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Laboratorio di cosmesi naturale a Salerno per Pasqua

13 apr Corsi di cosmesi naturale in provincia di Salerno: doni per Pasqua

Corso di cosmesi naturale in provincia di Salerno: laboratorio per preparare prodotti di bellezza e per la cura del corpo. Un’ottima idea per chi ancora non ha pensato ai regali di Pasqua!

Anche a Pasqua come a Natale i regali naturali sono tra i più graditi. Durante il laboratorio di cosmesi creeremo insieme:

- Candele di cera d’api con fiori e palo santo;
- Bustine da bagno con erbe officinali;
- Acqua profumata per il corpo;
- Gelatine da bagno.

Ci divertiremo poi a confezionare le nostre creazioni con nastrini, etichette, adesivi, ciondoli e scatole.

Verrà fornito tutto il materiale per la realizzazione e il confezionamento dei prodotti e una dispensa con tutte le ricette.

Corsi di cosmesi naturale in provincia di Salerno

Nel nostro Corso di cosmesi naturale, a Cava de’ Tirreni in provincia di Salerno, impareremo a preparare insieme prodotti naturali.

Laboratorio di autoproduzione di cosmetica naturale a Humus, Cava de’ Tirreni, Salerno

Il prossimo appuntamento con i nostri Laboratori di autoproduzione di cosmesi naturale è domenica 14 apr alle 17.00 presso la sede di Humus – Natura di Chef in corso Umberto I, 293 (Cava de’ Tirreni, Salerno). Ti aspettiamo!


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 329 762 33 44 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

 

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corso di cucina finger food

13 apr Corso di cucina a Salerno: finger food

Corso di cucina a Salerno per sperimentare nuovi formati. Consigli e suggerimenti per preparare un pranzo o una cena confezionando veloci stuzzichini da mangiare in un sol boccone.

Finger food: corso di cucina a Salerno

Testeremo la creatività e lo stomaco, il palato e la fantasia, la voglia di scoprire sapori e un nuovo modo di assaggiarli. Nel nostro Corso di preparazione Finger Food a tema primaverile impareremo, in poco tempo, a comporre un aperitivo di 7 Finger Food per una cena romantica, un aperitivo fra amiche/amici o una serata da trascorrere a casa gustando nuove prelibatezze guardando la propria serie preferita.

Durante il corso prepareremo:

- Involtino di zucchina grigliata, pecorino e asparago
- Pomodoro ripieno di riso basmati all’amalfitana
- Bicchierino di mousse di ricotta, pesto di ortica e mandorle
- Crepes di ceci, pomodoro e basilico
- Polpettina di pollo alla curcuma, mayo di carote e anacardi
- Tartina integrale, patè di pomodori secchi, nocciole e menta
- Cubo di fragola, mousse di ricotta e limone

Al termine del corso l’aperitivo verrà degustato accompagnato da un calice di vino senza solfiti.

Impariamo a preparare finger food in provincia di Salerno

L’appuntamento con il Corso di cucina Finger Food è presso la sede della nostra Associazione “Humus – Alimentazione, benessere, spiritualità”.

Vi aspettiamo  il 13 aprile alle 18.00 a Cava de’ Tirreni in provincia di Salerno in corso Umberto I, 293.


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

 

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Corso di cosmesi naturale a Salerno

27 gen Corsi di cosmesi naturale in provincia di Salerno: laboratorio con scrub e creme corpo

Corso di cosmesi naturale in provincia di Salerno: fanghi snellenti, creme per il corpo e scrubs da preparare a casa con ingredienti naturali. Impareremo domenica 10 febbraio come spignattare per creare prodotti di bellezza e per la cura del corpo.

In questo nuovo appuntamento con l’autoproduzione di cosmetici naturali parleremo di come combattere l’inverno e il freddo grazie a preparazioni naturali. Freddo, pelle secca e screpolature saranno un ricordo grazie alle proprietà delle piante e degli oli essenziali.

Nello specifico conosceremo:

  • cosa sono e come produrre scrub solido, fanghi emollienti e creme per il corpo.

A tutti i partecipanti verranno consegnati i prodotti realizzati insieme e una dispensa contenente le informazioni del corso.

Corsi di cosmesi naturale in provincia di Salerno

Nel nostro Corso di cosmesi naturale, a Cava de’ Tirreni in provincia di Salerno, impareremo a conoscere più da vicino le materie prime cosmetiche e ci metteremo alla prova creando un piccolo kit di bellezza da portare a casa.

Laboratorio di autoproduzione di cosmetica naturale a Humus, Cava de’ Tirreni, Salerno

Il prossimo appuntamento con i nostri Laboratori di autoproduzione di cosmesi naturale è domenica 10 febbraio alle 17.00 presso la sede di Humus – Natura di Chef in corso Umberto I, 293 (Cava de’ Tirreni, Salerno). Ti aspettiamo!


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 329 762 33 44 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

Corso cosmesi naturale salerno balsamo labbra

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Corsi di cucina a Salerno

27 gen Corso di cucina naturale express a Salerno: piatti veloci e gustosi

Torna il corso di cucina naturale express per imparare a cucinare piatti gustosi in poco tempo. A pochi chilometri da Salerno, in un appartamento in centro a Cava de’ Tirreni, vi aspettiamo per scoprire come realizzare piatti veloci, con abbinamenti gustosi e ingredienti di stagione.

Corso di cucina veloce a Salerno e dintorni: piatti veloci e gustosi vicino alla Costiera amalfitana

Il corso di cucina veloce, il nostro Corso di Cucina Naturale Express,  ci farà scoprire come è possibile preparare un pasto completo in appena venti minuti senza possedere tecniche e conoscenze particolari.

Combinando i segreti usati in cucina dalle nostre nonne con le più moderne pratiche inventate dagli chef di ultima generazione, realizzeremo insieme un menu ben bilanciato e gustoso, facile da variare e replicare a casa.

Corso di cucina veloce: cuciniamo con ingredienti locali e di stagione

Il corso di cucina è suddiviso in due momenti, uno teorico e uno pratico. Nella prima parte spiegheremo come seguire un’alimentazione corretta e gustosa scegliendo le materie prime rispettando la catena di prossimità. In particolare ci focalizzeremo su ingredienti locali e di stagione,  provenienti dal salernitano (in particolare dall’agro nocerino-sarnese e dal Cilento).

Per la seconda parte abbiamo preparato una serie di ricette facili da realizzare in tempi brevissimi e senza dover ricorrere ad attrezzature particolari:

- Primi piatti appetitosi e ben equilibrati pronti in 20 minuti, compresa la cottura della pasta;

- Secondi piatti da cuocere al forno, passare in padella o friggere in olio extravergine di oliva;

- Salse per condire pasta, cereali, bruschette o tartine da poter conservare in frigo per qualche giorno e tener pronte per qualsiasi evenienza.

Impareremo a rispettare le materie prime e di stagione donateci da madre natura e a trasformarle con la passione e la cura di chi ama questo tipo di cucina e lo sperimenta ormai da anni.

La cucina mediterranea protagonista del nostro corso di cucina a Salerno e dintorni

Al termine della dimostrazione delle ricette, verranno degustate le pietanze accompagnate da un calice di vino, nel solco della miglior tradizione della cucina mediterranea.

Ad ogni partecipante, oltre alle ricette viste insieme, sarà consegnata una dispensa di 30 ricette facili e veloci per iniziare a sperimentare a casa il sapore della cucina di Humus.

