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corso di cucina finger food

13 apr Corso di cucina a Salerno: finger food

Corso di cucina a Salerno per sperimentare nuovi formati. Consigli e suggerimenti per preparare un pranzo o una cena confezionando veloci stuzzichini da mangiare in un sol boccone.

Finger food: corso di cucina a Salerno

Testeremo la creatività e lo stomaco, il palato e la fantasia, la voglia di scoprire sapori e un nuovo modo di assaggiarli. Nel nostro Corso di preparazione Finger Food a tema primaverile impareremo, in poco tempo, a comporre un aperitivo di 7 Finger Food per una cena romantica, un aperitivo fra amiche/amici o una serata da trascorrere a casa gustando nuove prelibatezze guardando la propria serie preferita.

Durante il corso prepareremo:

- Involtino di zucchina grigliata, pecorino e asparago
- Pomodoro ripieno di riso basmati all’amalfitana
- Bicchierino di mousse di ricotta, pesto di ortica e mandorle
- Crepes di ceci, pomodoro e basilico
- Polpettina di pollo alla curcuma, mayo di carote e anacardi
- Tartina integrale, patè di pomodori secchi, nocciole e menta
- Cubo di fragola, mousse di ricotta e limone

Al termine del corso l’aperitivo verrà degustato accompagnato da un calice di vino senza solfiti.

Impariamo a preparare finger food in provincia di Salerno

L’appuntamento con il Corso di cucina Finger Food è presso la sede della nostra Associazione “Humus – Alimentazione, benessere, spiritualità”.

Vi aspettiamo  il 13 aprile alle 18.00 a Cava de’ Tirreni in provincia di Salerno in corso Umberto I, 293.


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

 

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Cena Halloween a Salerno

23 ott Food Hunting: la cena sociale a caccia di ingredienti misteriosi

Cena sociale a caccia degli ingredienti misteriosi nella cucina dello chef. Cambia formula il nostro aperitivo “esperenziale” per dare maggiore spazio a ingredienti sani e genuini tutti da scoprire o riscoprire perché spesso dimenticati. Resta il clima da cena sociale, torna la qualità delle materie prime, aumenta il divertimento delle sfide all’ultimo morso.

Food Hunting: cene sociali in provincia di Salerno

Il tema principale delle cene di quest’anno sarà un gioco che vedrà i commensali destreggiarsi nella creazione di abbinamenti personali per provare a portare con un pizzico di creatività, la propria squadra alla vittoria. Ricerca degli ingredienti, caccia alle spezie, analisi dei sapori nascosti saranno al centro degli altri giochi che andranno a scandire le varie fasi della serata.

Con Halloween alle porte, protagonista principale sarà la zucca, con accostamenti classici ed innovativi che vi faranno amare questo ortaggio tanto versatile in cucina.

E cinque piatti a base di ingredienti di stagione provenienti in gran parte da produttori locali e fornitori di fiducia a fare da sfondo.

Tutti i partecipanti saranno divisi in due squadre e, tra una portata e l’altra, si sfideranno dimostrando le proprie abilità. Un dolce goloso chiude in bellezza la serata.

Cena con ingredienti d’autunno, Halloween in provincia di Salerno

Quest’anno abbiamo in serbo tante piccole sorprese che potrete scoprire entrando a far parte della nostra Associazione “Humus – Alimentazione, benessere, spiritualità”. Un’ottima occasione per scoprirle è partecipare alla prima edizione del nostro Food Hunting – Caccia al cibo.

Vi aspettiamo per Halloween il 26 ottobre alle 20.30 a Cava de’ Tirreni in provincia di Salerno presso la sede di Humus in corso Umberto I, 293.


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

Cena sociale per Halloween a Salerno

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Laboratorio di cucina per bambini

02 feb Laboratorio di cucina per bambini: chiacchiere di Carnevale con Marcovaldo il 4 febbraio

Un laboratorio di cucina che ci permetta di tornare bambini. Oppure un laboratorio per bambini per evitare di diventare grandi? Lo scopriremo domenica 4 febbraio insieme ai più piccoli. Passeremo un pomeriggio insieme alternando letture e impasti in cucina per preparare le chiacchiere, il dolce di Carnevale più buono e allegro… e saranno certamente ancora più buone, perché preparate con le nostre mani, con cura e con ingredienti sani e semplici.

In collaborazione con la libreria Marcovaldo staremo insieme in occasione del Carnevale per cucinare  con la guida dello chef e prima di mettere le mani in pasta leggeremo un bel po’ di storie tutti insieme.

Chiacchiere di Carnevale con Marcovaldo

Vi aspettiamo a partire dalle 17.00 di domenica 4 febbraio presso la sede di Humus – Natura di Chef in corso Umberto I, 293 (Cava de’ Tirreni, Salerno).

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comunicazione, creatività e disintermediazione

30 nov Ironia, autoproduzione e disintermediazione: comunichiamo come mangiamo

Abbiamo familiarizzato con il concetto di disintermediazione grazie a Michele Sica della Residenza Rurale Incartata e ad Alex Giordano e ai ragazzi di Rural Hub.

Per disintermediazione si intende il rapporto diretto tra produttore e acquirente, evitando l’intermediazione di un distributore.

Che cos’è la disintermediazione

Pe’ capisse, come dicono a Roma, disintermediazione è quando compri dal contadino, allevatore, pescatore o altro piccolo produttore direttamente, senza andare al negozio, al supermercato o al mercato. È un modello alternativo a quello oggi più diffuso, è un’idea che nasce per ridefinire le modalità di acquisto del cibo ma si può applicare ad altri ambiti. Al mondo della comunicazione, per esempio.

Comunica come mangi: autoproduzione e disintermediazione

Quando abbiamo creato il progetto di Humus eravamo ansiosi di farlo conoscere a quanta più gente possibile. O meglio: volevamo rivolgerci a tutti coloro che nel cibo vedevano anche altro. Cercavamo un modo per condividere la nostra filosofia e le nostre conoscenze, non solo una buona cenetta. Internet e il passaparola sono i canali che abbiamo scelto: sono il modo più semplice per arrivare a conoscersi di persona ed entrare nel nostro mondo.

Così per la progettazione e il lancio del sito web di Humus, nel 2014, ci siamo rivolti a una “vecchia” conoscenza, compagno di squadra di basket negli anni del liceo, che con la sua agenzia di comunicazione, Spazio293, ha personalizzato il tema WordPress – il sistema di gestione e pubblicazione dei contenuti del sito -, ideato il logo, fissato le linee guida per l’uso del marchio e disegnato le immagini che appaiono negli header (le “intestazioni”) delle sezioni statiche del sito. Contemporaneamente siamo “apparsi” sui social: Facebook, Instagram e Youtube.

