di ceci di humus - ingredienti

I CECI. E’ severamente vietato usare i ceci già cotti, in scatola o surgelati. Tutti i legumi si preparano a casa con una facilità disarmante. Basta piazzare due sveglie sul telefonino: una per ricordarvi di mettere i ceci a mollo di sera, prima di andare a dormire; un’altra per cuocerli il giorno dopo, a fuoco basso e con un po’ di bicarbonato. L’Italia coltiva diverse varietà di ceci, soprattutto nelle regioni centro-meridionali. Noi abbiamo provato i ceci dell’Azienda agricola Francesco Cicchetti,  produttore di Atena Lucana, in provincia di Salerno. Come sempre vi consigliamo di affidarvi ai fornitori più vicini alla vostra zona di residenza.

Legumi e cereali dovrebbero essere ingredienti presenti quotidianamente nella nostra alimentazione. D’inverno si possono combinare e alternare, con l’aggiunta di verdure di stagione mentre in primavera e in estate sono ottime basi per insalate fredde.

I LIMONI. Il limone è il nostro ingrediente feticcio. Scorzette, succo, albedo, infuso di foglie: usiamo tutte le parti dell’albero del limone e non c’è piatto dove non riusciamo a infilarlo. Lo mettiamo perfino nel caffè! In giardino abbiamo alcuni esemplari della varietà “sfusato d’Amalfi“, messi a dimora dal nonno materno circa trenta anni fa. Da lì provengono i limoni per le nostre ricette. Se li acquistate senza conoscerne direttamente la provenienza fate molta attenzione perché la Costiera amalfitana non è in grado di produrre tutti i limoni che in teoria provengono dalla Costiera. Meglio un limone siciliano autentico che un limone amalfitano finto. Oltre allo sfusato in Campania è molto diffuso il “femminiello”, coltivato nella zona di Sorrento. Altre ottime varietà provengono da Sicilia, Calabria e Liguria.

IL SESAMO E LA PAPRIKA. Da un negozio biologico o dal mercante di fiducia di piazza Vittorio a Roma recuperiamo i semi di sesamo e la paprika. Semi come quelli di sesamo, girasole, lino, papavero, finocchio non mancano mai nella nostra dispensa. E la paprika è una delle nostre spezie preferite.

L’AGLIO. Usiamo aglio italiano, quello bianco o il rosso di Sulmona. Un paio di spicchi inseriti in un vaso ci permettono di avere aglio fresco sempre a disposizione. Se approfittate del bel tempo per una passeggiata in campagna o tra i boschi, state attenti all’aglio selvatico:  è più delicato e profumato della varietà coltivata e si possono usare in cucina anche i fiori.

L’OLIO. Usiamo sempre olio extravergine d’oliva. Noi lo compriamo in Cilento, da piccoli produttori locali e ne facciamo scorta andando direttamente nel luogo di produzione una volta all’anno. Per chi non ha conoscenze dirette, consigliamo il frantoio Marsicani, uno dei migliori  e fra i più attivi nella divulgazione delle proprietà e qualità dell’olio d’oliva. Si può  acquistare direttamente on line dal sito http://www.marsicani.com/.

La ricetta dell’hummus di ceci: come si cucina

Ora che abbiamo tutti gli ingredienti possiamo preparare l’hummus di ceci. Potete usare il minipimer o un robot da cucina.

Procedimento: i ceci vanno messi in ammollo per una notte. Il giorno dopo li faremo cuocere con mezzo cucchiaino di bicarbonato. Li frulliamo poi al minipimer con uno spicchio d’aglio, il succo di limone, un pizzico di paprika, mezzo cucchiaino di semi di sesamo, l’olio extravergine d’oliva. Accompagnate con il pane e servite. E buon appetito!

ricetta hummus di ceci veloce

 

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17 mag La ricetta facile e gustosa della pasta con fave e pecorino

C’è una ricetta facile e veloce per mangiare fave e pecorino in modo insolito? Si può provare ad aggiungere la pasta. La pasta è la soluzione a qualsiasi problema, sta bene con tutto, è un fantastico “comfort food” come si dice adesso. Perciò se il classico abbinamento di fave e pecorino non è destinato alla solita scampagnata domenicale, possiamo provare a condirci la pasta per ottenere un primo piatto dal gusto fresco e leggero. In questo modo avremo una valida alternativa per gustare uno dei protagonisti della primavera, che non può mancare nella nostra alimentazione dei mesi di aprile e maggio.

