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corso di cucina finger food

13 apr Corso di cucina a Salerno: finger food

Corso di cucina a Salerno per sperimentare nuovi formati. Consigli e suggerimenti per preparare un pranzo o una cena confezionando veloci stuzzichini da mangiare in un sol boccone.

Finger food: corso di cucina a Salerno

Testeremo la creatività e lo stomaco, il palato e la fantasia, la voglia di scoprire sapori e un nuovo modo di assaggiarli. Nel nostro Corso di preparazione Finger Food a tema primaverile impareremo, in poco tempo, a comporre un aperitivo di 7 Finger Food per una cena romantica, un aperitivo fra amiche/amici o una serata da trascorrere a casa gustando nuove prelibatezze guardando la propria serie preferita.

Durante il corso prepareremo:

- Involtino di zucchina grigliata, pecorino e asparago
- Pomodoro ripieno di riso basmati all’amalfitana
- Bicchierino di mousse di ricotta, pesto di ortica e mandorle
- Crepes di ceci, pomodoro e basilico
- Polpettina di pollo alla curcuma, mayo di carote e anacardi
- Tartina integrale, patè di pomodori secchi, nocciole e menta
- Cubo di fragola, mousse di ricotta e limone

Al termine del corso l’aperitivo verrà degustato accompagnato da un calice di vino senza solfiti.

Impariamo a preparare finger food in provincia di Salerno

L’appuntamento con il Corso di cucina Finger Food è presso la sede della nostra Associazione “Humus – Alimentazione, benessere, spiritualità”.

Vi aspettiamo  il 13 aprile alle 18.00 a Cava de’ Tirreni in provincia di Salerno in corso Umberto I, 293.


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

 

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Cena Halloween a Salerno

23 ott Food Hunting: la cena sociale a caccia di ingredienti misteriosi

Cena sociale a caccia degli ingredienti misteriosi nella cucina dello chef. Cambia formula il nostro aperitivo “esperenziale” per dare maggiore spazio a ingredienti sani e genuini tutti da scoprire o riscoprire perché spesso dimenticati. Resta il clima da cena sociale, torna la qualità delle materie prime, aumenta il divertimento delle sfide all’ultimo morso.

Food Hunting: cene sociali in provincia di Salerno

Il tema principale delle cene di quest’anno sarà un gioco che vedrà i commensali destreggiarsi nella creazione di abbinamenti personali per provare a portare con un pizzico di creatività, la propria squadra alla vittoria. Ricerca degli ingredienti, caccia alle spezie, analisi dei sapori nascosti saranno al centro degli altri giochi che andranno a scandire le varie fasi della serata.

Con Halloween alle porte, protagonista principale sarà la zucca, con accostamenti classici ed innovativi che vi faranno amare questo ortaggio tanto versatile in cucina.

E cinque piatti a base di ingredienti di stagione provenienti in gran parte da produttori locali e fornitori di fiducia a fare da sfondo.

Tutti i partecipanti saranno divisi in due squadre e, tra una portata e l’altra, si sfideranno dimostrando le proprie abilità. Un dolce goloso chiude in bellezza la serata.

Cena con ingredienti d’autunno, Halloween in provincia di Salerno

Quest’anno abbiamo in serbo tante piccole sorprese che potrete scoprire entrando a far parte della nostra Associazione “Humus – Alimentazione, benessere, spiritualità”. Un’ottima occasione per scoprirle è partecipare alla prima edizione del nostro Food Hunting – Caccia al cibo.

Vi aspettiamo per Halloween il 26 ottobre alle 20.30 a Cava de’ Tirreni in provincia di Salerno presso la sede di Humus in corso Umberto I, 293.


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

Cena sociale per Halloween a Salerno

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Laboratorio di cucina per bambini

02 feb Laboratorio di cucina per bambini: chiacchiere di Carnevale con Marcovaldo il 4 febbraio

Un laboratorio di cucina che ci permetta di tornare bambini. Oppure un laboratorio per bambini per evitare di diventare grandi? Lo scopriremo domenica 4 febbraio insieme ai più piccoli. Passeremo un pomeriggio insieme alternando letture e impasti in cucina per preparare le chiacchiere, il dolce di Carnevale più buono e allegro… e saranno certamente ancora più buone, perché preparate con le nostre mani, con cura e con ingredienti sani e semplici.

In collaborazione con la libreria Marcovaldo staremo insieme in occasione del Carnevale per cucinare  con la guida dello chef e prima di mettere le mani in pasta leggeremo un bel po’ di storie tutti insieme.

Chiacchiere di Carnevale con Marcovaldo

Vi aspettiamo a partire dalle 17.00 di domenica 4 febbraio presso la sede di Humus – Natura di Chef in corso Umberto I, 293 (Cava de’ Tirreni, Salerno).

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Cene sociali in provincia di Salerno

23 nov Cene sociali, cene con giochi di società, cene social a Salerno

Quando una cena si può definire “sociale”? Trovare il nome giusto è sempre difficile, lo sanno bene tutti i novelli genitori alle prese con la scelta del nome per il loro bebè. Proviamo a spiegare cosa sono e come funzionano le nostre cene sociali.

Che cos’è una cena sociale?

Una cena sociale è una cena “normale” con tante cose intorno. Di base si mangiano piatti a base di ingredienti di stagione, si beve, si sta in compagnia. Insomma si passa una serata divertente.

Cosa si mangia a una cena sociale?

In una cena sociale non c’è il menu. Si cucina seguendo la stagionalità. Le materie prime provengono da produttori locali. Non per modo di dire. La filiera è così corta che potrà capitarvi di mangiare un piatto di pasta seduti di fianco a chi ha confezionato quella pasta. O di chiedere “passami l’olio” al presidente della cooperativa che ha molito le olive che ora sono nell’oliera.

O di assaggiare una pizza in compagnia dei ragazzi che hanno macinato a pietra i grani locali finiti nell’impasto. Oppure di degustare un formaggio mentre il casaro vi spiega come gli è venuta l’idea di usare le violette per la crosta. Insomma, una cosa da provare almeno una volta nella vita.

Dove si fa una cena sociale?

La cena sociale si fa nella sede della nostra associazione a Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno. Ora, casualmente, la sede dell’associazione coincide con la casa del cuoco. Volete mettere l’ebrezza di cenare con lo chef potendogli fare tutte le domande che volete senza che vi risponda con la spocchia di Cracco?

Come si partecipa a una cena sociale?

Per partecipare a una cena sociale bisogna prenotare. Eh, no, non potete citofonare all’ultimo momento o mettervi in lista appena avvertite un certo languorino. Dovete dircelo almeno un paio di giorni prima. Perché qui non abbiamo un locale frigo, né piatti pronti, né una linea che dura tre giorni.