Dopo il lancio abbiamo sempre gestito gli aggiornamenti dell’home page e la pubblicazione dei contenuti internamente, senza intermediari. “Autoproducendo” in modo molto casalingo tutto il materiale che usiamo per comunicare e diffondere la nostra ossessione per il cibo.

Cerchiamo di evitare di stampare e fare pubblicità su carta per ragioni ecologiche. Anche le dispense dei corsi le inviamo di solito in pdf. Per la progettazione grafica dei biglietti da visita o delle magliette della brigata di Humus ci rivolgiamo a Simone Capuano che è di casa qui a Humus.

Creativi nel piatto, creativi in rete

Per il resto, dal 2014, autoproduciamo tutti i contenuti per il sito web e per i social. Inclusi i video delle ricette, le interviste, i video di lancio di ogni stagione. Compresi testi e musiche. Agli arrangiamenti e alla registrazione dei brani collaborano Stefano Ioele e Alessandro Vergati.

Abbiamo un’”attrezzatura” per niente professionale: una macchina fotografica digitale – una reflex Nikon abbastanza basica con un obiettivo tuttofare -, un vecchio treppiedi che abbiamo rubato a papà, una gopro antichissima che ci serve per le riprese in acqua, uno smartphone con 4 anni di anzianità, un mac da scrivania quando siamo a casa o un computer qualsiasi se siamo fuori sede.

Google Drive ci serve a condividere il materiale su cui lavoriamo insieme. Openoffice per preparare i testi e fare qualche conto. Ma per prendere appunti andiamo sempre in giro con un quaderno a quadretti da scuola elementare.

Per editare le immagini usiamo Canva e Anteprima del Mac (abbiamo abbandonato con gioia Photoshop e tutti i programmi da grafici seri), la newsletter viene inviata con Mailchimp. Per il montaggio dei video e per l’audio ci serviamo dei software base del Mac: iMovie e GarageBand.

Interviste fatte con i piedi: il dialogo con i produttori locali

L’onda lunga della disintermediazione si avverte anche nel nostro ultimo progetto: “Dialogo diretto con i produttori locali”. Andiamo a parlare con contadini, allevatori, mugnai, casari, pastai… Potremmo fare delle interviste telefoniche o inviare le domande via e-mail, come fanno un po’ tutti usando i più moderni mezzi di comunicazione, strumenti che portano lontano voci e messaggi. Sarebbe più comodo e meno dispendioso.

Ma preferiamo essere diretti anche in questo e fare le interviste con i piedi, letteralmente. Maciniamo chilometri, ci inerpichiamo tra le sterpaglie di un uliveto, ci sporchiamo le scarpe di farina in un mulino per guardare negli occhi chi prepara il cibo che finirà nei nostri piatti. Per sapere com’è fatta la farina possiamo cercare su internet, leggere un libro, guardare un documentario. Però andare lì di persona è differente e in un paio d’ore impariamo molto di più.

Comunicazione a chilometro zero

Tutto il materiale che raccogliamo viene impacchettato con uno stile comunicativo leggero e ironico, spesso autoironico. Crediamo a quella legge di Murphy che dice che “tutto quello che può essere fatto in modo divertente, va fatto in modo divertente”. Anche se forse Murphy non lo ha mai detto. In tutto quello che realizziamo cerchiamo di essere freschi e poco pesanti.

Questa versione a chilometro zero della comunicazione non è priva di difetti. Ma chi non ne ha? Il sito non è perfettamente ottimizzato, il server ogni tanto fa i capricci restituendo errori a caso, i video possono avere l’audio un po’ fuori sincrono, le immagini soffrono di scarsissima ovvero di nessuna post produzione, il piano editoriale ha così tanti buchi da sembrare costruito sul calendario maya.

Ma se non siamo perfetti siamo sicuramente diretti. Non avere intermediari ci permette di essere veloci e genuini. Certo non ci capita più di dover spiegare a un’agenzia di comunicazione esterna che non possiamo camminare a piedi nudi in un bosco di castagni ma ci divertiamo lo stesso.

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Menu con ricette vegane per Natale

27 nov Ma Babbo Natale è vegano? Un menu con 5 ricette e un corso di cucina per le feste

Babbo Natale è vegano? Che ricette ci sono nel suo menu di Natale? È come interrogarsi sul sesso degli angeli, volendo restare in tema natalizio. Ma poco importa la risposta. L’importante a Natale è stare insieme e mangiar bene.

5 ricette vegane buone non solo a Natale: le prepariamo nel corso di cucina

Abbiamo sperimentato 5 ricette a base di ingredienti di stagione e, casualmente, sono tutte vegane! Potete preparare le 5 ricette per il cenone della vigilia di Natale o a Santo Stefano, oppure inserirne qualcuna nel classico menu di Natale per rinnovare un po’ la tradizione.

Le ricette vegane del corso di cucina di Natale

Il menu che prepareremo durante il corso di cucina si ispira ai classici piatti campani della vigilia di Natale. Uno spaghetto alle vongole “fuiute”, una frittura all’italiana ma con una panatura alternativa in cui immergere tuberi, radici e ortaggi dai colori psichedelici come le luci dell’albero. Saranno cubetti di sedano rapa? Chips di barbabietola? Bastoncini di patate viola? Chissà! Sostituiremo l’insalata di rinforzo con una a base di scarola e frutta rossa e per finire in dolcezza prepareremo delle palline con cioccolato, datteri e mandorle. E queste sicuramente non andranno a decorare l’albero di Natale!

Corso di cucina “Babbo Natale è vegano?” in provincia di Salerno

Il corso di cucina “Babbo Natale è vegano?” si terrà a Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, venerdì 8 dicembre dalle 18.00 alle 20.30.
In circa due ore prepareremo insieme tutte le ricette del menu vegano e, ovviamente, ne testeremo la bontà con ripetuti assaggi durante la preparazione e a fine corso.


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

Corso di cucina vegana a Salerno con ricette per il menu di Natale

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Cene sociali in provincia di Salerno

23 nov Cene sociali, cene con giochi di società, cene social a Salerno

Quando una cena si può definire “sociale”? Trovare il nome giusto è sempre difficile, lo sanno bene tutti i novelli genitori alle prese con la scelta del nome per il loro bebè. Proviamo a spiegare cosa sono e come funzionano le nostre cene sociali.