Vediamo come scegliere tutti gli ingredienti per la nostra ricetta e come preparare la pasta con fave e pecorino.

La ricetta della pasta con fave e pecorino: gli ingredienti

pasta_fave_pecorino_ingredienti

LE FAVE. In questo periodo dell’anno fave e piselli freschi sono facilmente reperibili. Le fave sono ottime da consumare crude, perché così conservano intatte le proprietà nutritive: sono ricche di ferro e vitamine. Ma, per variare la nostra alimentazione, possiamo anche sottoporle a una veloce cottura. Quelle secche poi potremo utilizzarle durante l’inverno, alternandole ai legumi più comuni (fagioli, ceci, lenticchie). Anche il baccello è commestibile, basta asportare la parte bianca e poi sbollentare e saltare in padella con aglio e olio la parte verde. Oppure frullare i baccelli già cotti per ottenere una vellutata. In questo caso vale ancora di più la regola di scegliere ingredienti di prima qualità e non sottoposti a trattamenti chimici. Noi possiamo contare sul piccolo orto di famiglia e su quello dei vicini, dove le fave vengono ancora coltivate a acqua e sole. Se non disponete di orti o contadini di fiducia potete rivolgervi a produttori biologici. Fate sempre attenzione a come si presenta il prodotto: non deve essere bello dal punto di vista estetico ma i baccelli devono sembrare freschi, raccolti da poco tempo e non eccessivamente grandi, altrimenti sarete costretti a sbucciare le fave una ad una. In Italia vengono coltivate in molte regioni ma sono tradizionalmente legate a Puglia, Lazio e Sardegna.

IL PECORINO. L’accostamento con il pecorino si perde nella notte dei tempi. Il gusto forte e deciso serve a bilanciare la prevalenza di note dolci e fresche delle fave. Per la nostra pasta abbiamo scelto il Canestrato di Moliterno, un pecorino lucano prodotto tra Potenza e Matera a marchio IGP.

IL LIMONE. Il limone è il nostro agrume preferito! Nell’orto di Humus vivono da più di trent’anni quattro esemplari dello sfusato d’Amalfi, scelti con cura e messi a dimora dal nonno materno. Lo sfusato amalfitano, con il femminiello di Sorrento, è tra le varietà più pregiate di limone. Del limone noi magnifichiamo le proprietà benefiche, ne diffondiamo gli usi alternativi in cucina e in cosmesi, recitiamo poesie in suo onore e, almeno una volta all’anno diffondiamo il giallo verbo con in nostro corso Esperidio, i mille usi del limone: http://www.humusnaturadichef.it/esperidio-un-concentrato-di-limoni-il-programma-del-corso-di-humus-acava-de-tirreni-salerno/. Quando abbiamo bisogno di un limone lo preleviamo direttamente dall’albero e se partiamo per una delle nostre trasferte in giro per l’Italia non possiamo fare a meno di esportare un paio di chili del nostro limone preferito.