Qui cuciniamo il giorno stesso e la materia prima ce la procuriamo in giornata o al massimo con 24 ore di anticipo. Non surgeliamo, non riscaldiamo, facciamo al momento tutto quello che può essere preparato davanti a voi. E la cucina è a vista.

Perché andare a una cena sociale?

Una cena sociale non è una cena normale. Sì, prima abbiamo detto il contrario ma solo per non spaventarvi. In una cena sociale succedono tante cose che non capitano al ristorante o in pizzeria. Può capitare, per esempio, di mangiare con persone che non conosci (su, non farti venire l’ansia che alla fine ti stanno pure simpatiche). Può succedere di assaggiare cose che non si trovano in nessun altro posto.

A una cena sociale di solito c’è un tema, uno o più ingredienti misteriosi, forse uno o più produttori locali, sicuramente c’è il cuoco che non sta murato in cucina ma fa il “facilitatore di relazioni interpersonali”: ti offre un bicchiere di vino mentre ti presenta gli sconosciuti, che per rompere il ghiaccio va benissimo. Insomma una cena sociale è un’esperienza, qualcosa che ti fa uscire un pochino dalla tua comfort zone con l’aiuto di un po’ di comfort food.

Come si gioca? Che vuol dire “sociale”? Perché sono “social”?

Le cene sociali si chiamano così perché vi permettono di entrare a far parte della nostra associazione. Noi non abbiamo clienti, non abbiamo consumatori. Abbiamo soci. Gente che ama mangiare ma che cerca qualcosa in più.

Qualcosa che li metta in contatto con chi coltiva, trasforma, alleva, pesca, molisce… Qualcosa che è buono non solo per il palato ma che premia un altro modello di produzione e distribuzione del cibo, un modello più onesto… Qualcosa che racconta la storia di un territorio e le storie di famiglie che intorno al cibo hanno costruito il proprio lavoro… Qualcosa che metta in sintonia con il volgere delle stagioni, con il rispetto di madre terra, con la natura più selvaggia…

Le nostre cene sono sociali perché riprendono quella volontà di stare insieme, di creare quel momento di socialità che veniva fuori dalla scatola di un gioco di società o dai fogliettini di “nomi, cose, città”. I nostri giochi di società, tutti a sfondo culinario, con i partecipanti divisi in squadre e ansiosi di mostrare le proprie abilità, sono un pretesto per riunirsi intorno a un tavolo a giocare.

Sono anche uno strumento per trasmettere informazioni e nozioni utili per mangiare con maggiore consapevolezza tutti i giorni. Sembra una frase un po’ troppo filosofica questa, allora diciamo volendo essere più pratici che giocheremo a: risiko dei cibi, taboo culinario, domande a raffica, riconosci gli odori (ok, qui dobbiamo perfezionare il nome del gioco…), indovina gli ingredienti e tanti altri da far invidia a chi lavora alla Clementoni.

Le nostre cene sono social o social(i) perché le pubblicizziamo anche attraverso i social network. Ma alla socialità virtuale preferiamo sempre quella reale e Facebook resta un mezzo per farvi partecipare dal vivo, almeno una volta, al nostro modo di intendere e condividere il cibo.
Perciò se ci mettete un like siamo contenti ma se non lo mettete e venite lo stesso, lo siamo di più.

Cena con giochi di società a Salerno

10 motivi per partecipare a una cena sociale (anche se non sono 10…)

E, quindi, ricapitolando, riassumiamo perché dovresti prender parte a una nostra cena sociale:

1. Mangerai bene, anzi benissimo. Qui cuciniamo per venti persone al massimo. Dove lo trovi un locale così piccolo? Nemmeno a Lilliput.
2. Conoscerai gente nuova e non dire che non serve. Serve sempre confrontarsi con gli altri.
3. Imparerai alcune cose sul cibo che non sapevi. Questa è una promessa facile da mantenere: ci scervelliamo tutti i giorni per scovare delle cose veramente assurde!
4. Giocherai e ti divertirai come quando facevi il Monopoli da piccolo.
5. Vincerai un fantastico premio. Non te l’avevamo detto? I più bravi porteranno a casa un premio. Che gioco è senza il premio finale?

E allora cosa stai aspettando? Noi ti aspettiamo!

Cena sociale a Cava de’ Tirreni, Salerno

Scrivici per sapere quando ci sarà la prossima cena sociale. Le facciamo tutte a Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, in Corso Umberto I, 293.

Per avere maggiori informazioni e prenotare puoi inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

 

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Aperitivo a Salerno - Food Experience

18 ott Aperitivo il 17 novembre: Food Experience con piatti di stagione e giochi

Venerdì 17 novembre nuovo appuntamento con il nostro aperitivo che abbina piatti gustosi preparati con materie prime di stagione a giochi centrati sul mondo della cucina e dell’alimentazione. La nostra Food Experience sarà un po’ più “selvaggia” del solito: più voglia di vincere, più piatti preparati con ingredienti selvatici e saporiti. Da questa edizione varia la formula e metteremo all’opera tutti i partecipanti non appena varcheranno l’ingresso della nostra associazione.

Aperitivo con piatti di stagione e giochi a premi

Tutti i partecipanti, divisi in due squadre, si cimenteranno poi con la sfida più avvincente: indovinare gli ingredienti misteriosi, sempre di stagione, presenti nei nostri piatti. Così testiamo vista, gusto e olfatto. Mai che presentiamo una zucca a forma di zucca, sarebbe troppo facile! Anche gli altri sensi verranno testati nel corso della serata e non mancherà l’occasione di dimostrare le proprie abilità e conoscenze sulla cultura gastronomica e il mondo del cibo. Giocheremo con uno dei collaudati Taboo culinari? Con il risiko dei cibi o vi metteremo alla prova con nuovi e mirabolanti giochi? Non vi resta che scoprirlo insieme a noi e ai nostri giochi, un modo alternativo per conoscersi meglio e aumentare la nostra conoscenza del mondo del cibo. 

Humus Food Experience, aperitivo e giochi a Cava de’ Tirreni, Salerno

Vi aspettiamo a partire dalle 20.30 di venerdì 17 novembre presso la sede di Humus – Natura di Chef in corso Umberto I, 293 (Cava de’ Tirreni, Salerno) per un aperitivo alternativo, pieno di momenti di puro divertimento!