Corso di cucina naturale express: dove e quando

Il corso di cucina naturale express si tiene presso la sede di Humus, situata a Cava de’ Tirreni, a soli tre chilometri dal primo comune della Costiera Amalfitana. La nostra sede è facilmente raggiungibile in treno: siamo a 200 metri dalla stazione. Ci sono frequenti corse da Salerno (tempo impiegato: circa 7 minuti) e da Napoli (la distanza si copre in un’ora circa). In autobus e in automobile siamo a pochi metri sia dalla statale che dall’autostrada.

Il corso si tiene domenica 3 febbraio 2019, dura circa tre ore, inizia alle 18.00 ed è destinato a un numero massimo di 12 persone. 

Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.


Corso di cucina in provincia di Salerno

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Corso cosmesi naturale salerno oleolito lavanda

02 nov Corsi di cosmesi naturale in provincia di Salerno: unguenti e oleoliti

Corso di cosmesi naturale in provincia di Salerno: unguenti e oleoliti da preparare a casa con ingredienti naturali. Impareremo domenica 4 novembre come spignattare per creare prodotti di bellezza e per la cura del corpo.

In questo nuovo appuntamento con l’autoproduzione di cosmetici naturali parleremo di oleoliti e unguenti, ovvero preparazioni prive d’acqua che ci danno la possibilità di sfruttare al meglio le proprietà delle piante e degli oli essenziali con i quali andremo ad arricchirli.

Nello specifico conosceremo:

  • le proprietà di oli vegetali, burri e cere;
  • cosa sono e come produrre gli oleoliti;
  • cosa sono e come produrre gli unguenti.

Nella parte pratica ci metteremo all’opera creando:

  • un unguento milleusi;
  • un burro montato;
  • un profumo solido;
  • un balsamo labbra.

A tutti i partecipanti verranno consegnati i prodotti realizzati insieme e una dispensa contenente le informazioni del corso.

Corsi di cosmesi naturale in provincia di Salerno

Nel nostro Corso di cosmesi naturale, a Cava de’ Tirreni in provincia di Salerno, impareremo a conoscere più da vicino le materie prime cosmetiche come burri, oli, addensanti, estratti vegetali e ci metteremo alla prova creando un piccolo kit di bellezza da portare a casa.

Laboratorio di autoproduzione di cosmetica naturale a Humus, Cava de’ Tirreni, Salerno

Il prossimo appuntamento con i nostri Laboratori di autoproduzione di cosmesi naturale è domenica 4 novembre alle 17.00 presso la sede di Humus – Natura di Chef in corso Umberto I, 293 (Cava de’ Tirreni, Salerno). Ti aspettiamo!


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 329 762 33 44 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

Corso cosmesi naturale salerno balsamo labbra

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Cena Halloween a Salerno

23 ott Food Hunting: la cena sociale a caccia di ingredienti misteriosi

Cena sociale a caccia degli ingredienti misteriosi nella cucina dello chef. Cambia formula il nostro aperitivo “esperenziale” per dare maggiore spazio a ingredienti sani e genuini tutti da scoprire o riscoprire perché spesso dimenticati. Resta il clima da cena sociale, torna la qualità delle materie prime, aumenta il divertimento delle sfide all’ultimo morso.

Food Hunting: cene sociali in provincia di Salerno

Il tema principale delle cene di quest’anno sarà un gioco che vedrà i commensali destreggiarsi nella creazione di abbinamenti personali per provare a portare con un pizzico di creatività, la propria squadra alla vittoria. Ricerca degli ingredienti, caccia alle spezie, analisi dei sapori nascosti saranno al centro degli altri giochi che andranno a scandire le varie fasi della serata.

Con Halloween alle porte, protagonista principale sarà la zucca, con accostamenti classici ed innovativi che vi faranno amare questo ortaggio tanto versatile in cucina.

E cinque piatti a base di ingredienti di stagione provenienti in gran parte da produttori locali e fornitori di fiducia a fare da sfondo.

Tutti i partecipanti saranno divisi in due squadre e, tra una portata e l’altra, si sfideranno dimostrando le proprie abilità. Un dolce goloso chiude in bellezza la serata.

Cena con ingredienti d’autunno, Halloween in provincia di Salerno

Quest’anno abbiamo in serbo tante piccole sorprese che potrete scoprire entrando a far parte della nostra Associazione “Humus – Alimentazione, benessere, spiritualità”. Un’ottima occasione per scoprirle è partecipare alla prima edizione del nostro Food Hunting – Caccia al cibo.

Vi aspettiamo per Halloween il 26 ottobre alle 20.30 a Cava de’ Tirreni in provincia di Salerno presso la sede di Humus in corso Umberto I, 293.


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

Cena sociale per Halloween a Salerno

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Corso di cucina di pesce a Salerno - Cetara e Costiera amalfitana

31 ago Corso di cucina di pesce a Salerno: sapori d’autunno del pesce della Costiera amalfitana

Ritorna il corso di cucina per per scoprire tutti i segreti del pesce della Costiera amalfitana. A pochi chilometri da Salerno, in un luminoso appartamento sotto i portici di Cava de’ Tirreni vi aspetta il nostro chef pronto a raccontarvi come riconoscere il pesce locale e di stagione, come cucinarlo e gustarlo al meglio.

Corso di cucina di pesce a Salerno e dintorni: sapori d’autunno del pesce della Costiera amalfitana

Il corso di cucina di pesce in questa nuova edizione autunnale ci farà scoprire il pescato del giorno proveniente dai nostri mari. Come sempre ci riforniremo direttamente da una delle barche ormeggiate nel porticciolo di Cetara, nel cuore della Costiera amalfitana o da una delle nostre pescherie di fiducia che quotidianamente riservano uno spazio speciale ai pesci locali meno comuni del golfo di Salerno e della costa cilentana. 

Nel corso di un pomeriggio impareremo a pulire il pesce, le tecniche di cottura più adatte ad ogni specie e gli abbinamenti giusti per apprezzare anche le varietà di pesce meno conosciute. Verdure di stagione, erbe aromatiche, pasta artigianale e limone sfusato di Amalfi saranno i coprotagonisti del nostro corso di cucina di pesce.

Corso di cucina di pesce - Cetara e Costiera amalfitana

Corso di cucina: cuciniamo il pesce locale, di stagione, di piccola taglia

Il corso di cucina è suddiviso in due momenti, uno teorico e uno pratico. Nella prima parte spiegheremo come seguire un’alimentazione corretta e gustosa scegliendo le materie prime rispettando la catena di prossimità. In particolare ci focalizzeremo sul pesce stagionale, proveniente dal Tirreno (golfo di Salerno, Costiera amalfitana, Cilento) e di taglio medio-piccolo.

Nella seconda parte andremo a vedere come pulire, sfilettare e preparare il pesce per diversi tipi di cottura. Sotto la supervisione dello chef prepareremo uno o due piatti e tutti i partecipanti, suddivisi in due piccoli gruppi, potranno partecipare alla realizzazione delle ricette. A fine serata assaggeremo quanto preparato insieme, sorseggiando un calice di vino bianco.

Ad ogni corsista verrà consegnata una dispensa con 30 ricette, facili e veloci da poter preparare a casa.

La cucina della Costiera amalfitana: non solo alici e Cetara

La Costiera amalfitana è conosciuta in tutto il mondo per la bellezza dei paesaggi e la bontà della cucina. Il pesce è il protagonista indiscusso di molte ricette e la colatura di alici di Cetara uno dei souvenir più graditi che i turisti portano a casa dopo un soggiorno trascorso tra Amalfi, Positano e gli innumerevoli paesini che puntellano la “Divina” costiera.