Se siete sprovvisti di alberi di limoni o di amici e parenti dotati di limoneto, potete trovare i limoni al mercato dal negoziante di fiducia o nei negozi biologici. I limoni devono essere coltivati senza chimica, altrimenti non solo perdono le tipiche virtù ma diventano dannosi per l’organismo. Fate molta attenzione quando li acquistate senza un vincolo di fiducia perché la Costiera amalfitana non è in grado di produrre tutti i limoni che spacciano come provenienti dalla Costiera. Meglio un limone siciliano autentico che un limone amalfitano finto. Scegliete quelli con le foglie ancora attaccate, con la buccia di un giallo intenso e i più profumati. Preferite quelli con la buccia irregolare, anche con qualche buco (di solito è il segno della grandine lasciato sul frutto a inizio maturazione). Una volta tagliati, la parte bianca del limone, l’albedo, si presenta solida e abbastanza estesa, la polpa succosa e quasi priva di semi. Il succo non è molto acido e il limone, crudo e a fette sottili, si può mangiare in insalata o a spicchi “bagnato” in un po’ di zucchero (ovviamente integrale di canna). In inverno anche lo sfusato è più piccolo e un po’ più verde, a causa delle temperature più rigide, mentre a maturazione ottimale un solo esemplare di sfusato d’Amalfi può pesare tranquillamente 700 grammi (in foto abbiamo un limone da 500 grammi e uno da 700 grammi, raccolti la scorsa estate nel limoneto di Humus).

limone sfusato amalfi

LA MENTA. Sul balcone, sul davanzale di una finestra, perfino in un angolino in bagno o in cucina non possono mancare un paio di vasi di piantine aromatiche. Le indispensabili sono: rosmarino, salvia, prezzemolo, basilico e menta. Poter staccare un rametto di menta direttamente dalla pianta mette subito di buonumore e non c’è paragone con quella tristissima che si trova nelle vaschette di plastica del supermercato.

L’OLIO. Per condire si usa l’olio extra vergine di oliva. Questo è un imperativo categorico, non c’è discussione che tenga. L’olio d’oliva va bene anche per friggere, basta saper gestire la temperatura. In molti ristoranti si usa al posto del burro addirittura per mantecare i risotti. Quindi non c’è alternativa che tenga: niente margarina, niente semi strani. Usatene di meno ma usate olio d’oliva di qualità. Per trovare un buon olio bisogna armarsi di pazienza e cercare un piccolo produttore in zona. Basterà poi farne scorta un paio di volte all’anno, almeno una subito dopo il raccolto e la spremitura. Tenete presente che non tutte le annate sono ugualmente produttive ma se nella vostra zona il raccolto è scarso basterà rivolgersi a regioni che hanno avuto un raccolto più abbondante. Se avete un rapporto di fiducia con il vostro fornitore abituale, non esiterà a consigliarvi per il meglio una volta che avrà esaurito la sua sua produzione. Noi, in virtù della discendenza cilentana, usiamo olio extravergine d’oliva del Cilento. Ci sono ottimi piccoli produttori in Campania, Toscana, Puglia, Lazio… Per chi vuole acquistare direttamente on line consigliamo il sito http://www.marsicani.com/: il frantoio Marsicani è uno dei migliori in Italia ed è molto attivo nella diffusione e valorizzazione dell’olio d’oliva.

LA PASTA. Ogni famiglia ha la sua marca preferita. In realtà ogni componente della famiglia ha la sua preferita. Noi, oltre alle paste artigianali prodotte dai pastifici della zona di Gragnano e non solo, usiamo spesso la pasta Rummo. La Rummo viene distribuita in tutta Italia; l’azienda è stata colpita qualche anno fa dall’alluvione che ha causato non pochi danni nel beneventano. Il sito è: http://www.pastarummo.it/it/.

Un primo piatto facile e veloce: come si cucina la pasta con fave e pecorino

Ora che abbiamo tutti gli ingredienti possiamo cucinare la pasta con fave e pecorino.

Procedimento:  fate imbiondire la cipolla in olio extra vergine d’oliva, aggiungete le fave e fate cuocere per circa 10 minuti. Mantecate la pasta con il pecorino, le scorze di limone e le foglie di menta. E buon appetito!

ricetta della pasta con fave e pecorino

 

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Corsi di cucina a Salerno

02 mag Corso di cucina a Salerno con ricette facili e veloci il 4 giugno

Un corso di cucina per imparare a cucinare ricette veloci, con ingredienti di stagione, che siano anche buone e sane? Si può fare. Da Salerno e dintorni accoglieremo i partecipanti al nostro prossimo corso di cucina che si terrà domenica 4 giugno seguendo una formula già collaudata che combina una parte pratica che prevede la realizzazione di una ricetta sotto la guida del nostro chef e nozioni teoriche in grado di guidarvi nella scelta di materie prime di stagione e di qualità.