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

 

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aperitivo salerno food experience

24 set Aperitivo il 21 ottobre: Food Experience con piatti e materie prime di stagione

Sabato 21 ottobre nuovo appuntamento con il nostro aperitivo che abbina piatti gustosi preparati con materie prime di stagione a giochi centrati sul mondo della cucina e dell’alimentazione.  La nostra Food Experience sarà un po’ più “selvaggia” del solito: più voglia di vincere, più piatti preparati con ingredienti più selvatici e saporiti. Nelle nostre preparazioni ci saranno sempre ingredienti insoliti da scoprire e il nostro classico appuntamento con il buon cibo, servito sotto forma di aperitivo, si concluderà sempre con ambito premio finale per chi sarà più bravo nei nostri quiz sul mondo dell’alimentazione e nei giochi sensoriali.

Aperitivo con piatti di stagione e giochi a premi

Tutti i partecipanti, divisi in due squadre, si cimenteranno con la prima sfida, la più difficile: indovinare gli ingredienti misteriosi, rigorosamente di stagione, presenti nei nostri piatti. Così testiamo vista, gusto e olfatto. Mai che presentiamo una zucca a forma di zucca, sarebbe troppo facile! Anche gli altri sensi verranno testati nel corso della serata e non mancherà l’occasione di dimostrare le proprie abilità e conoscenze sulla cultura gastronomica e il mondo del cibo. Giocheremo con uno dei collaudati Taboo culinari? Con il risiko dei cibi o vi metteremo alla prova con nuovi e mirabolanti giochi? Avremo tempo per le domande a raffica? Non vi resta che scoprirlo insieme a noi e ai nostri giochi, un modo alternativo per conoscersi meglio e aumentare la nostra conoscenza del mondo del cibo. 

Humus Food Experience, aperitivo e giochi a Cava de’ Tirreni, Salerno

Vi aspettiamo a partire dalle 20.30 di sabato 21 ottobre presso la sede di Humus – Natura di Chef in corso Umberto I, 293 (Cava de’ Tirreni, Salerno) per un aperitivo alternativo, pieno di momenti di puro divertimento!


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

aperitivo salerno ottobre

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aperitivo salerno ottobre food

23 set Food Experience e inaugurazione nuova stagione: aperitivo il 6 ottobre 2017

Venerdì 6 ottobre inauguriamo la nuova stagione di Humus con una Food Experience d’eccezione. Saremo già in pieno autunno o l’estate ci regalerà ancora qualche tardivo frutto? Nei nostri piatti inseriremo un ingrediente insolito? O più di uno? Torna il nostro classico appuntamento con il buon cibo, servito sotto forma di aperitivo, accompagnato a quiz sul mondo dell’alimentazione e giochi sensoriali. Vi aspetta una sorpresa speciale, oltre ai nostri fantastici premi destinati alla squadra vincitrice.

Mille modi di mangiar bene con il nostro aperitivo

Divisi in due squadre, tutti i partecipanti si cimenteranno con la prima sfida: indovinare gli ingredienti misteriosi, rigorosamente di stagione, presenti nei nostri piatti. Così testiamo vista, gusto e olfatto. Nel corso della serata metteremo alla prova anche gli altri sensi e non mancherà l’occasione di giocare con il nostro risiko del cibo o, chissà, con un gioco nuovo di zecca. O ancora, siete proprio sicuri di saper mettere nella giusta sequenza temporale fatti e avvenimenti a sfondo culinario?  Vi mettiamo alla prova prima di chiudere in bellezza con le impossibili domande a raffica sul mondo dell’alimentazione. Così gusto, vista, udito, olfatto e tatto saranno protagonisti dei nostri giochi e diventeranno un mezzo alternativo per conoscersi meglio e aumentare la nostra conoscenza del mondo del cibo.

Humus Food Experience, aperitivo e giochi a Cava de’ Tirreni, Salerno

Vi aspettiamo a partire dalle 20.30 di venerdì 6 ottobre presso la sede di Humus – Natura di Chef in corso Umberto I, 293 (Cava de’ Tirreni, Salerno) per un aperitivo alternativo, pieno di momenti di puro divertimento!


Per partecipare è necessario prenotarsi contattandoci in privato, via e-mail (fiore@humusnaturadichef.it) o facebook o chiamando Fiore De Nicola al numero: 328 92 34 232.

premi aperitivo salerno food experience

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18 lug Hummus di Humus: la ricetta veloce buona per tutte le stagioni

L’hummus di Humus, oltre ad essere un’ottima ricetta, è un simpatico scioglilingua. Tutte le volte che ci presentiamo dicendo che ci chiamiamo “Humus” subito ci domandano: “Come l’hummus di ceci?“. Questo se il nostro interlocutore è tendenzialmente vegetariano. Se invece è onnivoro e tendenzialmente campano la domanda è: “Come ‘o per e ‘o muss?“. I pochi che indovinano, “Humus come quello dei lombrichi?”, subito temono che gli si voglia far mangiare un po’ di terra… Risolto l’equivoco, sempre molto divertente per tutte le parti coinvolte nella conversazione, capita spesso che ci troviamo a dare la ricetta dell’hummus, con due emme, semplificata e personalizzata da Humus, con una emme sola.

Nella nostra ricetta dell’hummus di ceci di solito non usiamo la tahina, salsa a base di sesamo che si trova già pronta in commercio e prevista nella preparazione classica ma la sostituiamo con i semi di sesamo al naturale. Avrete ormai capito che tutte le volte che possiamo eliminiamo i prodotti già confezionati e preferiamo usare gli ingredienti “nudi e crudi”. L’hummus di ceci, diffuso in Oriente e nei paesi africani che affacciano sul Mediterraneo, è diventato negli ultimi anni molto popolare in Occidente. Mangiato da solo o con il pane è un’ottima ricetta, facile da realizzare e che piace a grandi e bambini.

Vediamo come preparare l’hummus, usando in parte ingredienti locali accanto alle spezie orientali che gli danno un leggero sapore esotico.

Hummus di ceci: gli ingredienti per la ricetta veloce

ricetta hummus di ceci di humus - ingredienti

I CECI. E’ severamente vietato usare i ceci già cotti, in scatola o surgelati. Tutti i legumi si preparano a casa con una facilità disarmante. Basta piazzare due sveglie sul telefonino: una per ricordarvi di mettere i ceci a mollo di sera, prima di andare a dormire; un’altra per cuocerli il giorno dopo, a fuoco basso e con un po’ di bicarbonato. L’Italia coltiva diverse varietà di ceci, soprattutto nelle regioni centro-meridionali. Noi abbiamo provato i ceci dell’Azienda agricola Francesco Cicchetti,  produttore di Atena Lucana, in provincia di Salerno. Come sempre vi consigliamo di affidarvi ai fornitori più vicini alla vostra zona di residenza.