Tra il pescato locale proveniente soprattutto dai pescherecci di stanza a Cetara e nel golfo del Cilento possiamo scegliere tra tante specie di pesce poco conosciute. Ricordiamo che ci sono centinaia di varietà di pesci commestibili e le venti o trenta specie che troviamo di solito in commercio provengono da allevamenti o da stock sovrasfruttati in mari lontani.

Dobbiamo preferire, invece, il consumo di pesce locale, di piccola taglia, stagionale e non comune. Abbiamo spiegato qual è in un breve video che approfondiremo durante il corso. Il link del video: Pesce locale, di piccola taglia, di stagione.

A seconda della disponibilità giornaliera e delle condizioni del mare potremmo avere a nostra disposizione più di una varietà per scoprire in appena un pomeriggio il gusto e le caratteristiche delle specie di pesce meno comuni.

Pesce della Costiera amalfitana - Corso di cucina di pesce

Corso di cucina di pesce: dove e quando

Il corso di cucina di pesce si tiene presso la sede di Humus, situata a Cava de’ Tirreni, a soli tre chilometri dal primo comune della Costiera Amalfitana. La nostra sede è facilmente raggiungibile in treno: siamo a 200 metri dalla stazione. Ci sono frequenti corse da Salerno (tempo impiegato: circa 7 minuti) e da Napoli (la distanza si copre in un’ora circa). In autobus e in automobile siamo a pochi metri sia dalla statale che dall’autostrada.

Il corso si tiene domenica 28 ottobre 2018, dura circa tre ore, inizia alle 17.00 ed è destinato a un numero massimo di 12 persone. 

Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.


Costiera amalfitana: corso di cucina di pesce

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Laboratorio di cucina per bambini

02 feb Laboratorio di cucina per bambini: chiacchiere di Carnevale con Marcovaldo il 4 febbraio

Un laboratorio di cucina che ci permetta di tornare bambini. Oppure un laboratorio per bambini per evitare di diventare grandi? Lo scopriremo domenica 4 febbraio insieme ai più piccoli. Passeremo un pomeriggio insieme alternando letture e impasti in cucina per preparare le chiacchiere, il dolce di Carnevale più buono e allegro… e saranno certamente ancora più buone, perché preparate con le nostre mani, con cura e con ingredienti sani e semplici.

In collaborazione con la libreria Marcovaldo staremo insieme in occasione del Carnevale per cucinare  con la guida dello chef e prima di mettere le mani in pasta leggeremo un bel po’ di storie tutti insieme.

Chiacchiere di Carnevale con Marcovaldo

Vi aspettiamo a partire dalle 17.00 di domenica 4 febbraio presso la sede di Humus – Natura di Chef in corso Umberto I, 293 (Cava de’ Tirreni, Salerno).

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comunicazione, creatività e disintermediazione

30 nov Ironia, autoproduzione e disintermediazione: comunichiamo come mangiamo

Abbiamo familiarizzato con il concetto di disintermediazione grazie a Michele Sica della Residenza Rurale Incartata e ad Alex Giordano e ai ragazzi di Rural Hub.

Per disintermediazione si intende il rapporto diretto tra produttore e acquirente, evitando l’intermediazione di un distributore.

Che cos’è la disintermediazione

Pe’ capisse, come dicono a Roma, disintermediazione è quando compri dal contadino, allevatore, pescatore o altro piccolo produttore direttamente, senza andare al negozio, al supermercato o al mercato. È un modello alternativo a quello oggi più diffuso, è un’idea che nasce per ridefinire le modalità di acquisto del cibo ma si può applicare ad altri ambiti. Al mondo della comunicazione, per esempio.

Comunica come mangi: autoproduzione e disintermediazione

Quando abbiamo creato il progetto di Humus eravamo ansiosi di farlo conoscere a quanta più gente possibile. O meglio: volevamo rivolgerci a tutti coloro che nel cibo vedevano anche altro. Cercavamo un modo per condividere la nostra filosofia e le nostre conoscenze, non solo una buona cenetta. Internet e il passaparola sono i canali che abbiamo scelto: sono il modo più semplice per arrivare a conoscersi di persona ed entrare nel nostro mondo.

Così per la progettazione e il lancio del sito web di Humus, nel 2014, ci siamo rivolti a una “vecchia” conoscenza, compagno di squadra di basket negli anni del liceo, che con la sua agenzia di comunicazione, Spazio293, ha personalizzato il tema WordPress – il sistema di gestione e pubblicazione dei contenuti del sito -, ideato il logo, fissato le linee guida per l’uso del marchio e disegnato le immagini che appaiono negli header (le “intestazioni”) delle sezioni statiche del sito. Contemporaneamente siamo “apparsi” sui social: Facebook, Instagram e Youtube.

Dopo il lancio abbiamo sempre gestito gli aggiornamenti dell’home page e la pubblicazione dei contenuti internamente, senza intermediari. “Autoproducendo” in modo molto casalingo tutto il materiale che usiamo per comunicare e diffondere la nostra ossessione per il cibo.

Cerchiamo di evitare di stampare e fare pubblicità su carta per ragioni ecologiche. Anche le dispense dei corsi le inviamo di solito in pdf. Per la progettazione grafica dei biglietti da visita o delle magliette della brigata di Humus ci rivolgiamo a Simone Capuano che è di casa qui a Humus.

Creativi nel piatto, creativi in rete

Per il resto, dal 2014, autoproduciamo tutti i contenuti per il sito web e per i social. Inclusi i video delle ricette, le interviste, i video di lancio di ogni stagione. Compresi testi e musiche. Agli arrangiamenti e alla registrazione dei brani collaborano Stefano Ioele e Alessandro Vergati.

Abbiamo un’”attrezzatura” per niente professionale: una macchina fotografica digitale – una reflex Nikon abbastanza basica con un obiettivo tuttofare -, un vecchio treppiedi che abbiamo rubato a papà, una gopro antichissima che ci serve per le riprese in acqua, uno smartphone con 4 anni di anzianità, un mac da scrivania quando siamo a casa o un computer qualsiasi se siamo fuori sede.

Google Drive ci serve a condividere il materiale su cui lavoriamo insieme. Openoffice per preparare i testi e fare qualche conto. Ma per prendere appunti andiamo sempre in giro con un quaderno a quadretti da scuola elementare.

Per editare le immagini usiamo Canva e Anteprima del Mac (abbiamo abbandonato con gioia Photoshop e tutti i programmi da grafici seri), la newsletter viene inviata con Mailchimp. Per il montaggio dei video e per l’audio ci serviamo dei software base del Mac: iMovie e GarageBand.

Interviste fatte con i piedi: il dialogo con i produttori locali

L’onda lunga della disintermediazione si avverte anche nel nostro ultimo progetto: “Dialogo diretto con i produttori locali”. Andiamo a parlare con contadini, allevatori, mugnai, casari, pastai… Potremmo fare delle interviste telefoniche o inviare le domande via e-mail, come fanno un po’ tutti usando i più moderni mezzi di comunicazione, strumenti che portano lontano voci e messaggi. Sarebbe più comodo e meno dispendioso.

Ma preferiamo essere diretti anche in questo e fare le interviste con i piedi, letteralmente. Maciniamo chilometri, ci inerpichiamo tra le sterpaglie di un uliveto, ci sporchiamo le scarpe di farina in un mulino per guardare negli occhi chi prepara il cibo che finirà nei nostri piatti. Per sapere com’è fatta la farina possiamo cercare su internet, leggere un libro, guardare un documentario. Però andare lì di persona è differente e in un paio d’ore impariamo molto di più.

Comunicazione a chilometro zero

Tutto il materiale che raccogliamo viene impacchettato con uno stile comunicativo leggero e ironico, spesso autoironico. Crediamo a quella legge di Murphy che dice che “tutto quello che può essere fatto in modo divertente, va fatto in modo divertente”. Anche se forse Murphy non lo ha mai detto. In tutto quello che realizziamo cerchiamo di essere freschi e poco pesanti.