Corso di cucina a Salerno con ricette veloci

Il nostro corso di cucina per imparare a cucinare ricette veloci si svolge domenica 4 giugno, dura circa 3 ore e prevede:
- una parte introduttiva con cenni di educazione alimentare;
- una parte pratica durante la quale verrà realizzata una ricetta con ingredienti di stagione;
- una dispensa con le nostre ricette personalizzate da portare a casa.

Corso di cucina a Cava de’ Tirreni, a Salerno: come si svolge

Il corso di cucina è destinato a un ridotto numero di partecipanti: ognuno avrà una propria postazione e potrà destreggiarsi tra pentole e coltelli sotto l’attenta supervisione del nostro chef. Avere un piccolo gruppo invece che una classe numerosa consente anche una maggiore interazione tra i presenti e favorisce il confronto tra alunni e docente. Ovviamente assageremo le pietanze preparate durante il corso.

Il proposito dei nostri corsi di cucina è rendere i partecipanti autonomi nella scelta degli ingredienti, imparando ad abbinarli correttamente per realizzare menu equilibrati composti da ricette facili da preparare a casa, in poco tempo e senza impiegare tecniche complesse.

Daremo una serie di consigli su come preparare un pasto completo ed equilibrato dal punto di vista nutritivo in 30 minuti e impareremo a preparare primi piatti gustosi e ben bilanciati pronti in 20 minuti, cottura della pasta inclusa; secondi piatti da cuocere in forno, in padella o friggere in olio extravergine di oliva. E, ancora, salse per condire pasta, cereali, pane da poter conservare in frigo per qualche settimana e tener pronte per qualsiasi evenienza. I nostri corsi tengono conto della stagionalità delle materie prime e, quindi, per questa primavera-estate daremo spazio a zucchine, melanzane, peperoni, pomodori ma anche a verdure e ortaggi meno conosciuti e altrettanto saporiti. Facili da trovare nei nostri mercati o dai contadini di fiducia.

Cucina italiana a Salerno: una nuova dieta mediterranea

Il corso di cucina si tiene presso la sede di Humus a Cava de’ Tirreni, a pochi chilometri da Salerno e dalla Costiera amalfitana. Non lontano da Napoli e dal Cilento, da quei paesini di pescatori che hanno visto nascere la dieta mediterranea. La nostra cucina si basa su una visione moderna della dieta mediterranea, con ricette classiche riviste per renderle più leggere e non dimentichiamo mai l’importanza delle materie prime: scegliamo ingredienti di qualità del territorio, provenienti da una filiera cortissima, conosciamo personalmente la maggior parte dei produttori.

Il corso di cucina con ricette di stagione il 4 giugno

Il corso di cucina si terrà presso la sede di Humus – Natura di Chef in Corso Umberto I, 293, Cava de’ Tirreni (Salerno) domenica 4 giugno dalle ore 11.00 alle 13.30.


Per avere maggiori informazioni e prenotare puoi inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.


 

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11 apr La ricetta del panpizza: pane, pomodoro e mozzarella

La ricetta del panpizza è una valida alternativa alla pizza originale. Con il pane, la salsa di pomodoro e la mozzarella i tempi di preparazione sono più veloci rispetto alla classica pizza perché non dobbiamo aspettare il tempo necessario alla lievitazione dell’impasto. Un altro vantaggio di questa ricetta è che ci permette di riciclare il pane raffermo. Come sapete in cucina non si butta via niente e il pane si presta a più di un utilizzo ricreativo: bruschette, polpette, crostini, pangrattato… o come base alternativa all’impasto della pizza.