Legumi e cereali dovrebbero essere ingredienti presenti quotidianamente nella nostra alimentazione. D’inverno si possono combinare e alternare, con l’aggiunta di verdure di stagione mentre in primavera e in estate sono ottime basi per insalate fredde.

I LIMONI. Il limone è il nostro ingrediente feticcio. Scorzette, succo, albedo, infuso di foglie: usiamo tutte le parti dell’albero del limone e non c’è piatto dove non riusciamo a infilarlo. Lo mettiamo perfino nel caffè! In giardino abbiamo alcuni esemplari della varietà “sfusato d’Amalfi“, messi a dimora dal nonno materno circa trenta anni fa. Da lì provengono i limoni per le nostre ricette. Se li acquistate senza conoscerne direttamente la provenienza fate molta attenzione perché la Costiera amalfitana non è in grado di produrre tutti i limoni che in teoria provengono dalla Costiera. Meglio un limone siciliano autentico che un limone amalfitano finto. Oltre allo sfusato in Campania è molto diffuso il “femminiello”, coltivato nella zona di Sorrento. Altre ottime varietà provengono da Sicilia, Calabria e Liguria.

IL SESAMO E LA PAPRIKA. Da un negozio biologico o dal mercante di fiducia di piazza Vittorio a Roma recuperiamo i semi di sesamo e la paprika. Semi come quelli di sesamo, girasole, lino, papavero, finocchio non mancano mai nella nostra dispensa. E la paprika è una delle nostre spezie preferite.

L’AGLIO. Usiamo aglio italiano, quello bianco o il rosso di Sulmona. Un paio di spicchi inseriti in un vaso ci permettono di avere aglio fresco sempre a disposizione. Se approfittate del bel tempo per una passeggiata in campagna o tra i boschi, state attenti all’aglio selvatico:  è più delicato e profumato della varietà coltivata e si possono usare in cucina anche i fiori.

L’OLIO. Usiamo sempre olio extravergine d’oliva. Noi lo compriamo in Cilento, da piccoli produttori locali e ne facciamo scorta andando direttamente nel luogo di produzione una volta all’anno. Per chi non ha conoscenze dirette, consigliamo il frantoio Marsicani, uno dei migliori  e fra i più attivi nella divulgazione delle proprietà e qualità dell’olio d’oliva. Si può  acquistare direttamente on line dal sito http://www.marsicani.com/.

La ricetta dell’hummus di ceci: come si cucina

Ora che abbiamo tutti gli ingredienti possiamo preparare l’hummus di ceci. Potete usare il minipimer o un robot da cucina.

Procedimento: i ceci vanno messi in ammollo per una notte. Il giorno dopo li faremo cuocere con mezzo cucchiaino di bicarbonato. Li frulliamo poi al minipimer con uno spicchio d’aglio, il succo di limone, un pizzico di paprika, mezzo cucchiaino di semi di sesamo, l’olio extravergine d’oliva. Accompagnate con il pane e servite. E buon appetito!

ricetta hummus di ceci veloce

 

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11 apr La ricetta del panpizza: pane, pomodoro e mozzarella

La ricetta del panpizza è una valida alternativa alla pizza originale. Con il pane, la salsa di pomodoro e la mozzarella i tempi di preparazione sono più veloci rispetto alla classica pizza perché non dobbiamo aspettare il tempo necessario alla lievitazione dell’impasto. Un altro vantaggio di questa ricetta è che ci permette di riciclare il pane raffermo. Come sapete in cucina non si butta via niente e il pane si presta a più di un utilizzo ricreativo: bruschette, polpette, crostini, pangrattato… o come base alternativa all’impasto della pizza.

Vediamo come preparare il panpizza, un’idea semplice rubata alle nostre nonne.

Panpizza con pane, pomodoro e mozzarella: gli ingredienti

pan pizza pomodoro mozzarella origano ingredienti

IL PANE. Ogni regione ha le sue varietà di pane più o meno conosciute. Impariamo a scegliere pane di buona qualità e approfittiamo dei diversi tipi di pane per variare la nostra dieta. Cerchiamo di evitare di comprare il pane al supermercato, dove quasi sempre è precotto e prodotto con farine estremamente raffinate. E sostituiamo spesso il pane bianco con quello integrale, di semola o con grani antichi. Sarebbe il caso di avere un panificio di fiducia e chiedere consiglio a chi ha tutto il giorno le mani sporche di farina. Sono da preferire gli impasti con lievito madre a lunga lievitazione. Per questa ricetta si può usare qualsiasi tipo di pane raffermo.

Al sud è ancora molto praticata la panificazione casalinga: chi è dotato di forno a legna almeno un paio di volte all’anno si dedica alla produzione di pane “a lunga conservazione” ottenuto con un doppio passaggio in forno, uno per cuocere e l’altro per togliere l’umidità ottenendo un pane biscottato (chiamato “biscotto” o “frisella”) da consumare una volta fatto rinvenire in acqua.

LA MOZZARELLA. Uno dei formaggi freschi più amati: la mozzarella. Ognuno ha le sue preferenze su tipo di latte, zona di produzione, grado di affumicazione, tipologia di latticino (fiordilatte, provola, mozzarella, treccia…). I puristi sconsigliano l’acquisto di mozzarella dal banco frigo e ormai lo sanno tutti che la mozzarella va tenuta nella sua acqua a temperatura ambiente per essere consumata “cruda” nel breve periodo. Dopo un paio di giorni, privata del liquido di governo, si può tenere qualche giorno in frigorifero: in questo caso la useremo previa cottura, in una varietà di modi tendente all’infinito. La mozzarella di latte vaccino si può trovare in tutta Italia, distribuita da piccoli produttori locali. Quella di bufala si produce in alcune zone di Campania e Lazio. Storica la divisione in due squadre: i simpatizzanti della mozzarella di bufala del casertano opposti ai tifosi della mozzarella di bufala salernitana. Molti caseifici esportano anche al di fuori delle zone di produzione. Per varietà e qualità segnaliamo il Caseificio Aurora: http://www.caseificioaurora.it/, a Sant’Egidio del Monte Albino in provincia di Salerno.

LA SALSA DI POMODORO. La macchina per fare la salsa di pomodoro è un’invenzione semplice e geniale. Fate in modo di procurarvene una, riunite amici e parenti, recuperate una nutrita scorta di pomodori raccolti sotto il sole di agosto e il gioco è fatto: in una giornata potete produrre in casa tutta la salsa di pomodoro che userete in inverno e in caso di emergenza. Qui a Humus anche i più piccoli partecipano a questo rituale un po’ contadino e molto antropologico aggiungendo basilico e sale ai pomodori già diventati liquido rosso. Acquistare salsa di pomodoro prodotta da terzi non è un’ipotesi contemplata a certe latitudini. Se vivete su meridiani e paralleli meno intransigenti potete provare la salsa e i pelati di Pomilia: http://www.pomilia.it/, storica azienda del salernitano.