Che cos’è una cena sociale?

Una cena sociale è una cena “normale” con tante cose intorno. Di base si mangiano piatti a base di ingredienti di stagione, si beve, si sta in compagnia. Insomma si passa una serata divertente.

Cosa si mangia a una cena sociale?

In una cena sociale non c’è il menu. Si cucina seguendo la stagionalità. Le materie prime provengono da produttori locali. Non per modo di dire. La filiera è così corta che potrà capitarvi di mangiare un piatto di pasta seduti di fianco a chi ha confezionato quella pasta. O di chiedere “passami l’olio” al presidente della cooperativa che ha molito le olive che ora sono nell’oliera.

O di assaggiare una pizza in compagnia dei ragazzi che hanno macinato a pietra i grani locali finiti nell’impasto. Oppure di degustare un formaggio mentre il casaro vi spiega come gli è venuta l’idea di usare le violette per la crosta. Insomma, una cosa da provare almeno una volta nella vita.

Dove si fa una cena sociale?

La cena sociale si fa nella sede della nostra associazione a Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno. Ora, casualmente, la sede dell’associazione coincide con la casa del cuoco. Volete mettere l’ebrezza di cenare con lo chef potendogli fare tutte le domande che volete senza che vi risponda con la spocchia di Cracco?

Come si partecipa a una cena sociale?

Per partecipare a una cena sociale bisogna prenotare. Eh, no, non potete citofonare all’ultimo momento o mettervi in lista appena avvertite un certo languorino. Dovete dircelo almeno un paio di giorni prima. Perché qui non abbiamo un locale frigo, né piatti pronti, né una linea che dura tre giorni.

Qui cuciniamo il giorno stesso e la materia prima ce la procuriamo in giornata o al massimo con 24 ore di anticipo. Non surgeliamo, non riscaldiamo, facciamo al momento tutto quello che può essere preparato davanti a voi. E la cucina è a vista.

Perché andare a una cena sociale?

Una cena sociale non è una cena normale. Sì, prima abbiamo detto il contrario ma solo per non spaventarvi. In una cena sociale succedono tante cose che non capitano al ristorante o in pizzeria. Può capitare, per esempio, di mangiare con persone che non conosci (su, non farti venire l’ansia che alla fine ti stanno pure simpatiche). Può succedere di assaggiare cose che non si trovano in nessun altro posto.

A una cena sociale di solito c’è un tema, uno o più ingredienti misteriosi, forse uno o più produttori locali, sicuramente c’è il cuoco che non sta murato in cucina ma fa il “facilitatore di relazioni interpersonali”: ti offre un bicchiere di vino mentre ti presenta gli sconosciuti, che per rompere il ghiaccio va benissimo. Insomma una cena sociale è un’esperienza, qualcosa che ti fa uscire un pochino dalla tua comfort zone con l’aiuto di un po’ di comfort food.

Come si gioca? Che vuol dire “sociale”? Perché sono “social”?

Le cene sociali si chiamano così perché vi permettono di entrare a far parte della nostra associazione. Noi non abbiamo clienti, non abbiamo consumatori. Abbiamo soci. Gente che ama mangiare ma che cerca qualcosa in più.

Qualcosa che li metta in contatto con chi coltiva, trasforma, alleva, pesca, molisce… Qualcosa che è buono non solo per il palato ma che premia un altro modello di produzione e distribuzione del cibo, un modello più onesto… Qualcosa che racconta la storia di un territorio e le storie di famiglie che intorno al cibo hanno costruito il proprio lavoro… Qualcosa che metta in sintonia con il volgere delle stagioni, con il rispetto di madre terra, con la natura più selvaggia…

Le nostre cene sono sociali perché riprendono quella volontà di stare insieme, di creare quel momento di socialità che veniva fuori dalla scatola di un gioco di società o dai fogliettini di “nomi, cose, città”. I nostri giochi di società, tutti a sfondo culinario, con i partecipanti divisi in squadre e ansiosi di mostrare le proprie abilità, sono un pretesto per riunirsi intorno a un tavolo a giocare.

Sono anche uno strumento per trasmettere informazioni e nozioni utili per mangiare con maggiore consapevolezza tutti i giorni. Sembra una frase un po’ troppo filosofica questa, allora diciamo volendo essere più pratici che giocheremo a: risiko dei cibi, taboo culinario, domande a raffica, riconosci gli odori (ok, qui dobbiamo perfezionare il nome del gioco…), indovina gli ingredienti e tanti altri da far invidia a chi lavora alla Clementoni.

Le nostre cene sono social o social(i) perché le pubblicizziamo anche attraverso i social network. Ma alla socialità virtuale preferiamo sempre quella reale e Facebook resta un mezzo per farvi partecipare dal vivo, almeno una volta, al nostro modo di intendere e condividere il cibo.
Perciò se ci mettete un like siamo contenti ma se non lo mettete e venite lo stesso, lo siamo di più.

Cena con giochi di società a Salerno

10 motivi per partecipare a una cena sociale (anche se non sono 10…)

E, quindi, ricapitolando, riassumiamo perché dovresti prender parte a una nostra cena sociale:

1. Mangerai bene, anzi benissimo. Qui cuciniamo per venti persone al massimo. Dove lo trovi un locale così piccolo? Nemmeno a Lilliput.
2. Conoscerai gente nuova e non dire che non serve. Serve sempre confrontarsi con gli altri.
3. Imparerai alcune cose sul cibo che non sapevi. Questa è una promessa facile da mantenere: ci scervelliamo tutti i giorni per scovare delle cose veramente assurde!
4. Giocherai e ti divertirai come quando facevi il Monopoli da piccolo.
5. Vincerai un fantastico premio. Non te l’avevamo detto? I più bravi porteranno a casa un premio. Che gioco è senza il premio finale?

E allora cosa stai aspettando? Noi ti aspettiamo!

Cena sociale a Cava de’ Tirreni, Salerno

Scrivici per sapere quando ci sarà la prossima cena sociale. Le facciamo tutte a Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, in Corso Umberto I, 293.

Per avere maggiori informazioni e prenotare puoi inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

 

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Aperitivo a Salerno - Food Experience

18 ott Aperitivo il 17 novembre: Food Experience con piatti di stagione e giochi

Venerdì 17 novembre nuovo appuntamento con il nostro aperitivo che abbina piatti gustosi preparati con materie prime di stagione a giochi centrati sul mondo della cucina e dell’alimentazione. La nostra Food Experience sarà un po’ più “selvaggia” del solito: più voglia di vincere, più piatti preparati con ingredienti selvatici e saporiti. Da questa edizione varia la formula e metteremo all’opera tutti i partecipanti non appena varcheranno l’ingresso della nostra associazione.