Vediamo come preparare il panpizza, un’idea semplice rubata alle nostre nonne.

Panpizza con pane, pomodoro e mozzarella: gli ingredienti

pan pizza pomodoro mozzarella origano ingredienti

IL PANE. Ogni regione ha le sue varietà di pane più o meno conosciute. Impariamo a scegliere pane di buona qualità e approfittiamo dei diversi tipi di pane per variare la nostra dieta. Cerchiamo di evitare di comprare il pane al supermercato, dove quasi sempre è precotto e prodotto con farine estremamente raffinate. E sostituiamo spesso il pane bianco con quello integrale, di semola o con grani antichi. Sarebbe il caso di avere un panificio di fiducia e chiedere consiglio a chi ha tutto il giorno le mani sporche di farina. Sono da preferire gli impasti con lievito madre a lunga lievitazione. Per questa ricetta si può usare qualsiasi tipo di pane raffermo.

Al sud è ancora molto praticata la panificazione casalinga: chi è dotato di forno a legna almeno un paio di volte all’anno si dedica alla produzione di pane “a lunga conservazione” ottenuto con un doppio passaggio in forno, uno per cuocere e l’altro per togliere l’umidità ottenendo un pane biscottato (chiamato “biscotto” o “frisella”) da consumare una volta fatto rinvenire in acqua.

LA MOZZARELLA. Uno dei formaggi freschi più amati: la mozzarella. Ognuno ha le sue preferenze su tipo di latte, zona di produzione, grado di affumicazione, tipologia di latticino (fiordilatte, provola, mozzarella, treccia…). I puristi sconsigliano l’acquisto di mozzarella dal banco frigo e ormai lo sanno tutti che la mozzarella va tenuta nella sua acqua a temperatura ambiente per essere consumata “cruda” nel breve periodo. Dopo un paio di giorni, privata del liquido di governo, si può tenere qualche giorno in frigorifero: in questo caso la useremo previa cottura, in una varietà di modi tendente all’infinito. La mozzarella di latte vaccino si può trovare in tutta Italia, distribuita da piccoli produttori locali. Quella di bufala si produce in alcune zone di Campania e Lazio. Storica la divisione in due squadre: i simpatizzanti della mozzarella di bufala del casertano opposti ai tifosi della mozzarella di bufala salernitana. Molti caseifici esportano anche al di fuori delle zone di produzione. Per varietà e qualità segnaliamo il Caseificio Aurora: http://www.caseificioaurora.it/, a Sant’Egidio del Monte Albino in provincia di Salerno.

LA SALSA DI POMODORO. La macchina per fare la salsa di pomodoro è un’invenzione semplice e geniale. Fate in modo di procurarvene una, riunite amici e parenti, recuperate una nutrita scorta di pomodori raccolti sotto il sole di agosto e il gioco è fatto: in una giornata potete produrre in casa tutta la salsa di pomodoro che userete in inverno e in caso di emergenza. Qui a Humus anche i più piccoli partecipano a questo rituale un po’ contadino e molto antropologico aggiungendo basilico e sale ai pomodori già diventati liquido rosso. Acquistare salsa di pomodoro prodotta da terzi non è un’ipotesi contemplata a certe latitudini. Se vivete su meridiani e paralleli meno intransigenti potete provare la salsa e i pelati di Pomilia: http://www.pomilia.it/, storica azienda del salernitano.

L’ORIGANO. Sull’origano non si accettano defezioni: dovete averne almeno una piantina da usare come serbatoio di origano secco. Basta aspettare che fiorisca per tagliare tutti i rametti della piantina. Vanno legati e messi a seccare per qualche settimana, poi basterà strofinare tra le mani i rametti secchi in una giornata ventosa per aver del profumatissimo origano casalingo.