Questa versione a chilometro zero della comunicazione non è priva di difetti. Ma chi non ne ha? Il sito non è perfettamente ottimizzato, il server ogni tanto fa i capricci restituendo errori a caso, i video possono avere l’audio un po’ fuori sincrono, le immagini soffrono di scarsissima ovvero di nessuna post produzione, il piano editoriale ha così tanti buchi da sembrare costruito sul calendario maya.

Ma se non siamo perfetti siamo sicuramente diretti. Non avere intermediari ci permette di essere veloci e genuini. Certo non ci capita più di dover spiegare a un’agenzia di comunicazione esterna che non possiamo camminare a piedi nudi in un bosco di castagni ma ci divertiamo lo stesso.

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Cene sociali in provincia di Salerno

23 nov Cene sociali, cene con giochi di società, cene social a Salerno

Quando una cena si può definire “sociale”? Trovare il nome giusto è sempre difficile, lo sanno bene tutti i novelli genitori alle prese con la scelta del nome per il loro bebè. Proviamo a spiegare cosa sono e come funzionano le nostre cene sociali.

Che cos’è una cena sociale?

Una cena sociale è una cena “normale” con tante cose intorno. Di base si mangiano piatti a base di ingredienti di stagione, si beve, si sta in compagnia. Insomma si passa una serata divertente.

Cosa si mangia a una cena sociale?

In una cena sociale non c’è il menu. Si cucina seguendo la stagionalità. Le materie prime provengono da produttori locali. Non per modo di dire. La filiera è così corta che potrà capitarvi di mangiare un piatto di pasta seduti di fianco a chi ha confezionato quella pasta. O di chiedere “passami l’olio” al presidente della cooperativa che ha molito le olive che ora sono nell’oliera.

O di assaggiare una pizza in compagnia dei ragazzi che hanno macinato a pietra i grani locali finiti nell’impasto. Oppure di degustare un formaggio mentre il casaro vi spiega come gli è venuta l’idea di usare le violette per la crosta. Insomma, una cosa da provare almeno una volta nella vita.

Dove si fa una cena sociale?

La cena sociale si fa nella sede della nostra associazione a Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno. Ora, casualmente, la sede dell’associazione coincide con la casa del cuoco. Volete mettere l’ebrezza di cenare con lo chef potendogli fare tutte le domande che volete senza che vi risponda con la spocchia di Cracco?

Come si partecipa a una cena sociale?

Per partecipare a una cena sociale bisogna prenotare. Eh, no, non potete citofonare all’ultimo momento o mettervi in lista appena avvertite un certo languorino. Dovete dircelo almeno un paio di giorni prima. Perché qui non abbiamo un locale frigo, né piatti pronti, né una linea che dura tre giorni.

Qui cuciniamo il giorno stesso e la materia prima ce la procuriamo in giornata o al massimo con 24 ore di anticipo. Non surgeliamo, non riscaldiamo, facciamo al momento tutto quello che può essere preparato davanti a voi. E la cucina è a vista.

Perché andare a una cena sociale?

Una cena sociale non è una cena normale. Sì, prima abbiamo detto il contrario ma solo per non spaventarvi. In una cena sociale succedono tante cose che non capitano al ristorante o in pizzeria. Può capitare, per esempio, di mangiare con persone che non conosci (su, non farti venire l’ansia che alla fine ti stanno pure simpatiche). Può succedere di assaggiare cose che non si trovano in nessun altro posto.

A una cena sociale di solito c’è un tema, uno o più ingredienti misteriosi, forse uno o più produttori locali, sicuramente c’è il cuoco che non sta murato in cucina ma fa il “facilitatore di relazioni interpersonali”: ti offre un bicchiere di vino mentre ti presenta gli sconosciuti, che per rompere il ghiaccio va benissimo. Insomma una cena sociale è un’esperienza, qualcosa che ti fa uscire un pochino dalla tua comfort zone con l’aiuto di un po’ di comfort food.

Come si gioca? Che vuol dire “sociale”? Perché sono “social”?

Le cene sociali si chiamano così perché vi permettono di entrare a far parte della nostra associazione. Noi non abbiamo clienti, non abbiamo consumatori. Abbiamo soci. Gente che ama mangiare ma che cerca qualcosa in più.

Qualcosa che li metta in contatto con chi coltiva, trasforma, alleva, pesca, molisce… Qualcosa che è buono non solo per il palato ma che premia un altro modello di produzione e distribuzione del cibo, un modello più onesto… Qualcosa che racconta la storia di un territorio e le storie di famiglie che intorno al cibo hanno costruito il proprio lavoro… Qualcosa che metta in sintonia con il volgere delle stagioni, con il rispetto di madre terra, con la natura più selvaggia…

Le nostre cene sono sociali perché riprendono quella volontà di stare insieme, di creare quel momento di socialità che veniva fuori dalla scatola di un gioco di società o dai fogliettini di “nomi, cose, città”. I nostri giochi di società, tutti a sfondo culinario, con i partecipanti divisi in squadre e ansiosi di mostrare le proprie abilità, sono un pretesto per riunirsi intorno a un tavolo a giocare.

Sono anche uno strumento per trasmettere informazioni e nozioni utili per mangiare con maggiore consapevolezza tutti i giorni. Sembra una frase un po’ troppo filosofica questa, allora diciamo volendo essere più pratici che giocheremo a: risiko dei cibi, taboo culinario, domande a raffica, riconosci gli odori (ok, qui dobbiamo perfezionare il nome del gioco…), indovina gli ingredienti e tanti altri da far invidia a chi lavora alla Clementoni.

Le nostre cene sono social o social(i) perché le pubblicizziamo anche attraverso i social network. Ma alla socialità virtuale preferiamo sempre quella reale e Facebook resta un mezzo per farvi partecipare dal vivo, almeno una volta, al nostro modo di intendere e condividere il cibo.
Perciò se ci mettete un like siamo contenti ma se non lo mettete e venite lo stesso, lo siamo di più.

Cena con giochi di società a Salerno

10 motivi per partecipare a una cena sociale (anche se non sono 10…)

E, quindi, ricapitolando, riassumiamo perché dovresti prender parte a una nostra cena sociale:

1. Mangerai bene, anzi benissimo. Qui cuciniamo per venti persone al massimo. Dove lo trovi un locale così piccolo? Nemmeno a Lilliput.
2. Conoscerai gente nuova e non dire che non serve. Serve sempre confrontarsi con gli altri.
3. Imparerai alcune cose sul cibo che non sapevi. Questa è una promessa facile da mantenere: ci scervelliamo tutti i giorni per scovare delle cose veramente assurde!
4. Giocherai e ti divertirai come quando facevi il Monopoli da piccolo.
5. Vincerai un fantastico premio. Non te l’avevamo detto? I più bravi porteranno a casa un premio. Che gioco è senza il premio finale?

E allora cosa stai aspettando? Noi ti aspettiamo!

Cena sociale a Cava de’ Tirreni, Salerno

Scrivici per sapere quando ci sarà la prossima cena sociale. Le facciamo tutte a Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, in Corso Umberto I, 293.

Per avere maggiori informazioni e prenotare puoi inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

 

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Spighe di grano coltivato nel Cilento

22 nov Grani antichi, grani locali, grani del futuro: il Monte Frumentario e Terra di Resilienza a Caselle in Pittari nel Cilento

C’è il particolare e il quadro generale. Il particolare è la farina: le varietà di grano, il tipo di macina, la macinazione e poi la vendita. La visione d’insieme sta nelle idee e nei sogni dei quattro ragazzi che ti raccontano cosa c’è dentro quel pacco di farina che confezionano e consegnano con le loro mani.