L’ORIGANO. Sull’origano non si accettano defezioni: dovete averne almeno una piantina da usare come serbatoio di origano secco. Basta aspettare che fiorisca per tagliare tutti i rametti della piantina. Vanno legati e messi a seccare per qualche settimana, poi basterà strofinare tra le mani i rametti secchi in una giornata ventosa per aver del profumatissimo origano casalingo.

L’OLIO. Usiamo olio extravergine d’oliva del Cilento. E’ preferibile scegliere piccoli produttori locali e fare scorta un paio di volte all’anno, meglio a inizio autunno. A chi non vuole affannarsi nella ricerca di un produttore consigliamo il frantoio Marsicani, uno dei migliori in Italia. Si può  acquistare direttamente on line dal sito http://www.marsicani.com/.

La ricetta del panpizza con pane, pomodoro e mozzarella: come si cucina

Ora che abbiamo tutti gli ingredienti possiamo preparare il pane con pomodoro e mozzarella.

Procedimento: affettare il pane, disporlo su una placca da forno, bagnare il pane con il succo di pomodoro, aggiungere un po’ di mozzarella, sale, olio e origano. Infornare a 170 gradi per 20 minuti e servire.  E buon appetito!

pan pizza pomodoro mozzarella origano ricetta

 

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06 apr Pasta con pesto di salvia e pistacchi: la ricetta

La pasta con il pesto di salvia e pistacchi è una valida alternativa al classico pesto di basilico. Si prepara più velocemente e con ingredienti che si trovano freschi tutto l’anno mentre il basilico è una pianta aromatica stagionale le cui foglie sono disponibili solo in primavera e in estate. La salvia invece è una pianta che resiste molto bene al freddo e possiamo usarla anche in inverno. Il sapore della salvia è molto più intenso di quello del basilico, quindi regolate la quantità di foglie da utilizzare per il pesto in base al gusto.

Vediamo come preparare il nostro pesto, detto anche “pestacchio”, composto da due soli ingredienti e adatto a chi vuole gustare un primo piatto vegano.

Pasta con pesto di salvia e pistacchi: gli ingredienti

ingredienti pasta pesto pistacchi salvia

I PISTACCHI. Le piante di pistacchi prediligono climi caldi. In Italia le coltiviamo prevalentemente in Sicilia, a Bronte ma non solo. La produzione autoctona, pur essendo l’Italia il primo produttore in Europa, non è sufficiente per il fabbisogno interno. Provate a pensare agli aperitivi, alle partite di calcio, alla calura estiva e già solo a pensarci abbiamo esaurito buona parte della produzione sgranocchiando pistacchi e divorando granite. Se poi consideriamo che alcune varietà di pistacchio fruttificano ogni due anni dobbiamo necessariamente importare dall’estero: Grecia e Spagna oppure Iran, Turchia e Stati Uniti. Comprando nei negozi biologici abbiamo qualche garanzia in più sulle zone di produzione. Al mercato bisogna farsi amici i venditori: quelli del mercato di piazza Vittorio, i pachistani (a Roma sono pachistani tutti gli orientali, per comodità), vi sottopongono a un curioso test, facendovi assaggiare alla cieca due o tre tipologie diverse. Se scegliete quella che secondo loro è più buona vi terranno sempre nella massima considerazione dandovi i loro prodotti migliori. Qualche aiutino per scegliere bene: il frutto deve riempire per intero il guscio, il colore della buccia tende a un viola intenso e quello del frutto al verde. Preferiamo i pistacchi con il guscio a quelli già sgusciati. Per le preparazioni dolci si trovano in commercio anche pistacchi non salati. Ricordiamo che il verde acceso del frutto tende a scurirsi se lavorato, quindi il gelato al pistacchio non sarà verde ma di un marroncino/verde scuro. Anche il nostro pesto al pistacchio tenderà ad ossidarsi e scurirsi in superficie subito dopo che avremo smesso di lavorarlo.

LA SALVIA. Tra le piantine aromatiche che coltiviamo la salvia non può mancare: http://www.humusnaturadichef.it/come-coltivare-in-casa-piantine-aromatiche/. Meno blasonata del basilico, dal sapore più forte del prezzemolo, la salvia viene considerata una sorta di sorella minore del rosmarino. In realtà la salvia merita uno spazio tutto suo, sia nell’orto che in cucina: è una delle poche piantine aromatiche che può stare da sola in un piatto. Passata in una pastella leggera e fritta fa la sua bella figura in una frittura all’italiana. Esalta il sapore del pesce azzurro, delle alici in particolare, e dà più carattere a carni bianche come coniglio o tacchino. Dalla Toscana arriva il felice abbinamento con i fagioli cannellini, da provare con la vellutata di zucca o per arricchire un minestrone. Insomma non c’è che da lasciarsi trasportare dalla fantasia. In primavera spunteranno sulle vostre piantine dei fiorellini viola molto profumati, commestibili anche quelli.

OLIO. Usiamo olio extravergine d’oliva del Cilento. E’ preferibile scegliere piccoli produttori locali e fare scorta un paio di volte all’anno, preferibilmente a inizio autunno. A chi non vuole affannarsi nella ricerca di un produttore consigliamo il frantoio Marsicani, uno dei migliori in Italia. Si può  acquistare direttamente on line dal sito http://www.marsicani.com/.

LA PASTA. Di preferenza mangiamo la pasta prodotta artigianalmente dai pastifici della zona di Gragnano. Qui abbiamo usato la Rummo, distribuita in tutta Italia. Tiene molto bene la cottura. Il sito è: http://www.pastarummo.it/it/.

La ricetta della pasta con pesto di salvia e pistacchi: come si cucina

Ora che abbiamo tutti gli ingredienti possiamo preparare la pasta al pesto di salvia e pistacchi. Potete usare il mortaio per dare un aspetto più rustico alla ricetta e per rafforzare le braccia in vista della prova costume.