L’OLIO. Usiamo olio extravergine d’oliva del Cilento. E’ preferibile scegliere piccoli produttori locali e fare scorta un paio di volte all’anno, meglio a inizio autunno. A chi non vuole affannarsi nella ricerca di un produttore consigliamo il frantoio Marsicani, uno dei migliori in Italia. Si può  acquistare direttamente on line dal sito http://www.marsicani.com/.

La ricetta del panpizza con pane, pomodoro e mozzarella: come si cucina

Ora che abbiamo tutti gli ingredienti possiamo preparare il pane con pomodoro e mozzarella.

Procedimento: affettare il pane, disporlo su una placca da forno, bagnare il pane con il succo di pomodoro, aggiungere un po’ di mozzarella, sale, olio e origano. Infornare a 170 gradi per 20 minuti e servire.  E buon appetito!

pan pizza pomodoro mozzarella origano ricetta

 

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06 apr Pasta con pesto di salvia e pistacchi: la ricetta

La pasta con il pesto di salvia e pistacchi è una valida alternativa al classico pesto di basilico. Si prepara più velocemente e con ingredienti che si trovano freschi tutto l’anno mentre il basilico è una pianta aromatica stagionale le cui foglie sono disponibili solo in primavera e in estate. La salvia invece è una pianta che resiste molto bene al freddo e possiamo usarla anche in inverno. Il sapore della salvia è molto più intenso di quello del basilico, quindi regolate la quantità di foglie da utilizzare per il pesto in base al gusto.

Vediamo come preparare il nostro pesto, detto anche “pestacchio”, composto da due soli ingredienti e adatto a chi vuole gustare un primo piatto vegano.

Pasta con pesto di salvia e pistacchi: gli ingredienti

ingredienti pasta pesto pistacchi salvia

I PISTACCHI. Le piante di pistacchi prediligono climi caldi. In Italia le coltiviamo prevalentemente in Sicilia, a Bronte ma non solo. La produzione autoctona, pur essendo l’Italia il primo produttore in Europa, non è sufficiente per il fabbisogno interno. Provate a pensare agli aperitivi, alle partite di calcio, alla calura estiva e già solo a pensarci abbiamo esaurito buona parte della produzione sgranocchiando pistacchi e divorando granite. Se poi consideriamo che alcune varietà di pistacchio fruttificano ogni due anni dobbiamo necessariamente importare dall’estero: Grecia e Spagna oppure Iran, Turchia e Stati Uniti. Comprando nei negozi biologici abbiamo qualche garanzia in più sulle zone di produzione. Al mercato bisogna farsi amici i venditori: quelli del mercato di piazza Vittorio, i pachistani (a Roma sono pachistani tutti gli orientali, per comodità), vi sottopongono a un curioso test, facendovi assaggiare alla cieca due o tre tipologie diverse. Se scegliete quella che secondo loro è più buona vi terranno sempre nella massima considerazione dandovi i loro prodotti migliori. Qualche aiutino per scegliere bene: il frutto deve riempire per intero il guscio, il colore della buccia tende a un viola intenso e quello del frutto al verde. Preferiamo i pistacchi con il guscio a quelli già sgusciati. Per le preparazioni dolci si trovano in commercio anche pistacchi non salati. Ricordiamo che il verde acceso del frutto tende a scurirsi se lavorato, quindi il gelato al pistacchio non sarà verde ma di un marroncino/verde scuro. Anche il nostro pesto al pistacchio tenderà ad ossidarsi e scurirsi in superficie subito dopo che avremo smesso di lavorarlo.

LA SALVIA. Tra le piantine aromatiche che coltiviamo la salvia non può mancare: http://www.humusnaturadichef.it/come-coltivare-in-casa-piantine-aromatiche/. Meno blasonata del basilico, dal sapore più forte del prezzemolo, la salvia viene considerata una sorta di sorella minore del rosmarino. In realtà la salvia merita uno spazio tutto suo, sia nell’orto che in cucina: è una delle poche piantine aromatiche che può stare da sola in un piatto. Passata in una pastella leggera e fritta fa la sua bella figura in una frittura all’italiana. Esalta il sapore del pesce azzurro, delle alici in particolare, e dà più carattere a carni bianche come coniglio o tacchino. Dalla Toscana arriva il felice abbinamento con i fagioli cannellini, da provare con la vellutata di zucca o per arricchire un minestrone. Insomma non c’è che da lasciarsi trasportare dalla fantasia. In primavera spunteranno sulle vostre piantine dei fiorellini viola molto profumati, commestibili anche quelli.