Aperitivo con piatti di stagione e giochi a premi

Tutti i partecipanti, divisi in due squadre, si cimenteranno poi con la sfida più avvincente: indovinare gli ingredienti misteriosi, sempre di stagione, presenti nei nostri piatti. Così testiamo vista, gusto e olfatto. Mai che presentiamo una zucca a forma di zucca, sarebbe troppo facile! Anche gli altri sensi verranno testati nel corso della serata e non mancherà l’occasione di dimostrare le proprie abilità e conoscenze sulla cultura gastronomica e il mondo del cibo. Giocheremo con uno dei collaudati Taboo culinari? Con il risiko dei cibi o vi metteremo alla prova con nuovi e mirabolanti giochi? Non vi resta che scoprirlo insieme a noi e ai nostri giochi, un modo alternativo per conoscersi meglio e aumentare la nostra conoscenza del mondo del cibo. 

Humus Food Experience, aperitivo e giochi a Cava de’ Tirreni, Salerno

Vi aspettiamo a partire dalle 20.30 di venerdì 17 novembre presso la sede di Humus – Natura di Chef in corso Umberto I, 293 (Cava de’ Tirreni, Salerno) per un aperitivo alternativo, pieno di momenti di puro divertimento!


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

 

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08 ott Selvaggia, onesta, differente: la stagione 2017/2018 di Humus

La cucina di Humus diventa selvaggia. “Selvaggio, onesto, differente” è il motto della nuova stagione di Humus. Tutte le nostre attività, dai corsi di cucina alle lezioni di cosmesi naturali, saranno condotte all’insegna di uno spirito selvaggio: più vicino alla natura e sintonizzato su ritmi di vita ancestrali.

Come “ancestrale” è l’ambientazione del nostro video di presentazione, che in realtà sono due! Ovviamente abbiamo scelto una doppia versione: mare e monti! In entrambe combattiamo contro i prodotti industrializzati. Ai monti diciamo no alle merendine preconfezionate e andiamo alla ricerca di frutti di bosco sotto le foglie di castagno e al mare boicottiamo il triste e anonimo tonno in scatola tuffandoci nel blu alla ricerca dei nostri ricci di mare. Cosa non si fa per mangiare bene!

La descrizione di un pasto: mare e monti

Nei prossimi mesi continueremo la nostra ricerca di cibo selvaggio nelle giungle metropolitane. Intanto vi invitiamo a vedere i nostri video selvaggi!

La descrizione di un pasto. Mare!

La descrizione di un pasto. Monti!

 

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Corsi di cucina a Salerno

24 set Corso di cucina a Salerno: Cucina Naturale Express il 29 ottobre a Humus

Il prossimo Corso di Cucina Naturale Express si terrà il prossimo 29 ottobre a Cava de’ Tirreni in provincia di Salerno. Nei nostri corsi sperimentiamo insieme una cucina sana e gustosa.

Corso di cucina a Salerno: da madre natura al piatto con ricette facili e veloci

Lavori e hai poco tempo da passare in cucina? Vuoi mangiare sano senza rinunciare al gusto? Abbiamo preparato un corso di cucina con una serie di ricette facili da realizzare in tempi brevissimi e senza dover ricorrere ad utensili particolari:

Primi piatti appetitosi e ben equilibrati pronti in 20 minuti, cottura della pasta inclusa;

Secondi piatti validi sostituti delle classiche portate, da cuocere in forno, ripassare in padella o friggere in olio extravergine di oliva.

E, ancora, salse per condire pasta, cereali, bruschette o tartine da poter conservare in frigo per qualche settimana e tener pronte per qualsiasi evenienza.

Impareremo a rispettare le materie prime di stagione donateci da madre natura e a trasformarle con la passione e la cura di chi ama questo tipo di cucina e la sperimenta ormai da anni.

Come si svolge il nostro corso di cucina a Salerno

I nostri corsi prevedono la partecipazione di pochi alunni, in modo da avere un rapporto più diretto con l’insegnante. Il corso di cucina dura circa tre ore ed è diviso in due momenti: una parte introduttiva teorica con cenni di educazione alimentare e una parte pratica che ci vedrà alle prese con la preparazione di una ricetta. Come sempre il nostro focus è sulle materie prime di stagione, coltivate a chilometro zero e trasformate in modo da non disperderne le proprietà nutritive. Quest’anno approfondiremo anche lo studio delle varietà selvatiche e meno comuni, fornendo consigli e trucchi per poterle impiegare al meglio nelle nostre ricette. La dieta a cui ci ispiriamo è quella mediterranea, che abbiamo rivisto in chiave moderna per adattarla alle conoscenze e alle tecniche più salutari.

Il corso di cucina naturale con ricette di stagione a Humus il 29 ottobre

Il corso di cucina si terrà presso la sede di Humus – Natura di Chef in Corso Umberto I, 293, Cava de’ Tirreni (Salerno) domenica 29 ottobre dalle ore 18.00 alle 21.00.


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

corso di cucina salerno

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aperitivo salerno food experience

24 set Aperitivo il 21 ottobre: Food Experience con piatti e materie prime di stagione

Sabato 21 ottobre nuovo appuntamento con il nostro aperitivo che abbina piatti gustosi preparati con materie prime di stagione a giochi centrati sul mondo della cucina e dell’alimentazione.  La nostra Food Experience sarà un po’ più “selvaggia” del solito: più voglia di vincere, più piatti preparati con ingredienti più selvatici e saporiti. Nelle nostre preparazioni ci saranno sempre ingredienti insoliti da scoprire e il nostro classico appuntamento con il buon cibo, servito sotto forma di aperitivo, si concluderà sempre con ambito premio finale per chi sarà più bravo nei nostri quiz sul mondo dell’alimentazione e nei giochi sensoriali.

Aperitivo con piatti di stagione e giochi a premi

Tutti i partecipanti, divisi in due squadre, si cimenteranno con la prima sfida, la più difficile: indovinare gli ingredienti misteriosi, rigorosamente di stagione, presenti nei nostri piatti. Così testiamo vista, gusto e olfatto. Mai che presentiamo una zucca a forma di zucca, sarebbe troppo facile! Anche gli altri sensi verranno testati nel corso della serata e non mancherà l’occasione di dimostrare le proprie abilità e conoscenze sulla cultura gastronomica e il mondo del cibo. Giocheremo con uno dei collaudati Taboo culinari? Con il risiko dei cibi o vi metteremo alla prova con nuovi e mirabolanti giochi? Avremo tempo per le domande a raffica? Non vi resta che scoprirlo insieme a noi e ai nostri giochi, un modo alternativo per conoscersi meglio e aumentare la nostra conoscenza del mondo del cibo. 