Raccontano della battaglia del grano che non si ferma, della guerra tra grani industriali, grani antichi, grani locali; delle virtù della pietra che macina e dei vizi della molitura a cilindri; del cibo di prossimità e di quello che viene da lontano; della riscoperta della terra e dei progetti senza scadenza, dell’economia in astratto e dell’economia locale e solidale.

A Caselle in Pittari troviamo il grano buono ma soprattutto un altro modo di intendere e praticare l’agricoltura, la distribuzione del cibo, i rapporti tra chi produce e chi consuma.

Siamo nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il posto giusto per far partire un progetto di filiera agricola corta, anzi cortissima. Un progetto che non è solo la realizzazione di un sogno ma la reazione a una crisi. Come sempre si parte da una crisi, quella del lavoro. E per superarla si arriva a fare molto di più che inventarsi un mestiere.

Il grano antico, il futuro del cibo e la comunità: con cosa campa Terra di Resilienza

La cultura non si mangia. Con lo studio non ci campi. A una facoltà scientifica ti dovevi iscrivere.”. Queste e altre considerazioni dello stesso tenore ci siamo sentiti ripetere più e più volte in anni recenti, soprattutto al sud. Territorio dove i numeri della disoccupazione sono importanti.

Mossi da tutt’altro genere di riflessioni, alcuni hanno mollato i libri e sono tornati alla terra. Alla terra con la t minuscola e a quella maiuscola, come i ragazzi di Terra di Resilienza.

Pare che le obiezioni, però, non siano cambiate più di tanto e, non senza ironia, riecheggia ancora la stessa domanda: “Ma voi ci campate?”. Si campa col grano? Si mangia col pane? La terra è ancora capace di dare i suoi frutti, di sfamare i suoi figli?

Ma dalla comunità arrivano altri interrogativi, molta voglia di ascoltare e parole di stima e affetto per questi quattro ragazzi, moschettieri meridionali, portatori sani di un’emigrazione al contrario. Fermi nel loro piccolo borgo cilentano, a Caselle in Pittari, eppure in movimento. Per accompagnare un carico di farina, per trasportare un mulino in pietra, per spiegare in mezzo a un uliveto quello che fanno, per raccontare il loro lavoro in una pizzeria, nel vagone di un treno, in fila alle poste…

Terra di Resilienza e Monte Frumentario

Claudia, che ricompone i pezzi

Claudia Mitidieri ci spiega cos’è Terra di Resilienza: una cooperativa sociale che si occupa dell’inserimento lavorativo di persone con problemi di dipendenza. Dal 2012 portano avanti diversi progetti legati all’agricoltura sociale (produzione di olio, coltivazione di grano, sistemazione dei terreni) nonostante le difficoltà. Due su tutte: la frammentazione della terra, parcellizzata in tanti piccoli appezzamenti man mano che viene ereditata di generazione in generazione, cosa che rende più complesso avere a disposizione superfici adeguate alla coltivazione; e la gestione e l’affidamento dei terreni che si rinnova di anno in anno non permettendo di fare progetti a medio termine. E l’agricoltura ha bisogno di più di un anno per restituire ciò che si semina.

Nonostante tutto la cooperativa continua a provare a ricomporre i pezzi, pezzi di un territorio abbandonato a sé stesso e pezzi di vita che vanno rimessi insieme per ricominciare daccapo.

Dario, lo scrittore prestato alla terra

Dario Marino ci parla dell’ultimo arrivato a Terra di Resilienza: il Monte Frumentario. Il Monte Frumentario è un mulino a pietra. Il mulino, nuovo di fabbrica – la ditta Partisani -  e con una modifica che consente di controllare l’umidità dei chicchi, macina grani del territorio (qui li chiamano grani del futuro). Si ottengono farine dalla 0 a quella integrale. Possono molire i soci della cooperativa come pure terzi certificati che coltivino grani locali.

È stato montato in una saletta che affaccia su una piccola piazza di Caselle in Pittari - più volte sentiamo le grida dei ragazzi che lì giocano al pallone -. L’interno si vede dall’esterno anche se la porta d’ingresso è chiusa. E la porta non è mai chiusa. Oltre al grano, qui conservano i semi di 27 varietà preindustriali. E si macina la segale, il farro e i ceci.

Mentre registriamo l’intervista arriva un vigile del fuoco con il papà: si sono messi a coltivare grano per gioco e vengono a chiedere consigli al Monte Frumentario. Perché qui non vendono solo farina. È un luogo di confronto e di scambio. È un posto dove si coltivano relazioni. Se poi hai bisogno di semi, il Monte ti presta la quantità che vuoi seminare, che restituirai con il raccolto ottenuto con quei semi maggiorato di una piccola quota d’interesse - versata sempre in semi - che viene utilizzata per migliorare le attrezzature che servono a tutti i soci della cooperativa.

Dario non lo dice ma è uno scrittore prestato alla terra e al mestiere di mugnaio. Ha scritto L’annessione, sul Risorgimento e la storia del sud. E se per scrivere di storia serve “una penna e un cuore puro” con gli stessi strumenti si può andare molto lontano anche partendo dalla terra.

Marianna, ironia e organizzazione

Marianna Falese, sguardo allegro, un sarcasmo sottile e leggero a mascherare la generosa ospitalità e l’implacabile capacità organizzativa. Mentre ci serve una sontuosa pasta al pomodoro che all’istante riesce a ritemprarci dopo una lunga mattinata a spasso per il Cilento, scappa già a sistemare una comitiva di tedeschi. Sono qui per vedere come si fa l’olio ma domani ripartono e Marianna sta provando a deviare per telefono la fermata dell’autobus per consentire alle due coppie di turisti con innumerevoli bambini al seguito di non perdere la coincidenza con il treno che li porterà a Napoli e da lì verso il cuore dell’Europa.

Il turismo lento è un’altra risorsa di Terra di Resilienza. L’ecoturismo o turismo esperienziale: conoscere un territorio immergendosi nelle sue pratiche rurali. Il Cilento non è solo mare cristallino e piccoli borghi sparsi in una natura incontaminata. Da queste parti si può toccare con mano come nasce la dieta mediterranea. La triade “grano, olio, vino” è il perno su cui ruota uno stile di vita che oltrepassa le abitudini alimentari. E visitare i produttori locali è un’esperienza che ti permette di portare a casa molto più di un souvenir gastronomico.

Antonio, l’autarchico delle parole

Lo diceva Moretti: “Le parole sono importanti”. Servono per capire e farsi capire, costruiscono identità. Ma se dobbiamo tradurle dall’inglese pensando di non averne di adatte o se, addirittura, crediamo di non possedere il concetto che esprimono e dover di conseguenza importare anche i modi di vivere, lavorare e stare insieme che le parole sottendono, forse è arrivato il momento di fare un passo indietro e ripescare i nostri vocaboli. Mettendo via il dizionario inglese-italiano.

Antonio Pellegrino, barba da predicatore e piglio da Savonarola, è convinto che non servano termini stranieri, buoni a mascherare concetti risaputi. Perché usare “sharing-economy” in un luogo dove la condivisione è praticata dalla notte dei tempi? A cosa mi serve un “co-founder” quando ho a disposizione un compare? Dove lo metto il “like” nella terra delle strette di mano fraterne e delle pacche sulle spalle?