Procedimento: tritare al minipimer i pistacchi e le foglie di salvia, aggiungere un po’ d’acqua di cottura della pasta. In una padella con un filo d’olio mantecare il pesto e la pasta. Impiattare e servire. E buon appetito!

pasta pesto pistacchi e salvia

 

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corporate

05 apr Convocazione assemblea dei soci di Humus

AVVISO DI CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA DEI SOCI 2017

Cava de’ Tirreni, 5 aprile 2017

A tutti i Soci

E’ convocata l’Assemblea Generale dei Soci di Humus – Alimentazione, Benessere, Spiritualità, per il giorno 18 aprile 2017 alle ore 11:00 in prima convocazione e, qualora non fossero raggiunte le prescritte maggioranze, in seconda convocazione per il giorno

MARTEDI’ 18 aprile 2017
alle ore 12:00
presso la sede dell’associazione
Corso Umberto I, 293 – Cava de’ Tirreni (Salerno)

in seduta ordinaria per discutere e deliberare sul seguente Ordine del Giorno:

1) Approvazione del bilancio consuntivo esercizio 2016;
2) Progetti per il 2017.

I soci che non potranno partecipare in proprio all’Assemblea sono pregati di sottoscrivere una delega a nome di un altro socio che presenzierà.

Il presidente
Fioravante De Nicola

 

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31 mar La ricetta facile e gustosa della zucca al forno con spezie e aromi

La ricetta della zucca al forno con spezie e aromi è facile da preparare e rende la zucca più gustosa e appetitosa. Con pochi ingredienti, come zenzero, cannella, timo e arancia, diamo un gusto particolare alla zucca. La zucca è una pianta fantastica, bella anche esteticamente con i rampicanti, i fiori e i frutti di vari colori e dimensioni. E’ utile tutto l’anno: si semina in primavera, cresce durante l’estate e con il caldo ci regala dei fiori profumatissimi e ottimi da mangiare sia crudi che cotti (i fiori di zucca, meglio conosciuti al sud come “sciurilli”). In autunno i fiori lasciano il posto alle zucchette che continuano a crescere piano piano. Possiamo mangiarle nei mesi più freddi dell’anno e, una volta raccolte, si conservano fino a primavera quando ricomincia la nuova semina e un altro ciclo vitale. Che potenza, la natura!

La zucca fa parte della famiglia delle curcubitacee, la stessa famiglia delle zucchine e delle zucche serpenti (la famosa “cucuzzella”). Originarie del sud America le zucche si sono perfettamente ambientate in Europa, stanno molto bene in Italia, soprattutto al sud e godono di ottima salute nel nostro orticello dove anche la gente di passaggio si diverte a creare supporti con materiali di recupero per sostenerne il peso quando cominciano a crescere. In cucina la zucca è molto usata sia per piatti dolci che salati e si può mangiare anche cruda. I semi, una volta essiccati o tostati, sono ottimi da sgranocchiare da soli o da aggiungere a insalate o agli impasti (pane e dolci). Uno dei modi in cui ci piace gustarla è al forno, con spezie e aromi. Vediamo come scegliere gli ingredienti e la ricetta della zucca al forno.

La ricetta della zucca al forno: scegliamo gli ingredienti

ingredienti zucca al forno zenzero cannella

LA ZUCCA. Avendo seminato circa venti piantine la scorsa primavera abbiamo avuto ampia disponibilità di zucche casalinghe per tutto l’anno. Se siete sprovvisti di orto e di fate turchine potete trovarle al mercato o dal fruttivendolo di fiducia.  Le varietà sono numerosissime anche se in commercio non se ne trovano molte. Qui c’è un elenco di alcune tipologie: http://www.mangiamondo.com/818-guida-zucche-commestibili/. In ogni caso è opportuno acquistare e consumare le zucche coltivate più vicino a voi (il vero chilometro zero). Ricordiamoci sempre che fare la spesa non è come votare per miss Italia, non è un concorso di bellezza: diffidate delle zucche perfettamente tonde, di quelle molto arancioni o troppo verdi. Di solito più sono storte e meglio è.

LO ZENZERO. Lo zenzero è una pianta meravigliosa. Avrete già letto delle sue virtù e proprietà benefiche. Giusto per citarne una: basta mangiarne un pezzettino per combattere la nausea. Essendo una radice si coltiva come le carote. Non avendo ancora sperimentato l’autoproduzione dello zenzero lo acquistiamo al mercato di piazza Vittorio a Roma dai pachistani di fiducia o nei negozi biologici. Attenzione alle dimensioni, anche qui non contano: lo zenzero deve essere piccoletto. Per sicurezza comprate quello che proviene dal Perù.

LA CANNELLA. La cannella è un albero sempreverde della famiglia delle lauracee; della stessa famiglia fa parte l’alloro. Dell’albero non si usano le foglie nè i semi ma i ramoscelli più piccoli (l’albero può essere alto fino 15 metri). Una volta che avrete sperimentato la cannella in stecche non sarete più in grado di apprezzare quella in polvere. Sicché vi toccherà comprarla a stecche e polverizzarla a casa, quando è proprio necessario usare la cannella in polvere (per le zeppole, per esempio). A Humus abbiamo la pianta di alloro ma non la pianta di cannella, a causa di condizioni metereologiche non compatibili: la cannella ha bisogno di climi subtropicali che, al momento, nonostante i cambiamenti climatici, non sono ancora pervenuti nel Mediterraneo. Quindi anche la cannella la recuperiamo dai banchi orientali del mercato di piazza Vittorio o al biologico.

L’ARANCIA. Humus non ha piante di arance, tragedia! Siamo pieni di limoni, quelli profumatissimi della Costiera, lo sfusato di Amalfi che usiamo praticamente in ogni piatto ma niente arance? Noi no, però a pochi metri dal nostro orticello c’è l’orticello di zia ben fornito di arance, gelsi, noci, nocciole, kiwi e altre bontà. Per la zucca ci basta un’arancia, amorevolmente fornita da zia. Se siete troppo lontani da arance coltivate ad acqua e sole dai parenti e dovete comprarle fate attenzione: le arance non hanno la buccia lucida e profumano se incidete appena la superficie con un’unghia. Sapevatelo!

L’AGLIO. L’aglio cresce senza particolari cure, anche in vaso. Noi ormai siamo circondati e vi abbiamo spiegato quanto è facile coltivarlo qui: http://www.humusnaturadichef.it/come-coltivare-in-casa-piantine-aromatiche/. Basta mettere uno spicchio vecchio sotto un centimetro di terra per ottenerne la moltiplicazione. Se non avete il pollice verde e siete sprovvisti di piantine autoprodotte potete usare l’aglio rosso di Sulmona o quello bianco italiano. La cosiddetta “testa” deve essere piccola, diffidate di quelle troppo grosse.