Humus Food Experience, aperitivo e giochi a Cava de’ Tirreni, Salerno

Vi aspettiamo a partire dalle 20.30 di sabato 21 ottobre presso la sede di Humus – Natura di Chef in corso Umberto I, 293 (Cava de’ Tirreni, Salerno) per un aperitivo alternativo, pieno di momenti di puro divertimento!


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

aperitivo salerno ottobre

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aperitivo salerno ottobre food

23 set Food Experience e inaugurazione nuova stagione: aperitivo il 6 ottobre 2017

Venerdì 6 ottobre inauguriamo la nuova stagione di Humus con una Food Experience d’eccezione. Saremo già in pieno autunno o l’estate ci regalerà ancora qualche tardivo frutto? Nei nostri piatti inseriremo un ingrediente insolito? O più di uno? Torna il nostro classico appuntamento con il buon cibo, servito sotto forma di aperitivo, accompagnato a quiz sul mondo dell’alimentazione e giochi sensoriali. Vi aspetta una sorpresa speciale, oltre ai nostri fantastici premi destinati alla squadra vincitrice.

Mille modi di mangiar bene con il nostro aperitivo

Divisi in due squadre, tutti i partecipanti si cimenteranno con la prima sfida: indovinare gli ingredienti misteriosi, rigorosamente di stagione, presenti nei nostri piatti. Così testiamo vista, gusto e olfatto. Nel corso della serata metteremo alla prova anche gli altri sensi e non mancherà l’occasione di giocare con il nostro risiko del cibo o, chissà, con un gioco nuovo di zecca. O ancora, siete proprio sicuri di saper mettere nella giusta sequenza temporale fatti e avvenimenti a sfondo culinario?  Vi mettiamo alla prova prima di chiudere in bellezza con le impossibili domande a raffica sul mondo dell’alimentazione. Così gusto, vista, udito, olfatto e tatto saranno protagonisti dei nostri giochi e diventeranno un mezzo alternativo per conoscersi meglio e aumentare la nostra conoscenza del mondo del cibo.

Humus Food Experience, aperitivo e giochi a Cava de’ Tirreni, Salerno

Vi aspettiamo a partire dalle 20.30 di venerdì 6 ottobre presso la sede di Humus – Natura di Chef in corso Umberto I, 293 (Cava de’ Tirreni, Salerno) per un aperitivo alternativo, pieno di momenti di puro divertimento!


Per partecipare è necessario prenotarsi contattandoci in privato, via e-mail (fiore@humusnaturadichef.it) o facebook o chiamando Fiore De Nicola al numero: 328 92 34 232.

premi aperitivo salerno food experience

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telaini miele metodo sperimentale humus

23 set Come si impara dalla natura: le api, il miele e il metodo sperimentale di Humus

Tre anni fa ci hanno regalato una famiglia di api. Così è la vita: c’è chi regala maglioni e chi regala api.

Il signore delle api nel bosco di castagni

Noi, pure essendo cresciuti in mezzo alla natura, di apicoltura non sapevamo nulla. Ma il signore che ce le aveva regalate,  il signore delle api, era un vero esperto e per il primo anno se ne occupò lui. Lui sistemò la cassetta nel terreno di zia, sotto una pianta di gelsi bianchi a pochi metri dal bosco di castagni. Lui controllò lo stato di salute della regina e delle operaie. Lui le sfamò durante l’inverno con zucchero e cioccolato. Lui evitò che si ammalassero somministrando antibiotici.

Il primo miele di Humus

Il primo anno le api stavano così bene da produrre una discreta quantità di miele di ottima qualità. Il signore delle api estrasse i telaini pieni di miele, ci comunicò l’esistenza di uno smielatore meccanico (usammo tuttavia le mani) e, tutto contento, ci regalò un’altra famiglia di api.

Ora avevamo due famiglie! Una consacrazione.

Comprammo tuta, guanti e mascherina e un aggeggio per “stordire” le api col fumo per evitare le punture nel momento in cui ne controllavamo lo stato di salute e la produzione di miele. Poi il signore delle api ci abbandonò a noi stessi e alle nostre api.

Un disastro evitabile? O come imparare dai propri errori

Il secondo anno fu una tragedia. Le api non avevano abbastanza cibo (avevamo messo poco cioccolato? Tolto troppo miele?). Forse era troppo freddo o non avevamo controllato bene lo stato di salute della regina. Fatto sta che ne morirono a centinaia, produssero pochissimo miele e arrivammo quasi al punto di abbandonare la nostra breve avventura da apicoltori. Quasi.

Non demordemmo. Dimenticammo tutti i consigli del signore delle api. All’unica famiglia sopravvissuta non somministrammo né cioccolato, né zucchero, né medicine. Le lasciammo così, con tutto il miele che avevamo prodotto come scorta per superare l’inverno. Funzionò.

La natura ci premia

Questa primavera, quando andiamo a controllare la situazione, troviamo che hanno costruito un favo gigante che fuoriesce dai telaini. Non avendo più spazio per depositare il miele avevano fabbricato un telaino “aggiuntivo”. Ne abbiamo raccolto in quantità, di millefiori e di castagno, lasciandone sempre in abbondanza in vista del prossimo inverno.

Ed è così che, osservando la natura e facendole seguire il suo corso, siamo diventati orgogliosi tutori di una famiglia di api in ottima salute, senza sapere nulla di apicoltura.

Le api “selvagge” e il metodo sperimentale

Questa non è solo una storia a lieto fine, per noi ma soprattutto per le api, ma anche la perfetta esemplificazione del metodo che abbiamo scelto di seguire a Humus: studiare, sperimentare, osservare, correggere e studiare ancora, cominciando daccapo, senza mai stancarci.

Così, con questo metodo, abbiamo abbandonato la strada maestra della ristorazione, inventato il nostro progetto e costruito il luogo adatto ad ospitarlo.

Così abbiamo sperimentato la dieta vegana e alcune cose della macrobiotica, studiato la paleodieta e le diete dissociate, per tornare a una versione più consapevole e attuale della dieta mediterranea.