E non si tratta solo di sottolineare con il giusto orgoglio che abbiamo già le nostre parole per un lavoro fatto bene e con passione. Il rifiuto dell’inglese quando non serve è lo specchio della contestazione di un sistema economico che è sterile quando non diventa dannoso. Va bene premiare una start-up (che sarebbe un’azienda) per un’idea che spesso arricchisce chi l’ha avuta e chi l’ha finanziata ma ha scarse ripercussioni sull’economia reale, sulle comunità, sulle vite che abbiamo al di là delle nostre proiezioni digitali?

Non che qui si sia contrari alla tecnologia, al progresso, all’industria. Ma ai suoi eccessi e a un mondo che se continua a viaggiare a questa velocità, senza badare alle conseguenze, è destinato all’autodistruzione. A cominciare dalla terra, dall’agricoltura, dal grano.

Antonio e Dario ci raccontano cos’è Terra di Resilienza.
Guarda tutta l’intervista su youtube >>> Dialogo diretto: il grano!

Terra di Resilienza – Monte Frumentario

Indirizzo: via G. Sabini 8 - Caselle in Pittari – 84030  Salerno

Sito: http://www.terradiresilienza.it/  http://www.montefrumentario.it/

Email: terradiresilienza@gmail.com  | info@montefrumentario.it

Facebook: TerradiResilienza

Telefono:  3466213583
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Mozzarelle e formaggi del Caseificio Aurora a Salerno

16 nov C’è vita oltre la mozzarella di bufala? L’altra mozzarella di qualità: il Caseificio Aurora di Sant’Egidio del Monte Albino a Salerno

La mozzarella negli ultimi anni è diventata sempre più presente sulle nostre tavole. Soprattutto quella di bufala è al centro di animati dibattiti tra i sostenitori di quella prodotta a Caserta che fronteggiano l’opposta fazione dei fan della mozzarella di bufala salernitana. La mozzarella di bufala viaggia in tutta Italia e nel mondo ma il latte di bufala non è il solo che permette di ottenere mozzarelle di qualità.

Oltre la bufala: mozzarella e formaggio di latte vaccino, caprino, ovino

Partendo dall’assunto che le produzioni di eccellenza su larga scala sono sempre poco sostenibili, per evitare l’eccessivo consumo di mozzarella di bufala è importante rivalutare altre produzioni locali ottenute da tipi di latte considerati impropriamente meno pregiati. Formaggi freschi e stagionati di latte vaccino, caprino, ovino tornano alla ribalta grazie a coraggiosi casari che si sono lanciati nella lavorazione di latte locale, unendo alla sapienza tradizionale le innovazioni tecniche.

Paolo Amato e i formaggi del Caseificio Aurora

Uno dei protagonisti del rilancio di mozzarelle storiche e al tempo stesso “alternative” è Paolo Amato del Caseificio Aurora di Sant’Egidio del Monte Albino, in provincia di Salerno. Conosciamo da un po’ di tempo il suo fiordilatte di mucca, al quale affianchiamo ad ogni acquisto un nuovo assaggio delle sue sperimentazioni. E’ arrivato il momento di conoscere Paolo non solo attraverso i suoi formaggi.

Paolo, la famiglia di casari e l’inquietudine del latte

Paolo Amato, discendente di due famiglie di casari – papà dei Monti Lattari, mamma di Nusco, nonno di Montella – ha una speciale inquietudine nei confronti del latte. O dei latti, come dice lui. Bastano pochi secondi per capirlo.

Come se le mozzarelle e i formaggi, il fiordilatte e il ciccillo, i caprini e gli erborinati, il pecorino e la provola fossero la naturale conseguenza della “scossa” che Paolo trasferisce di volta in volta al latte di mucca, di capra, di pecora.

La tensione, il nervosismo, l’inquietudine di Paolo trasmigrano e, in qualche modo misterioso, si sciolgono nelle venature di una forma di pecorino di 70 chili, nelle gocce di latte di una zizzona, nel bruno di una provola affumicata, nel bouquet di erbette selvatiche dell’erborinato, nel profumo del tartufo imprigionato per sempre in una piccola scaglia di formaggio.

Paolo Amato del Caseificio Aurora con i suoi formaggi

Il Caseificio Aurora: mozzarella e formaggi ai piedi dei Monti Lattari

Da dove arriva l’inquietudine di Paolo? In parte dalla storia e in parte dalla geografia. Dalla geografia perché molto del latte lavorato dal Caseificio Aurora proviene dai monti Lattari: già il nome è poco meno di un segno del destino. Agerola, Campagna, Altavilla Salentina e giù fino alla Basilicata e alla Calabria: da un altro pezzo di Magna Grecia arriva il latte pronto a diventare mozzarella.

E la storia del posto si mescola alla storia di una famiglia: che il papà di Paolo abbia cambiato dopo anni il nome del caseificio in Aurora per amore della moglie è un chiaro segnale di come qui la vita privata, il lavoro, gli studi, le passioni personali, le aspirazioni pubbliche, le responsabilità verso la comunità e il peso di un mestiere scelto seppur ricevuto in eredità convergano in un unico punto: il caseificio.

Dialogo diretto con i produttori locali: la mozzarella e i formaggi del Caseificio Aurora

Per il nostro appuntamento con i produttori locali arriviamo al caseificio che sono le due del pomeriggio. Il sole è ancora forte, il vento accarezza lieve l’erba medica che circonda lo stabilimento. Aspettiamo fuori per qualche minuto. Due maestosi ulivi segnano l’ingresso del caseificio. Sono carichi di frutti verdi e neri. Ne assaggiamo uno: è amaro.

Paolo ci raggiunge in abiti da lavoro bianchi, candidi come il latte. Ci scruta e ci sonda con una certa diffidenza, sulle prime. Gli capiterà di vedere tanta gente, molte ottime persone, alcuni più interessati ad altro che al suo lavoro. Pochi interessati a lui.

Con il sole negli occhi, una marlboro dietro l’altra, la diffidenza si scioglie in fretta. E, sotto le parole, con la coda dell’occhio che continua a guardare in direzione del caseificio chi entra e esce da casa sua, si avverte come un fremito, un’inquietudine sempre presente sottotraccia anche quando è tenuta a freno, ingentilita da anni di addomesticazione, nascosta fra le pieghe della bonaria e autentica ospitalità della gente di qui.

Paolo, il patriarcato e l’allevamento

Il regno di Paolo è un mondo maschile: di responsabilità e di capifamiglia. È il mondo faticoso dei pastori e degli allevatori, di chi conta le bestie a fine giornata perché se ne manca anche una soltanto può venir meno il sostentamento della famiglia. È un mondo dove ci si arrampica in solitaria, al massimo con qualche cane, per monti che non hanno sentieri ma che su in cima regalano panorami da spalancare il cuore, posti dove non si distingue più l’azzurro del cielo da quello del mare.

Da sempre le comunità basate sull’allevamento sono patriarcali, con una rigida divisione del lavoro, gerarchie e responsabilità ben definite. Storicamente erano comunità costituite da piccoli nuclei familiari, spesso in competizione con altre famiglie per ottenere pascoli migliori e aumentare così le possibilità di sopravvivenza. Gli animali erano il fulcro del loro sistema: dalla fertilità delle bestie dipendeva quella degli uomini, i loro tempi scandivano quelli umani più dell’assemblea del cielo e delle stelle. I loro riti, gli amuleti, i totem che veneravano – spesso fallici -, i graffiti e i racconti che si scambiavano erano tutti incentrati sulla vita degli animali.

Viceversa le comunità agricole sono sempre state matriarcali. Madre terra è per definizione femminile. La collaborazione e la condivisione erano necessarie per seminare e raccogliere, per lavorare nei campi e per trasformare quello che si riusciva a coltivare. E le divinità agricole sono rappresentate con fianchi larghi, con curve morbide, placide e pacificate.