L’OLIO. Per l’olio bisogna armarsi di pazienza e trovare un piccolo produttore in zona, dove è sufficiente rifornirsi una volta all’anno. Se nella vostra zona il raccolto è scarso bisogna trovare le regioni che hanno avuto un raccolto più abbondante. Noi, in virtù della discendenza cilentana, usiamo olio extravergine d’oliva del Cilento. Chi non vuole affannarsi nella ricerca (ma si perde un’ottima scusa per far visita ai produttori di Campania, Toscana, Puglia, Lazio…) può  acquistare direttamente on line dal sito http://www.marsicani.com/, il frantoio Marsicani è uno dei migliori in Italia.

IL TIMO. Anche se abitate in un monolocale dovete avere, sul davanzale, in bagno o dove più vi aggrada, le seguenti piantine aromatiche: rosmarino, salvia, timo, prezzemolo, basilico. Rosmarino, salvia e timo resistono anche in pieno inverno e per più anni mentre il prezzemolo e il basilico sono piante annuali che vanno messe a dimora a inizio primavera e durano fino a fine estate. Per la zucca abbiamo bisogno di un rametto di timo che andremo a staccare dalla base della nostra piantina. A Humus coltiviamo le piante aromatiche sia in vaso che nell’orto: i fiori, soprattuto di lavanda e rosmarino, sono i preferiti delle nostre due famiglie di api e quindi, quando ne abbiamo bisogno in cucina, facciamo attenzione a prelevare dalle piantine i rametti senza fiori o quelli dove le api sono già transitate.

La ricetta della zucca al forno con spezie e aromi: come si cucina

Ora che abbiamo tutti gli ingredienti possiamo preparare la zucca al forno. Fate attenzione che non ci siano bambini nei paraggi che potrebbero sottrarvi la zucca per usi impropri, tipo metterci dentro le candele per Halloween.

Procedimento: Tagliare la zucca a fette sottili lasciando la buccia. Disporre le fette sulla leccarda foderata con carta da forno e aggiungere un paio di spicchi d’aglio interi e un po’ schiacciati, un pezzo di cannella sbriciolato con le mani, lo zenzero tagliato a lamelle, la scorza grattugiata e il succo dell’arancia, le foglioline di timo, un filo d’olio e un pizzico di sale marino integrale. Cuocere in forno a 170 gradi per venti minuti.  E buon appetito!

ricetta zucca al forno zenzero cannella

 

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28 mar Pasta con puntarelle, pomodori secchi, olive e pangrattato: la ricetta

La pasta con le puntarelle, i pomodori secchi, le olive e il pangrattato è stata battezzata “pasta del gladiatore” per rendere omaggio all’ingrediente principale. Le puntarelle sono un tipo di cicoria molto usata nel Lazio, chiamata in alcune zone anche catalogna, e si consumano di solito crude: la parte più interna e i gambi vengono affettati sottilmente al coltello o con un apposito attrezzo simile a una grattugia – il tagliapuntarelle -. Dopo il taglio le puntarelle vanno lasciate qualche ora in acqua e ghiaccio per farle arricciare e sono poi condite con un trito di alici sottosale, aglio, prezzemolo, olio e limone. E’ l’insalata più diffusa nei ristoranti romani ed è facile da preparare anche in casa.

Le foglie esterne ovviamente non si buttano ma si possono consumare cotte, “strascinate” con aglio, olio o peperoncino, seguendo ancora la tradizione capitolina oppure con la pasta, secondo la collaudata ricetta di Humus: facile, veloce e saporita come solo noi sappiamo fare. Si scherza, eh!

Pasta con puntarelle, pomodori secchi, olive e pangrattato: gli ingredienti

pasta puntarelle olive pomodori secchi ingredienti

LE PUNTARELLE. Quest’inverno abbiamo seminato per la prima volta le puntarelle sia nel piccolo orto di Cava de’ Tirreni che in vaso, nella casa che usiamo per le trasferte romane a due passi dal Colosseo. Quindi l’ingrediente principale della nostra pasta è autoprodotto. Chi è sprovvisto di orto e vasi può trovare le puntarelle al mercato o dal fruttivendolo di fiducia. Per capire se il cespo di puntarelle è fresco basta guardare la base, che deve essere bianca, e controllare che le foglie siano ancora bene attaccate alla base. Le puntarelle si possono sostituire con altri tipi di cicoria, inclusa quella selvatica che si trova facilmente nei campi e nei sentieri di montagna. Oppure con la scarola.

I POMODORI SECCHI. La scorsa estate abbiamo preparato la nostra scorta per i mesi freddi. Tagliati a metà e messi a seccare sotto il sole di agosto i pomodori e i pomodorini dell’orto sono poi finiti nei vasetti di vetro coperti di olio e origano. Altro ingrediente della nostra pasta che ha tutti i requisiti del chilometro zero e dell’autoproduzione. Se siete privi di amici e parenti contadini che fanno il “lavoro sporco” per voi, in molti supermercati trovate i sottoli D’Amico, ottima azienda salernitana. Questi qui: http://www.damico.it/.

LE OLIVE. Per le olive ci rivolgiamo di solito ai parenti, alcuni strategicamente ubicati in Puglia. Ci riforniscono di ottime olive messe a perdere l’amaro con le tecniche tradizionali. In alternativa usiamo le olive di Gaeta, recuperate dal nostro negoziante di fiducia.

IL PANGRATTATO. In nessuna casa meridionale (ma anche in molte del settentrione) il pangrattato si acquista al supermercato. Il pangrattato si fa. Si produce quasi da solo: basta del pane vecchio messo a perdere l’umidità in forno e un frullatore.

AGLIO. L’aglio cresce senza particolari cure, anche in vaso. Noi ormai siamo circondati e vi abbiamo spiegato quanto è facile coltivarlo qui: http://www.humusnaturadichef.it/come-coltivare-in-casa-piantine-aromatiche/. Per farla breve, basta mettere uno spicchio vecchio sotto un centimetro di terra per ottenerne la moltiplicazione. Se non avete il pollice verde e siete sprovvisti di piantine autoprodotte potete usare l’aglio rosso di Sulmona o quello bianco italiano. La cosiddetta “testa” deve essere piccola, diffidate di quelle troppo grosse.

OLIO. Per l’olio bisogna armarsi di pazienza e trovare un piccolo produttore in zona, dove è sufficiente rifornirsi una volta all’anno. Se nella vostra zona il raccolto è scarso bisogna trovare le regioni che hanno avuto un raccolto più abbondante. Noi, in virtù della discendenza cilentana, usiamo olio extravergine d’oliva del Cilento. Chi non vuole affannarsi nella ricerca (ma si perde un’ottima scusa per far visita ai produttori di Campania, Toscana, Puglia, Lazio…) può  acquistare direttamente on line dal sito http://www.marsicani.com/, il frantoio Marsicani è uno dei migliori in Italia.