Così abbiamo sconfitto l’ossessione per l’impiattamento e la presentazione dei piatti, concentrandoci sulla sostanza e mettendo a centrotavola un vassoio da cui ognuno si serve da sé nel rispetto dei commensali.

Così abbiamo riscoperto il cibo dei nonni: la portulaca, le sorbe, i gelsi, i cereali integrali, i legumi un po’ strani… e anche quello dei parenti vicini e lontani: il tenerume, il cavolo rapa, la nepitella, i cucunci, il barattiere…

Così abbiamo ridotto all’osso il processo di manipolazione e trasformazione delle materie prime, esaltando il gusto grazie agli abbinamenti e alla creatività.

Un metodo che ci spinge a studiare e a migliorare sempre di più. Un cammino non sempre facile ma che pensiamo valga la pena percorrere.

metodo sperimentale api e miele

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cibo sostenibile insalata orto humus

22 set Futuro del cibo o cibo del futuro? Riflessioni sulla sostenibilità del sistema di produzione del cibo

Dove va il cibo del futuro? Qual è l’impatto di ciò che mangiamo sullo stato di salute del nostro pianeta? Proviamo a fare qualche riflessione sull’argomento dato che tra un paio di settimane riapriranno le porte di Humus e saremo immersi nel lavoro quotidiano. Ragion per cui vogliamo condividere lo spirito che ci guiderà nelle attività di quest’anno.

Come ci prepariamo alla nuova stagione: tra cucina e filosofia

C’è sempre un ragionamento che sta alla base di tutte le nostre iniziative. Anche se non sembra. I corsi di cucina, le cene, gli aperitivi, i corsi di cosmesi, le trasferte in altre città riflettono sempre un aspetto importante della nostra vita: il rapporto con l’ambiente che ci circonda, con le tradizioni del territorio e le innovazioni tecnologiche, le relazioni con i produttori locali e l’ispirazione che può arrivare da ogni angolo del pianeta, una cucina destinata a pochi non per ragioni elitarie ma per garantire il massimo della cura e dell’attenzione in ogni fase del nostro lavoro.

Stagionalità, territorio, qualità delle materie prime

In questi anni abbiamo lavorato molto su alcuni principi per noi fondamentali: la stagionalità delle materie prime, la loro trasformazione nel modo meno invasivo possibile per preservarne le proprietà nutritive, una spiccata preferenza per le produzioni del territorio e ricette facilmente replicabili a casa. Pochi effetti speciali e tanta sostanza.

Da integralisti vegani a seminatori di dubbi

Molte volte abbiamo discusso a causa di un approccio considerato troppo “integralista” e senz’altro in alcuni momenti lo siamo stati. Ma si impara dai propri errori e su alcune cose ci siamo ammorbiditi. Non siamo più strenui sostenitori di nessuna dieta alimentare e di nessun dogma totalitario.

Ma nel nostro percorso restano alcuni punti fermi (lo zucchero bianco è sempre il male assoluto!) e da questi partiremo per confrontarci con i temi legati al mondo dell’alimentazione che più ci stanno a cuore quest’anno. Cercando di instillare quanti più dubbi possibili sul nostro modo di mangiare giorno per giorno.

Alcune domande sul futuro del cibo

  1. L’attuale modello di produzione del cibo è sostenibile?
    É sostenibile per l’ambiente? Cioè non impoverisce o distrugge il suolo? É, quantomeno, il più ecologico possibile considerato il progresso tecnologico e il consumo/fabbisogno umano?
    É sostenibile per chi ci lavora? Viene garantito il rispetto dei diritti dei lavoratori? Sono tutelati nella salute e nella sicurezza individuale? Insomma, è un modello sostenibile per i singoli e le comunità? C’è una sostenibilità sociale del sistema di produzione del cibo?
    É sostenibile per chi ci vive? Per tutta la filiera coinvolta nella produzione, trasformazione e distribuzione? Come vengono gestiti gli scarti di lavorazione? C’è un sistema di riduzione degli sprechi?
  2. Le produzioni sostenibili possono diventare “estensive” o sono destinate ad essere una parte del totale? E quelle intensive possono ragionevolmente ridursi?
  3. Da dove proviene ciò che mangiamo? Riusciamo a tracciare la provenienza, l’origine delle materie prime e la loro qualità? Ci riusciamo per i prodotti trasformati dall’industria alimentare?
  4. Come si produce il cibo nel resto del mondo? Quali sono le buone pratiche che possiamo copiare?
  5. Costituiscono un vantaggio, e per chi, l’aumento delle possibilità di scelta (non per quanto riguarda la varietà biologica) e la perenne disponibilità di materie prime una volta destinate a consumi sporadici come pure di prodotti lavorati sempre più “personalizzati”? Si pensi ad esempio alle tipologie di cornetto con cui possiamo fare colazione al bar. Il cliente/consumatore ha sempre ragione? Anche quando ignora le conseguenze delle sue scelte alimentari?

Ognuno di noi può rispondere a queste domande con le conoscenze che ha a disposizione. Di risposte ne abbiamo anche noi ma non abbiamo più la presunzione che siano giuste. Non del tutto almeno.
Ed è per questo che con molta umiltà e un bel paio di scarpe comode macineremo chilometri e grano per vedere con i nostri occhi come si produce quel che ogni giorno mettiamo nel piatto.

Per avere maggiore consapevolezza delle nostre scelte alimentari e perché sia sempre più leggero l’impatto che l’essere umano ha su questo nostro pianeta. Che è l’unico che abbiamo e l’unico di cui aver cura.

galline orto humus

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humus cucina da chef salerno

21 set Corsi di cucina, Food Experience, cosmesi: 3 anni di Humus vissuti appassionatamente

Tra pochi giorni partiremo con i corsi di cucina e di cosmesi naturale, con le Food Experience e le ricette ma prima di introdurre le novità di quest’anno e fissare in calendario i prossimi appuntamenti facciamo il punto della situazione riassumendo brevemente quel che abbiamo fatto fin qui.

Ogni anno per noi comincia a settembre e, come sempre quando si torna a scuola, siamo pronti ad affrontare nuove sfide forti delle esperienze già vissute con passione e un pizzico di follia.

In principio era il cibo! Quando tutto ebbe inizio: stagione 2014/2015

Fiore De Nicola, il nostro chef, dopo essersi diplomato nel 2013 alla scuola di alta cucina di Niko Romito, esperienza conclusasi con la gestione in sala e in cucina del ristorante Spazio di Rivisondoli insieme agli altri diplomati del corso tenuto al Reale di Castel di Sangro, decide di “inventarsi” il lavoro invece di proseguire seguendo l’apprendistato tradizionale dei giovani cuochi: girare per un po’ di anni per le cucine più blasonate del pianeta per poi aprire un ristorante.