C’è una sintesi virtuosa tra allevamento e agricoltura? Tra patriarcato e matriarcato? Maschile e femminile? C’è nella nostra comunità, a casa, al lavoro? Nelle nostre vite? È arduo rispondere e stabilire se abbiamo trovato la soluzione per ricomporre questo conflitto e per risolvere tutti quelli che la modernità ci impone di affrontare in forme diverse: ricchezza/povertà, città/campagna, ambiente/industrializzazione, fame/sovralimentazione, lavoro/diritti, potere/uguaglianza…

La risposta dipende da molte cose e non è mai definitiva.

Pare che qui Paolo abbia trovato un suo modo particolare per conciliare questi due mondi apparentemente opposti, per addomesticare il latte proveniente da pascoli selvaggi grazie ad allevatori solitari. Li trasforma in cibo insieme alla sua famiglia e ai suoi collaboratori, in una casa/caseificio abitata da persone di cui si fida, stemperando l’antica inquietudine nel latte.

Paolo ci racconta la storia del Caseificio Aurora e perché si chiama così.
Guarda tutta l’intervista su youtube >>> Dialogo diretto: la mozzarella!

Caseificio Aurora

Indirizzo: via Albanese  1° Traversa, 31 – Sant’Egidio del Monte Albino – 84010  Salerno

Sito: http://www.caseificioaurora.it/

Email: info@caseificioaurora.it

Facebook: Caseificio Aurora

Telefono: 081 91 72 98

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I salumi di Settimio Forte della Fattoria Bio Cocò nel Cilento

09 nov Dove trovare salumi di qualità? Intervista a Settimio Forte della Fattoria Bio Cocò

La Fattoria Bio Cocò si trova a Massicelle, frazione di Montano Antilia, nel Cilento. Ci hanno raccontato che qui si trovano salami, sopressate, capicolli, guanciali con il sapore che avevano quelli di una volta. Quelli preparati dai più anziani con il maiale che ogni famiglia allevava e macellava una volta all’anno, in inverno.

Nei nostri ricordi di bambini c’è tutto il rito del sacrificio dell’animale. I nonni crescevano maiali e galline senza ricorrere a mangimi industriali: davano in pasto patate, castagne, ghiande e erbe selvatiche ai loro animali da cortile. Nel rituale che vedevamo da vicino, assistendo a tutte le fasi che precedevano l’arrivo del cibo nei nostri piatti, c’era più consapevolezza e rispetto del ciclo della vita di quanto ne abbiamo adesso, passando distrattamente tra i banconi del supermercato pieni di carne asetticamente sigillata.

Fattoria Bio Cocò: salumi dal Cilento per intenditori

Nonostante il navigatore e le indicazioni dateci al telefono da Settimio Forte ci perdiamo per tre volte prima di arrivare a destinazione. Giunti nel piccolo punto vendita, distante pochi chilometri dall’allevamento di maiali, troviamo ad accoglierci Settimio, il fondatore della fattoria e titolare dell’azienda. È lui che alleva maiali e li trasforma in salumi come si faceva una volta.

Voce profonda e stretta di mano perentoria, Settimio è uomo d’altri tempi. Di poche parole, diretto e sincero, va subito al sodo. Con noi è generoso e gioviale, tratti che contraddistinguono chi è abituato a trascorrere tanto tempo in mezzo alla natura.

Settimio Forte della Fattoria Bio Cocò con i suoi salumi

Allevare maiali come una volta

Settimio ha cominciato ad allevare polli, poi è passato ai maiali. In un mondo dominato da allevamenti intensivi, bestie da rimpinzare per favorirne la crescita rapida, salumi imbottiti di coloranti e conservanti ha deciso di andare controcorrente.

I suoi maiali vivono allo stato semi brado e quando possono mangiano quello che trovano in natura. Settimio si occupa personalmente di tutto, dal principio fino alla fase di trasformazione: salame, pancetta, guanciale, capocollo, soppressate sono tutti preparati a mano, senza aggiunte chimiche.

Con Settimio Forte della Fattoria Bio Cocò e i suoi salumi

Ridurre i consumi, comprare locale, rispettare l’ambiente

È un lavoro che non si può fare senza pazienza e ostinazione. Sarà per questo che a lavorare così sono rimasti veramente in pochi. Ma ritornare alle tradizioni, rifiutare il sistema che ci spinge a mangiare con gli occhi e non con la testa è una scelta necessaria se vogliamo continuare ad avere cibo a misura d’uomo e non d’industria.

Diffondere allevamenti sostenibili, ridurre il consumo di carne, acquistare dai produttori locali è l’unico modo per mangiare meglio, rispettando l’ambiente che ci circonda. Dando il giusto valore a chi coraggiosamente, giorno per giorno, lavora avendo ben in mente il “cocò” cantilenato da una bimba che merita un mondo migliore.

Settimio ci racconta perché la fattoria si chiama Bio Cocò.
Guarda tutta l’intervista su youtube >>> Dialogo diretto: i salumi!

Fattoria Bio Cocò

Indirizzo: via Carputi 69, Massicelle 84060 – Salerno

Sito: http://www.fattoriabiococo.it/

Email: info@fattoriabiococo.it

Facebook: Azienda Agricola Fattoria Bio Cocò

Telefono: +39 339 139 0642

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Olio di qualità - Ulivi del Cilento

22 ott Dove trovare olio di qualità? In Cilento! Intervista a Elio D’Agosto di Nuovo Cilento

E’ difficile trovare olio di qualità? Quali sono le caratteristiche di un buon olio extravergine d’oliva? Con l’intervista a Elio D’Agosto della Cooperativa Nuovo Cilento di San Mauro Cilento continuiamo il nostro viaggio alla ricerca dei sapori autentici e “selvaggi”. I dialoghi con i produttori locali sono utili per vedere da vicino come viene prodotto il cibo che mangiamo ogni giorno e per approfondire i temi legati al mondo dell’alimentazione.

Olio di qualità: dal Cilento buone abitudini in cucina

L’olio fa parte delle nostre abitudini in cucina così come gli ulivi sono una caratteristica imprescindibile del paesaggio del sud Italia. Condimento principe della dieta mediterranea ma anche alimento provvidenziale per le proprietà nutritive che possiede, l’olio d’oliva occupa uno spazio privilegiato nella nostra dispensa.

E quando le scorte si riducono comincia la ricerca di un buon olio, partendo dalle produzioni locali che conosciamo meglio: quelle del Cilento, zona del salernitano incastonata tra mari e monti che forma parte del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Olio evo - Ulivi del Cilento

Olio extravergine d’oliva: Cilento, il luogo del cuore

In molte regioni italiane troviamo produzioni di oli eccellenti e a casa nostra non mancano selezioni provenienti da Puglia, Sicilia, Calabria, Liguria e Toscana. Ma per condire le insalate, per friggere, per mantecare il risotto, per finire a crudo una zuppa o una minestra, insomma per l’uso giornaliero abbiamo sempre a portata di mano il nostro preferito: l’olio del Cilento.

Per una duplice ragione. La prima, sentimentale: nonna era di Agropoli e per anni abbiamo sempre goduto dell’olio che arrivava a casa grazie ai contatti diretti dei parenti cilentani (nonna era la prima di dieci figli). La seconda, territoriale: il Cilento è la zona di produzione più vicina ai salernitani. La prossimità al luogo di produzione permette di accorciare le distanze e ridurre l’inquinamento causato da lunghe percorrenze e consente di instaurare un rapporto diretto tra chi produce e chi consuma.