OLIO. Usiamo olio extravergine d’oliva del Cilento. E’ preferibile scegliere piccoli produttori locali e fare scorta un paio di volte all’anno, preferibilmente a inizio autunno. A chi non vuole affannarsi nella ricerca di un produttore consigliamo il frantoio Marsicani, uno dei migliori in Italia. Si può  acquistare direttamente on line dal sito http://www.marsicani.com/.

LA PASTA. Di preferenza mangiamo la pasta prodotta artigianalmente dai pastifici della zona di Gragnano. Qui abbiamo usato la Rummo, distribuita in tutta Italia. Tiene molto bene la cottura. Il sito è: http://www.pastarummo.it/it/.

La ricetta della pasta con pesto di salvia e pistacchi: come si cucina

Ora che abbiamo tutti gli ingredienti possiamo preparare la pasta al pesto di salvia e pistacchi. Potete usare il mortaio per dare un aspetto più rustico alla ricetta e per rafforzare le braccia in vista della prova costume.

Procedimento: tritare al minipimer i pistacchi e le foglie di salvia, aggiungere un po’ d’acqua di cottura della pasta. In una padella con un filo d’olio mantecare il pesto e la pasta. Impiattare e servire. E buon appetito!

pasta pesto pistacchi e salvia

 

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05 apr Convocazione assemblea dei soci di Humus

AVVISO DI CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA DEI SOCI 2017

Cava de’ Tirreni, 5 aprile 2017

A tutti i Soci

E’ convocata l’Assemblea Generale dei Soci di Humus – Alimentazione, Benessere, Spiritualità, per il giorno 18 aprile 2017 alle ore 11:00 in prima convocazione e, qualora non fossero raggiunte le prescritte maggioranze, in seconda convocazione per il giorno

MARTEDI’ 18 aprile 2017
alle ore 12:00
presso la sede dell’associazione
Corso Umberto I, 293 – Cava de’ Tirreni (Salerno)

in seduta ordinaria per discutere e deliberare sul seguente Ordine del Giorno:

1) Approvazione del bilancio consuntivo esercizio 2016;
2) Progetti per il 2017.

I soci che non potranno partecipare in proprio all’Assemblea sono pregati di sottoscrivere una delega a nome di un altro socio che presenzierà.

Il presidente
Fioravante De Nicola

 

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04 apr La ricetta della pasta con broccolo romano, nocciole e cardamomo

La ricetta della pasta con broccolo romano, nocciole e cardamomo è molto facile da preparare e richiede non più di venti minuti. Basta organizzarsi e gestire bene il tempo: mentre la pentola con l’acqua per cuocere il broccolo è a scaldare sul fuoco potete sgusciare le nocciole e mondare il broccolo. Potete scolare il broccolo dopo 5-10 minuti di cottura e cuocere la pasta nella stessa acqua dove avete cotto il broccolo. Nel frattempo potete passare tutto al minipimer e sarete pronti a saltare la pasta con il condimento appena pronta.

Il broccolo romano è il più geometrico tra gli ortaggi: la forma delle cime (rosette) si ripete sempre uguale, – è un frattale. E il numero delle rosette di ogni broccolo è sempre un numero di Fibonacci. Altro che Codice Da Vinci! Al di là della perfezione geometrica il broccolo romano non è molto amato in cucina e viene spesso scartato a favore di altri tipi di broccoli e cavoli, considerati meno ostici e di più facile abbinamento. In realtà è molto versatile e si può usare per preparare ottimi primi piatti di pesce, con acciughe o baccalà, come contorno con olive e capperi, in vellutate, sformati o ancora in ricette interamente vegetariane o vegane, come questa che vi proponiamo.