L’idea è quella di diffondere uno stile di vita più sano e naturale recuperando i principi della tradizione rafforzati dai più moderni insegnamenti appresi a scuola da Niko Romito e Davide Mazza. Attenzione per le materie prime, valorizzazione del territorio e della stagionalità, unite a una cucina tendenzialmente vegetariana sono i punti fermi da cui partire. Usare la tecnologia e approcci “innovativi” sono gli strumenti da utilizzare per mettere in pratica quanto imparato. Rivisitare senza grossi stravolgimenti le ricette tradizionali patrimonio di un’intera famiglia da sempre a proprio agio tra i fornelli è l’obiettivo dei primi mesi.

Con Francesca Senatore, che si dedica alla cura del corpo con la preparazione di cosmetici naturali, e Fiorella De Nicola, che gestisce la comunicazione e la parte organizzativa, comincia la nuova avventura. Scegliamo il nome: Humus – natura di chef e cominciamo a metterci all’opera.

Il battesimo di Humus a CavaExpo: iniziamo a cucinare

A maggio 2014 siamo pronti alla prima uscita pubblica: dal 23 al 24 il nostro stand a CavaExpo attira i curiosi con i grissini fatti a mano inseriti nel pesce palla portafortuna, i giochi sulle spezie e i saponi autoprodotti. In questa occasione conosciamo due nutrizionisti cavesi, con i quali collaboriamo ancora oggi.

A settembre 2014 Francesca tiene il primo corso di Cosmetica naturale e ad ottobre decidiamo di fare la prima trasferta: proviamo a esportare a Milano il nostro cibo e la nostra filosofia. E’ la prima volta di “Chef in trasferta”, chiamiamo così quest’iniziativa che porta un cuoco in casa di un privato che raduna un po’ di amici per sperimentare una nuova dimensione ristoratrice e casalinga. I 15 partecipanti accolgono con entusiasmo la novità e la possibilità di avere a disposizione un cuoco per una sera pronto a rispondere alle loro domande, oltre ad assaggiare un menu appositamente studiato per l’occasione.

La formula è da sistemare e rodare ma il dado è tratto: presto aggiungeremo la componente ludica ed educativa inventando giochi e prove di abilità per diffondere una maggiore consapevolezza alimentare. La strada sembra giusta ancorché tortuosa e in salita. Bisogna comunicare un approccio diverso al cibo quando la cucina sta diventando un fenomeno di costume. Le nostre radici e le tradizioni familiari ci aiuteranno da qui in poi a valorizzare l’aspetto culturale, ecologico, sociale e “politico” del cibo, schivando il marketing più facile e d’effetto.

Arrivano le Food Experience: cibo e giochi in un mix unico inventato da Humus

Il 21 dicembre 2014 si tiene il nostro primo corso di cucina in vista delle feste di Natale e il 18 gennaio 2015 presentiamo il progetto nel rione Monti a Roma. Diamo maggior solidità alle nostre iniziative costituendoci come associazione culturale: il 18 aprile 2017 fondiamo “Humus – Alimentazione, Benessere, Spiritualità”.

Iniziano in primavera le nostre Food Experience: aperitivi abbinati a giochi sui cinque sensi in cui si sfidano due squadre, formate perlopiù da sconosciuti, per vincere i nostri mirabolanti premi. E’ un modo divertente per assaggiare piatti nuovi, conoscere altre persone e imparare qualcosa in più sul cibo grazie alle domande a raffica e altri giochi di società. La Food Experience è l’idea che ci ha permesso di far conoscere le nostre attività, facendo vivere a tanti l’esperienza del cibo come la intendiamo qui a Humus.

Alla prima edizione di marzo 2015 che si è svolta a Cava de’ Tirreni presso la sede della nostra associazione ne sono seguite numerose altre. Ed è questa la formula che, pochi mesi dopo,  inizieremo a portare in giro per l’Italia. Siamo orgogliosi dei numerosi tentativi di imitazione e di queste due paroline – Food e Experience – che oggi sponsorizzano molti eventi in ristoranti e scuole di cucina.

A settembre 2015 partecipiamo alla manifestazione Bio&Dintorni a Salerno con una cena a tema preparata nella Taverna medievale di fronte al Duomo di Salerno e il nostro stand collocato in uno dei vicoli del centro storico della cittadina salernitana.

Libera – mente: video, interviste e trasferte per la stagione 2015/2016 di Humus

Da fine 2015 a inizio 2016 pubblichiamo ogni mese con la nostra newsletter brevi video sui prodotti di stagione. Il calendario della frutta e verdura di stagione è una guida e un promemoria su cosa mangiare in ogni periodo dell’anno senza lasciarsi sopraffare dalle mode del momento e dalle proposte dell’industria alimentare. E sempre di più cerchiamo con i nostri corsi di cucina di insegnare un metodo per mangiar bene rispettando i tempi della natura.

Il motto per Humus è “libera-mente”. E con questo spirito viaggiamo ancora per l’Italia portando la brigata a Firenze, Roma e Salerno. Qui il video delle trasferte: Humus in trasferta.

Torniamo al Reale a Castel di Sangro per intervistare Davide Mazza: è un bel colloquio sul mestiere di cuoco, l’importanza dell’insegnamento e dell’esempio che si dà lavorando e vivendo in cucina. Potete rivedere le risposte di chef Mazza sul nostro canale youtube: intervista a Davide Mazza.

Growing up, crescere: collaborazioni, ricette e rinascite per la stagione 2016/2017

A ottobre si allarga il nostro raggio d’azione: inizia la collaborazione con il Rural Pub di Lancusi, in provincia di Salerno. In pochi mesi entriamo in contatto con una miriade di produttori locali che lavorano in piccola scala, coltivano materie prime d’eccellenza (cipolle, patate, pomodori…) e allevano capi di bestiame da cui ottengono formaggi e salumi buoni come una volta. Siamo testimoni di una piccola rivoluzione che vede i giovani tornare ai campi, riscoprendo e rilanciando produzioni autoctone, a partire dai grani antichi.