Seguendo questo filo, della prossimità con il luogo d’origine delle materie prime e dei prodotti lavorati, stiamo stilando un elenco di referenze del territorio, andando a dialogare con chi ha in mente e nelle mani un’idea di alimentazione vicina alla nostra. L’olio è in cima alla lista e non può non essere protagonista di uno dei nostri dialoghi diretti con i produttori locali.

La Cooperativa Nuovo Cilento di San Mauro Cilento

Per l’olio extravergine di oliva ci hanno indicato la Cooperativa Nuovo Cilento. Partiamo di buon mattino per San Mauro Cilento, annunciati da una telefonata piuttosto vaga. Superata Agropoli la strada si incunea fra le montagne, salendo e scendendo per lambire i piccoli paesini dell’entroterra. Verso le undici una volpe attraversa baldanzosa il ciglio stradale per posarsi per alcuni minuti sul muretto che per noi separa il lastrico dal vuoto ma per lei conduce direttamente a casa. Ci infiliamo sotto le gallerie che collegano le case di pietra di comuni finora sconosciuti e dopo innumerevoli tornanti con vista mozzafiato sull’azzurro terso del cielo e del mare arriviamo a destinazione a metà mattinata.

Dialogo diretto con i produttori locali: l’olio di Elio D’Agosto

Ci accoglie Elio D’Agosto, il presidente della Cooperativa Nuovo Cilento. Davanti a un buon caffè ci racconta la storia della cooperativa e ci parla dell’olio di quest’anno.

Prendiamo nota delle date: la cooperativa è stata fondata nel 1976 da 18 soci, al 1981 risale la costruzione della struttura dove attualmente viene prodotto l’olio, la prima molitura diretta è del 1989 e il marchio che mette in commercio l’olio per la vendita esterna vede la luce nel 1991.
Oggi ci sono tre linee di prodotto: l’olio Terre del Casale, l’olio biologico Terre Antiche e l’olio DOP Terre dei Monaci.

Siamo a metà ottobre. Nonostante il caldo della stagione estiva le olive non sono del tutto mature e il frantoio ancora non è a pieno regime. Le olive vengono raccolte di mattina con diversi procedimenti meccanici e portate dai soci nella cooperativa. La molitura avviene nel pomeriggio. Tra pochi giorni ci sarà il picco della lavorazione con la produzione dell’olio nuovo. Elio ci spiega quali sono le caratteristiche che deve avere un buon olio extravergine d’oliva.

Olio Nuovo Cilento - Elio D'Agosto

Le caratteristiche dell’olio extravergine d’oliva: profumo, amaro, piccante

“L’olio è un succo di frutta, deve assomigliare al frutto dal quale proviene”. Un olio di qualità deve essere profumato, amaro e piccante. Elio ci mostra come avviene l’assaggio: si scalda fra le mani un bicchierino con l’olio, si annusa per sentire i profumi, se ne prende un sorso e si assapora prima con la punta della lingua, poi con la parte centrale dove sono presenti i recettori dell’amaro e infine deve arrivare in gola il gusto piccante.

Basta una degustazione con un produttore e sono sufficienti le informazioni che ci comunica in non più di mezz’ora d’assaggio per essere in grado di individuare da soli le caratteristiche più importanti di un olio buono.

Olio extravergine d’oliva: il prezzo giusto

Un elemento utile, per chi non riuscisse ad avere sottomano un produttore, è il prezzo. Un prezzo alto non necessariamente è garanzia di qualità ma un prezzo troppo basso senza dubbio è sinonimo di cattiva qualità. In negozio o al supermercato deve insospettirci l’olio extravergine d’oliva venduto in bottiglia a meno di 7 euro al litro.

Il lavoro, le scelte personali, il futuro

Si sente sottotraccia nel racconto di Elio come la storia della cooperativa si sovrapponga alla sua storia personale. Le scelte commerciali (diversificare i canali di vendita, aprire un ristorante “casalingo” – Al frantoio – all’interno della struttura, promuovere corsi di degustazione per diffondere la cultura alimentare, valorizzare le produzioni di fichi e di altre eccellenze del territorio) fanno da contraltare alle sue aspirazioni di ragazzo “volevo studiare al liceo classico” e alle sue preoccupazioni per il futuro “le dita di una mano non sono tutte uguali ma sono tutte funzionali: non ci può essere chi ha tutto e chi non ha nulla. È disumano.”.

L’etica del cibo contro l’estetica del cibo

Qui siamo lontani anni luce dall’estetica del cibo. Non serve edulcorale il paesaggio, costruire sfondi da cartolina, far leva sulla pornografia delle immagini.

Qui si vive e si pratica l’etica del cibo. Il sostegno ai piccoli produttori locali è il sale della cooperativa; l’attenzione all’ambiente si vede nei campi ben curati, abbaglia gli occhi rimbalzando luce sui pannelli solari che alimentano il frantoio; il turismo lento, distante dal solito mordi e fuggi, è l’unica opzione possibile per chi viene a mangiare al ristorante.

E quella nota di commozione che incrina la voce di Elio quando riflette sulla responsabilità che abbiamo davanti alle ingiustizie del pianeta è la migliore garanzia di onestà che si possa desiderare.

Questa è l’ultima parte della nostra intervista con Elio D’Agosto.
Guarda tutte le domande su youtube >>> Dialogo diretto: l’olio!

Cooperativa Nuovo Cilento

Indirizzo: località Ortale, San Mauro del Cilento 84070 – Salerno

Sito: http://www.nuovocilento.it/

Email: info@nuovocilento.it

Facebook: coopnuovocilento

Telefono: +39 0974 903239 | +39 0974 903243

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Aperitivo a Salerno - Food Experience

18 ott Aperitivo il 17 novembre: Food Experience con piatti di stagione e giochi

Venerdì 17 novembre nuovo appuntamento con il nostro aperitivo che abbina piatti gustosi preparati con materie prime di stagione a giochi centrati sul mondo della cucina e dell’alimentazione. La nostra Food Experience sarà un po’ più “selvaggia” del solito: più voglia di vincere, più piatti preparati con ingredienti selvatici e saporiti. Da questa edizione varia la formula e metteremo all’opera tutti i partecipanti non appena varcheranno l’ingresso della nostra associazione.

Aperitivo con piatti di stagione e giochi a premi

Tutti i partecipanti, divisi in due squadre, si cimenteranno poi con la sfida più avvincente: indovinare gli ingredienti misteriosi, sempre di stagione, presenti nei nostri piatti. Così testiamo vista, gusto e olfatto. Mai che presentiamo una zucca a forma di zucca, sarebbe troppo facile! Anche gli altri sensi verranno testati nel corso della serata e non mancherà l’occasione di dimostrare le proprie abilità e conoscenze sulla cultura gastronomica e il mondo del cibo. Giocheremo con uno dei collaudati Taboo culinari? Con il risiko dei cibi o vi metteremo alla prova con nuovi e mirabolanti giochi? Non vi resta che scoprirlo insieme a noi e ai nostri giochi, un modo alternativo per conoscersi meglio e aumentare la nostra conoscenza del mondo del cibo. 

Humus Food Experience, aperitivo e giochi a Cava de’ Tirreni, Salerno

Vi aspettiamo a partire dalle 20.30 di venerdì 17 novembre presso la sede di Humus – Natura di Chef in corso Umberto I, 293 (Cava de’ Tirreni, Salerno) per un aperitivo alternativo, pieno di momenti di puro divertimento!


Per avere maggiori informazioni e prenotare si può inviare un messaggio privato a Humus sulla nostra pagina Facebook, telefonare al numero 328 923 42 32 o scrivere a info@humusnaturadichef.it.

 

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