Pasta con broccolo romano, nocciole e cardamomo: come scegliere gli ingredienti

ingredienti pasta broccolo romano nocciole cardamomo

IL BROCCOLO. Come sempre proviamo a fare prima un giro tra conoscenti provvisti di orto. A seguire rivolgiamoci al mercato e per finire proviamo dal fruttivendolo di fiducia e, come ultima spiaggia, al negozio biologico. Per capire se il broccolo romano è fresco – ma il principio vale per tutti i broccoli avvolti in foglie – basta guardare la base, che deve presentare una colorazione uniforme, le foglie, che devono essere ben chiuse, e le cime, che non devono presentare macchie o puntini neri. Il broccolo romano si può sostituire con il cavolfiore o il broccolo verde.

LE NOCCIOLE. Le nocciole sono diffuse in quasi tutta la penisola. Sono molto conosciute quelle piemontesi ma anche in Campania se ne trovano di ottima qualità. In particolare le nocciole di Giffoni Valle Piana hanno la denominazione I.G.P. (indicazione geografica protetta). Come sempre vi consigliamo di preferire quelle più vicine alla zona dove vivete. Scegliete quelle non sgusciate.

IL CARDAMOMO. Il cardamomo è una spezia orientale impiegata sia in preparazioni dolci che salate. Se ne consumano i semi neri, da estrarre al momento dell’utilizzo dal baccello in cui vengono venduti per conservarne l’aroma. Il cardamomo si può trovare nei negozi biologici o al mercato.  

AGLIO. L’aglio cresce senza particolari cure, anche in vaso. Noi ormai siamo circondati e vi abbiamo spiegato quanto è facile coltivarlo qui: http://www.humusnaturadichef.it/come-coltivare-in-casa-piantine-aromatiche/. Per farla breve, basta mettere uno spicchio vecchio sotto un centimetro di terra per ottenerne la moltiplicazione. Se non avete il pollice verde e siete sprovvisti di piantine autoprodotte potete usare l’aglio rosso di Sulmona o quello bianco italiano. La cosiddetta “testa” deve essere piccola, diffidate di quelle troppo grosse.

OLIO. Per l’olio bisogna armarsi di pazienza e trovare un piccolo produttore in zona, dove è sufficiente rifornirsi una volta all’anno. Se nella vostra zona il raccolto è scarso bisogna trovare le regioni che hanno avuto un raccolto più abbondante. Noi, in virtù della discendenza cilentana, usiamo olio extravergine d’oliva del Cilento. Chi non vuole affannarsi nella ricerca (ma si perde un’ottima scusa per far visita ai produttori di Campania, Toscana, Puglia, Lazio…) può  acquistare direttamente on line dal sito http://www.marsicani.com/, il frantoio Marsicani è uno dei migliori in Italia.

LA PASTA. Ogni italiano ha la sua marca preferita. Noi ne abbiamo più di una. Ovviamente molte artigianali e prodotte dai pastifici della zona di Gragnano e non solo. Qui abbiamo usato la Rummo, distribuita in tutta Italia e colpita qualche anno fa dall’alluvione che ha causato non pochi danni nel beneventano. Il sito è: http://www.pastarummo.it/it/.

La ricetta della pasta con broccolo romano, nocciole e cardamomo: come si cucina

Ora che abbiamo tutti gli ingredienti possiamo preparare la pasta con broccolo romano, nocciole e cardamomo. Vediamo come si cucina. Sono sufficienti 20 minuti per prepararla.

Procedimento: lessare il broccolo romano, frullare al minipimer con nocciole, aglio, cardamomo, olio e un po’ d’acqua di cottura del broccolo. Saltare con la pasta e buon appetito!

ricetta pasta broccolo romano nocciole cardamomo

 

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