E’ un’esperienza intensa e nuova, che si conclude a inizio 2017, lasciandoci in eredità una maggiore conoscenza del territorio e il definitivo abbandono di una cucina integralmente vegetariana: torniamo a inserire nella nostra dieta e nella cucina che sperimentiamo e condividiamo con chi ci sta vicino carne e pesce. Sempre con attenzione alle quantità e alla qualità, certificata dalla conoscenza diretta di chi ci fornisce proteine di origine animale. Pochissima carne rossa, pesce azzurro della Costiera Amalfitana (Cetara soprattutto) e del Cilento, uova provenienti direttamente dalle galline cresciute dai nonni. Il motto di quest’anno è “locale, stagionale, vegetale”, dato che cereali, legumi, frutta, verdura e ortaggi sono ancora la base di quel che cuciniamo ogni giorno.

A febbraio arriva Simone, il più piccolo abitante di Humuslandia, giusto in tempo per farci sperimentare anche il variegato mondo delle pappine, anche quelle quasi tutte autoprodotte. E’ un momento importante di crescita personale che inevitabilmente si riflette sul lavoro quotidiano.

C’è giusto il tempo di girare le nostre video-ricette, dove cerchiamo di valorizzare materie prime povere esaltando freschezza e sapori, prima di partire con la nuova stagione sempre carica di novità.

Ve le racconteremo a breve.

humus funghi stagione cucina

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18 lug Hummus di Humus: la ricetta veloce buona per tutte le stagioni

L’hummus di Humus, oltre ad essere un’ottima ricetta, è un simpatico scioglilingua. Tutte le volte che ci presentiamo dicendo che ci chiamiamo “Humus” subito ci domandano: “Come l’hummus di ceci?“. Questo se il nostro interlocutore è tendenzialmente vegetariano. Se invece è onnivoro e tendenzialmente campano la domanda è: “Come ‘o per e ‘o muss?“. I pochi che indovinano, “Humus come quello dei lombrichi?”, subito temono che gli si voglia far mangiare un po’ di terra… Risolto l’equivoco, sempre molto divertente per tutte le parti coinvolte nella conversazione, capita spesso che ci troviamo a dare la ricetta dell’hummus, con due emme, semplificata e personalizzata da Humus, con una emme sola.

Nella nostra ricetta dell’hummus di ceci di solito non usiamo la tahina, salsa a base di sesamo che si trova già pronta in commercio e prevista nella preparazione classica ma la sostituiamo con i semi di sesamo al naturale. Avrete ormai capito che tutte le volte che possiamo eliminiamo i prodotti già confezionati e preferiamo usare gli ingredienti “nudi e crudi”. L’hummus di ceci, diffuso in Oriente e nei paesi africani che affacciano sul Mediterraneo, è diventato negli ultimi anni molto popolare in Occidente. Mangiato da solo o con il pane è un’ottima ricetta, facile da realizzare e che piace a grandi e bambini.

Vediamo come preparare l’hummus, usando in parte ingredienti locali accanto alle spezie orientali che gli danno un leggero sapore esotico.

Hummus di ceci: gli ingredienti per la ricetta veloce

ricetta hummus di ceci di humus - ingredienti

I CECI. E’ severamente vietato usare i ceci già cotti, in scatola o surgelati. Tutti i legumi si preparano a casa con una facilità disarmante. Basta piazzare due sveglie sul telefonino: una per ricordarvi di mettere i ceci a mollo di sera, prima di andare a dormire; un’altra per cuocerli il giorno dopo, a fuoco basso e con un po’ di bicarbonato. L’Italia coltiva diverse varietà di ceci, soprattutto nelle regioni centro-meridionali. Noi abbiamo provato i ceci dell’Azienda agricola Francesco Cicchetti,  produttore di Atena Lucana, in provincia di Salerno. Come sempre vi consigliamo di affidarvi ai fornitori più vicini alla vostra zona di residenza.

Legumi e cereali dovrebbero essere ingredienti presenti quotidianamente nella nostra alimentazione. D’inverno si possono combinare e alternare, con l’aggiunta di verdure di stagione mentre in primavera e in estate sono ottime basi per insalate fredde.

I LIMONI. Il limone è il nostro ingrediente feticcio. Scorzette, succo, albedo, infuso di foglie: usiamo tutte le parti dell’albero del limone e non c’è piatto dove non riusciamo a infilarlo. Lo mettiamo perfino nel caffè! In giardino abbiamo alcuni esemplari della varietà “sfusato d’Amalfi“, messi a dimora dal nonno materno circa trenta anni fa. Da lì provengono i limoni per le nostre ricette. Se li acquistate senza conoscerne direttamente la provenienza fate molta attenzione perché la Costiera amalfitana non è in grado di produrre tutti i limoni che in teoria provengono dalla Costiera. Meglio un limone siciliano autentico che un limone amalfitano finto. Oltre allo sfusato in Campania è molto diffuso il “femminiello”, coltivato nella zona di Sorrento. Altre ottime varietà provengono da Sicilia, Calabria e Liguria.

IL SESAMO E LA PAPRIKA. Da un negozio biologico o dal mercante di fiducia di piazza Vittorio a Roma recuperiamo i semi di sesamo e la paprika. Semi come quelli di sesamo, girasole, lino, papavero, finocchio non mancano mai nella nostra dispensa. E la paprika è una delle nostre spezie preferite.

L’AGLIO. Usiamo aglio italiano, quello bianco o il rosso di Sulmona. Un paio di spicchi inseriti in un vaso ci permettono di avere aglio fresco sempre a disposizione. Se approfittate del bel tempo per una passeggiata in campagna o tra i boschi, state attenti all’aglio selvatico:  è più delicato e profumato della varietà coltivata e si possono usare in cucina anche i fiori.

L’OLIO. Usiamo sempre olio extravergine d’oliva. Noi lo compriamo in Cilento, da piccoli produttori locali e ne facciamo scorta andando direttamente nel luogo di produzione una volta all’anno. Per chi non ha conoscenze dirette, consigliamo il frantoio Marsicani, uno dei migliori  e fra i più attivi nella divulgazione delle proprietà e qualità dell’olio d’oliva. Si può  acquistare direttamente on line dal sito http://www.marsicani.com/.

La ricetta dell’hummus di ceci: come si cucina

Ora che abbiamo tutti gli ingredienti possiamo preparare l’hummus di ceci. Potete usare il minipimer o un robot da cucina.

Procedimento: i ceci vanno messi in ammollo per una notte. Il giorno dopo li faremo cuocere con mezzo cucchiaino di bicarbonato. Li frulliamo poi al minipimer con uno spicchio d’aglio, il succo di limone, un pizzico di paprika, mezzo cucchiaino di semi di sesamo, l’olio extravergine d’oliva. Accompagnate con il pane e servite. E buon appetito!

ricetta hummus di ceci veloce

 

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