LA PASTA. Ogni italiano ha la sua marca preferita. Noi ne abbiamo più di una. Ovviamente molte artigianali e prodotte dai pastifici della zona di Gragnano e non solo. Qui abbiamo usato la Rummo, distribuita in tutta Italia e colpita qualche anno fa dall’alluvione che ha causato non pochi danni nel beneventano. Il sito è: http://www.pastarummo.it/it/.

Pasta con puntarelle, pomodori secchi, olive e pangrattato: come si cucina

Ora che abbiamo tutti gli ingredienti possiamo preparare la pasta del gladiatore. Potete brandire il coltello a mo’ di spada per essere sicuri della riuscita del piatto. Daje!

Procedimento: far dorare due spicchi d’aglio in una padella con un filo d’olio, aggiungere pomodori secchi e olive tagliati a pezzi piccoli, dopo qualche minuto aggiungere le puntarelle sminuzzate e far cuocere per 10 minuti. Scolare la pasta al dente e aggiungerla al condimento. Impiattare e spolverizzare con pangrattato. E buon appetito!

pasta puntarelle olive pomodori secchi

 

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spezie aromi humus

20 feb Come insaporire senza sale usando aromi e spezie

Non è necessario esagerare con il sale per dare più sapore ai nostri piatti. Piante aromatiche e spezie costituiscono una valida alternativa all’uso del sale.

Il sale: quale scegliere

Laddove non riusciamo a prescindere dal sale, proviamo ad usare il sale grosso, di provenienza italiana, non trattato industrialmente. Qui a Humus abbiamo scoperto l’ottimo sale marino integrale Bon’Ora, raccolto a Sant’Antioco in Sardegna. E se non possiamo fare a meno del sale fino, sarà il caso di sminuzzare quello grosso in un mortaio (o con una pietra oppure in un robot da cucina). Se vogliamo aromatizzarlo con peperoncino o altro è opportuno farlo in casa evitando prodotti industriali. Limitiamo il sale “esotico” (blu, rosa, grigio…), la cui distribuzione ha notevoli costi ambientali.

Sale italiano: sardo, siciliano e pugliese

In commercio si trova sale italiano di ottima qualità, in prevalenza pugliese, sardo o siciliano. Il costo è leggermente superiore a quello dei marchi base del supermercato (circa due euro al chilo per il sale marino integrale a fronte di cinquanta centesimi per il sale che si trova comunemente al supermercato) ma considerato il consumo medio annuale la differenza tra le due tipologie non è poi così elevata.

Se è vero che il termine “salario” deriva dall’abitudine di retribuire i funzionari dell’impero romano con razioni di sale, molto raro e costoso nell’antichità, oggi comprare sale di buona qualità non ci manderà certo sul lastrico e ci farà guadagnare in salute. Basta poi sostituire il sale con spezie e piante aromatiche per ridurne drasticamente l’uso in cucina. Pian piano potremmo anche riabituarci a sentire meglio i sapori delle materie prime che usiamo, spesso coperti da un uso eccessivo di sale.

Come insaporire con piante aromatiche e spezie

La cucina mediterranea fa un ampio uso di piante aromatiche: prezzemolo, basilico, menta, salvia, rosmarino, timo, maggiorana, finocchietto, erba cedrina, alloro, sedano, origano… Cerchiamo di variarne il più possibile l’utilizzo, preferendo quelle fresche e appena raccolte alle versioni essiccate. In passato il loro uso era frequente per chi non poteva permettersi il più costoso sale o le spezie provenienti dall’oriente. Oggi, anche se abbiamo maggiore possibilità di scelta, è opportuno non dimenticare le vecchie abitudini, spesso più economiche e salutari. Le possibili combinazioni sono infinite e solo la fantasia è un limite per abbinare la giusta piantina aromatica a verdure, pesce e carne.

Aglio e cipolla sono ovviamente altri validi aiuti per dare un tocco di sapore in più e un accorto impiego delle spezie, autoctone e orientali, ci permetterà di ottenere più sapore e stupire gli ospiti: pepe, peperoncino, cannella, noce moscata, anice stellato, zenzero, zafferano, paprika, curcuma, cumino, cardamomo, sesamo, semi di papavero…

E ricordiamo sempre che una dieta sana ed equilibrata fa bene al corpo e allo spirito!

 

sale saline sant'antioco sardegna

 

Ode al sale

“Del sale che pure usiamo quotidianamente ignoriamo l’essenza naturale.
Qui il sale sedimenta a pochi passi dalla riva e si asciuga e colora per gradi.
È una polvere bianca e fina che copre appena quel po’ di macchia mediterranea che sopravvive con acqua dolce e salmastra,
poi si aggruma in mucchietti soffici in superficie e più densi sotto: se poggi il piede e lo affondi trovi argilla, calda e scura.
Se ti sposti ancora verso l’interno c’è una vasca un po’ più grigia e fonda che nella caletta successiva diventa viola e melmosa.
I blocchi che sono più esposti al sole perdono umidità e formano cristalli che paion di ghiaccio.
Al gusto sa di chicchi di quarzo sottile, di granito levigato, di lamelle spesse di porfido, di aculei di pirite.
E di galeoni inglesi, pirati saraceni, barche fenicie. Sembra impossibile imprigionarlo in sacchetti di plastica e scatole di cartone.
Chissà come lo trasportavano fino a Genova, a Barcellona e oltre il Mediterraneo: in anfore di terracotta, sopra cesti di giunco o avvolto nel bisso?
Me ne porto un po’ a casa sotto la lingua e, finché non si scioglie, non mi può abbandonare il sapore dell’estate”.
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coltivare piante aromatiche humus

17 feb Come coltivare in casa piantine aromatiche

La primavera è ormai alle porte e le temperature cominciano ad alzarsi. E’ il momento giusto per iniziare a coltivare qualche piantina aromatica per poterla poi usare in cucina.

Anche chi non ha un giardino o un piccolo orto può tenere in casa vasi più o meno grandi o addirittura provare a tenere in acqua piccole piantine con la radice. Per cominciare si possono scegliere le varietà più resistenti e che richiedono meno attenzioni: salvia, rosmarino, timo, menta. Basta tenerle vicino a una finestra e in un ambiente non troppo umido.

Come coltivare l’aglio in casa

Quest’anno proveremo a coltivare in vaso aglio e insalatine, oltre alle più comuni piantine aromatiche. Per l’aglio basta riempire con un po’ di terra vasetti di vetro riciclati (vanno bene quelli della marmellata o dei succhi di frutta) e inserire uno spicchio a un centimetro di profondità. Basta qualche giorno per veder spuntare qualche fogliolina. Noi ci aspettiamo un grande raccolto!

germogli aglio humus

 

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